Manifestazione dei "papà separati" a Matera.
Matera 8 gennaio 2008. - "NON TOGLIETEMI MIO PADRE, VOGLIO VIVERE E CRESCERE ANCHE CON PAPA'" è uno dei tanti slogan che gridiamo nelle piazze, durante le conferenze e tavole rotonde organizzate sull'argomento: l'AFFIDO CONDIVISO DEI FIGLI NELLA SEPARAZIONE DEI CONIUGI. A quasi 2 anni dall'entrata in vigore della legge 54/2006, è giusto che la gente sappia cosa continua ad accadere ai bambini, dopo la separazione dei loro genitori. Ancora continuano ad essere tenuti lontani dai loro padri. La scarsa applicazione e l'illegittima interpretazione della legge sull'Affido Condiviso, si abbattono impietose sui nostri figli. Invitiamo i magistrati, i politici, gli avvocati e gli assistenti sociali a rendersi partecipi del processo culturale in atto e a favorire una nuova cultura della famiglia separata e/o allargata.
La rottura del rapporto di coppia non giustifica in alcun modo la separazione dei figli da uno dei genitori, se entrambi validi. Si è voluto riportare l’affidamento a quanto prescrive la Costituzione e traduce in norma l’art. 317: l’affidamento a un solo genitore si giustifica solo con l’assenza, l’incapacità o le condanne penali dell’altro. Non con la conflittualità. L'art.155 c.c. come sostituito dalla riforma così recita: (Provvedimenti riguardo ai figli) "Anche in caso di separazione personale dei genitori, il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione di entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con parenti di ciascun ramo genitoriale. Per realizzare la finalità indicata dal primo comma, il giudice che pronuncia la separazione personale dei coniugi adotta provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all'interesse morale e materiale di essa. Valuta prioritariamente la possibilità che i figli restino affidati ad entrambi i genitori oppure stabilisce a quale di essi i figli sono affidati, determina i tempi e le modalità della loro permanenza presso ciascuno genitore, fissando altresì il modo con cui cias
cuno di essi deve contribuire al mantenimento, alla cura, all'istruzione ed all'educazione dei figli. Prende atto, se non contrari all'interesse dei figli, degli accordi intervenuti tra i genitori. Adotta ogni altro provvedimento relativo alla prole. La potestà genitoriale è esercitata da entrambi i genitori. Le decisioni di maggior interesse per i figli relativi all'istruzione, l'educazione ed alla salute sono assunte di comune accordo tenendo conto delle capacità, dell'inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli. In caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice....".
Tutto questo purtroppo è ancora disatteso nei tribunali italiani. Lo stato deve lanciare un messaggio senza ambiguità: il genitore che prende atto del proprio ruolo, e che aspira sinceramente a prendere il posto vicino ai suoi figli, deve poter essere incoraggiato ad esercitare questo diritto-dovere. Il genitore che si oppone, direttamente o indirettamente. alla genitorialità dell'altro, nuoce alla società e si pone nell'illegalità. Mettere al centro delle decisioni giudiziarie l'uguaglianza dinnanzi alla genitorialità, significa inaridire la fonte dei conflitti che portano a provvedimenti e giudizi che designano un vincitore e un vinto, conflitti di cui le vere e prime vittime sono i bambini! Ogni genitore valido e consapevole del proprio ruolo deve essere incoraggiato a farlo! Ogni genitore che si oppone o che mette ostacoli alla genitorialità dell'altro deve essere sanzionato come recita la nuova legge sull'Affido Condiviso. Credo inoltre che la vera uguaglianza padre-madre consiste nell'incoraggiare la residenza alternata per tutti i bambini di coppie separate o divorziate. Non è nell'interesse dei bambini, mettere in secondo piano un genitore o addirittura annullarne la figura, nel momento stesso in cui si creano i legami più profondi a livello evolutivo. Costituisce piuttosto un grave trauma per i bambini, vere vittime del conflitto, durante la costruzione della loro identità e nel corso della loro conseguente adolescenza.
Si ama e si educa in due! Tutto questo spesso è disatteso e per la maggior parte dei casi dalle madri affidatarie che mettono in atto un disegno diabolico per sottrarre il figlio all'altro genitore ed operare un vero e proprio plagio affettivo sul minore. Gli studiosi parlano oggi di PAS (Parental Alienation Syndrome) ovvero di "Sindrome di Alienazione Genitoriale" e conseguentemente di "Sindrome della madre Malevola" che pone in essere tali comportamenti. Tuttavia non si fa ancora abbastanza per porre fine a tali devianze e informare l'opinione pubblica di quali soprusi e ricatti i padri per la maggior parte devono subire dalle ex mogli. Ecco quindi il motivo del mio e nostro scendere in piazza quest'oggi: informare, denunciare e gridare l'ingiustizia di sentenze fotocopia che di fatto non tutelano i nostri figli ad avere rapporti regolari con entrambi i genitori. La mia storia poi è emblematica, mai un Natale-Compleanno, una festività, le ferie estive o le modalità di visita settimanali stabilite dal giudice sono state rispettate dalla
madre: nonostante il calvario fatto di innumerevoli udienze nei Tribunali ordinari, servizi sociali, mediazione famigliare, udienze nel Tribunale per i Minorenni e quant'altro per arrivare alla sentenza definitiva del 2005 peraltro sempre disattesa. Ancora una volta, quest'anno, non ho potuto farle gli auguri di Natale e di compleanno ( mia figlia è nata lo stesso giorno!) neanche telefonicamente, né ho potuto consegnarle il regalo. Grazie signora Giustizia! Immaginate un pò ora quale bene si sia fatto e si continua a fare alla bambina e ai tanti figli privati dell'affetto e dalle cure dei padri. Un genitore, nonostante una sentenza definitiva dello Stato Italiano, può arrogarsi il diritto di sottrarre un minore all'altro genitore e restare impunito! 30 anni di affido monogenitoriale esige un rinnovato e più equo senso della giustizia, il più presto possibile.
Ogni figlio ha due genitori, crescere con loro è suo diritto!
Nicola Stifano dal ilmiotg
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