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Affido, per i diritti dei padri nuovo sit-in in Tribunale PDF Stampa E-mail
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 agony.jpg                          Si ripeterà domani alle 9 la protesta mensile dell'associazione "Genitori sottratti", che lotta per l'affido condiviso e la cultura della bigenitorialità, secondo cui il minore per crescere ha bisogno di entrambi i genitori
 
Parma 22 Aprile 2009 - www.parma.repubblica.it - Un sit in per i diritti dei padri e contro l’affidamento dei minori a uno solo dei genitori. Domani, come ogni mese, papà e nonni in arrivo da Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ravenna, Cesena e Forlì si ritroveranno alle 9 di fronte al tribunale di Parma per affermare la cultura della bigenitorialità, secondo cui il minore per crescere ha bisogno di entrambi i genitori.
Con loro ci sarà Axel Mancini, dell’associazione “Genitori Sottratti” di Parma, che ha iniziato la protesta mensile nell'autunno del 2007, quando il giudice ha deciso di affidare sua figlia di 8 anni alla madre, nonostante lo psicologo e gli assistenti sociali che seguivano il caso da un anno e mezzo ritenessero la figura del padre più adatta per la crescita della bambina. Mancini porta avanti una raccolta di firme per appoggiare il disegno di legge che rafforza la legge 54/2006 sull’affido condiviso a tutela dei minori e afferma di voler continuare a protestare fin quando questa non verrà applicata effettivamente dai giudici. Al suo fianco anche Alessandro Fino, responsabile della Lega Rugby, che non vede suo figlio da due mesi.

Secondo i promotori dell’iniziativa esiste un pregiudizio dilagante che vuole i figli affidati alle sole madri e nega ai padri di poter veder crescere i propri bambini. “I figli – si legge nel loro comunicato – rimangono tali sia prima che dopo la separazione e i genitori per loro sono sempre figure di riferimento inalienabile”.

La cultura della bigenitorialità promossa dalla manifestazione – affermano - “è quella del futuro, ma è anche quella che tanti genitori già hanno adottato in autonomia, privilegiando gl iinteressi dei figli. Le resistenze maggiori si hanno dai genitori del ‘disagio’, quelli che per problemi personali di incapacità o di perfetta consapevolezza, ancora attuano il litigio allo scopo di ottenere benefici ed esclusività, che coi nostri figli nulla hanno a che fare”.
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