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LA MOGLIE NON DEVE FAR CAPIRE A TUTTI CHE HA L'AMANTE PDF Stampa E-mail
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cassazionebis.jpgLa Cassazione - sentenza 29249 - ha confermato la perdita del 'vitalizio' per il cattivo comportamento.

Roma 15 dicembre 2008 - ANSA -  Un consiglio alle mogli infedeli, dalla Cassazione: è meglio andarsene via dalla casa coniugale che flirtare, in pubblico, con l'amante, anche se con il bellimbusto l'adulterio vero e proprio non è stato ancora consumato. Nel primo caso, infatti, raramente si rischia l'addebito per la fine del matrimonio, mentre nel secondo è palese l'offesa alla "sensibilità e al decoro del marito", violazione che porta - senza scampo - alla separazione con perdita di ogni diritto all'assegno di mantenimento.

Per i supremi giudici, infatti, in modo "ineccepible" è stata inflitta la colpa del naufragio matrimoniale alla signora Anna Filippa S. "non tanto perché si era allontanata dall'abitazione familiare, quanto per il suo antecedente reprensibile contegno, idoneo ad evidenziare ai terzi l'esistenza della sua relazione extraconiugale, sebbene non ancora trattenuta con carattere di stabilità".

Era successo che la donna, sposata da lungo tempo con Alfredo D.M., si era innamorata di un altro per il quale era arrivata, nel 1991, alla separazione. Alla crisi con il marito era seguita la riconciliazione e per altri nove anni la coppia aveva navigato. Almeno fino al giugno del 2000 quando Anna Filippa abbandona Alfredo - dopo quattro decenni di nozze - e torna dall'amante, sua passione mai sopita. Alfredo, allora, per la seconda volta, chiede la separazione con addebito di colpa alla moglie.

 Niente da fare, il Tribunale di Pesaro gli risponde che la deve mantenere con 310 euro al mese. Verdetto ribaltato dalla Corte di Appello di Ancona che giudica 'colpevole' Anna Filippa - e le toglie l'assegno - non tanto per la sua ricaduta sentimentale quanto per i "plausibili sospetti di infedeltà " alimentati davanti a tutti con le "manifestazioni affettuose" alle quali si era lasciata andare prima del 1991, all'epoca dei primi abboccamenti con l'uomo per il quale - quasi dieci anni dopo, ormai più anziana che matura - avrebbe detto addio al 'suo', a lungo ma non per sempre, Alfredo. La Cassazione - sentenza 29249 - ha confermato la perdita del 'vitalizio' per il cattivo comportamento.

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