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Col nuovo ufficio di mediazione familiare questo Tribunale costituisce un esempio. PDF Stampa E-mail
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Aperto l'ufficio di mediazione familiare al tribunale di Lamezia Terme.

«Malgrado tutto quanto è uscito negli ultimi mesi sui giornali, questa è una buona corte d'appello. La dimostrazione è che ci sono iniziative come questa del tribunale di Lamezia Terme».

Antonio Pietro Sirena, presidente della corte d'appello catanzarese, tratta come una perla l'apertura dell'ufficio di mediazione familiare nel palazzo di giustizia lametino. E lo fa dandone il giusto merito al presidente facente funzioni Pino Spadaro e all'associazione "Caduceo" guidata da Anna Mancini che hanno spinto il Comune ad adottare una delibera per sobbarcarsi le spese minime di mantenimento del nuovo ufficio.
In sostanza si tratta di una sede aperta per la prima volta in un tribunale italiano dove mediatori familiari professionisti tenteranno di mettere d'accordo le coppie in procinto di separazione o di divorzio. Ed a costo zero per i coniugi in rotta di collisione.
«È uno strumento di grande utilità sociale», conferma il presidente Sirena alla Gazzetta del Sud, «si tratta di un esperimento che dimostra la vitalità della magistratura nel collaborare con la società calabrese. Iniziative come questa debbono essere apprezzate». Tant'è che il presidente ha dato subito il disco verde all'iniziativa del presidente Spadaro che guida la sezione penale del tribunale dalla scorsa estate ma, in mancanza di un titolare, si è dedicato alla gestione complessiva degli uffici giudizi lametini, in attesa dell'arrivo del primo presidente Enrico Scaglione da poco nominato dal Csm, cominciando ad occuparsi anche di questioni che riguardano essenzialmente la sezione civile.
«Ho voluto dare un segnale di distensione più che di repressione», aveva spiegato Spadaro nella conferenza stampa di presentazione dell'ufficio di mediazione familiare. Infatti nel circondario giudiziario lametino, che comprende anche alcuni comuni del Vibonese, le separazioni e i divorzi consensuali e legali sono in netto aumento negli ultimi sette anni.
In crescita esponenziale sono in genere tutti i processi, tanto che quello lametino per numero di procedimenti aperti è il terzo tribunale della Calabria dopo quelli di Catanzaro e Reggio, sedi di corte d'appello. L'aumento più imponente è avvenuto nel civile, dove dal 2001 al 2006 i procedimenti sono saliti da 4.579 a 9.266 (+102,3%), ed i processi sopravvenuti da 1.641 a 4.272 (+160,2%). In crescita anche i processi penali che sono più di 1.000. «Il più grosso problema da risolvere è la carenza di personale amministrativo», spiega il presidente della corte d'appello, «occorrerebbe accorpare alcuni uffici, ma appena si toccano vecchi equilibri si ribellano tutti». E comunque Sirena ha avallato la richiesta del presidente Spadaro di trasferire più di dieci addetti amministrativi dall'ufficio del giudice di pace lametino al vicino tribunale.
Antonio Pietro Sirena è comunque fiducioso. «Sono convinto», dichiara, «che nel giro di un anno riusciremo con l'arrivo del procuratore generale Enzo Iannelli che è proprio bravo, a fare capire ai calabresi che questi uffici giudiziari valgono».
Intanto l'iniziativa dell'ufficio di mediazione familiare giovedì scorso è stata sottolineata dal quotidiano economico "Il Sole24Ore" da Beatrice Dalia, giornalista specializzata in legislazione. Che ha sottolineato «l'interpretazione estensiva da parte del presidente del tribunale» della legge 54/2006 sull'affido condiviso dei figli in caso di conflitto matrimoniale. Con l'ordinanza del 28 novembre scorso Spadaro ha sostanzialmente esteso gli effetti della legge dalle separazioni ai divorzi, con un obiettivo importante e preciso. Che lo stesso presidente del tribunale indica nel suo provvedimento: «Non può essere sottaciuto che, anche nel rito del divorzio, permane l'interesse preminente e primario alla tutela della prole, in particolare dei figli minori».

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