| Bimba contesa: «Affidata al papą anche se č gay» |
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Dopo otto anni di matrimonio e la separazione consensuale, avvenuta nel 2006 perché il genitore si scoprì gay, la bambina era stata affidata alla madre, con la facoltà per il padre di vederla quando lo desiderava, previo accordi. Ma quando, qualche mese fa, lui ha proposto di portare la figlia in vacanza sull'isola di Samos, in Grecia, la madre si è opposta: sosteneva, riferiscono i giudici nel loro provvedimento, che quella località è «notoriamente frequentata quasi esclusivamente da omosessuali» e «può rappresentare la potenziale realizzazione di tutti i timori della madre: che la figlia scopra l’omosessualità del padre senza una graduale e adeguata preparazione». Da qui la decisione del padre, assistito dall’avvocato bolognese Rita Rossi, di chiedere l’affido condiviso, poi concessa. Per il giudice estensore della sentenza, Antonio Costanzo, «non vi è alcuna prova che l’isola di Samos costituisca meta privilegiata del turismo omosessuale» e comunque «il Tribunale non ha motivo – in assenza di pregiudizio per la figlia – di imporre al padre una località di vacanza diversa da quella prescelta». Il vero problema, scrivono i giudici, è che i genitori comunicano poco tra loro (quasi solo tramite sms) e non sono riusciti a informare la figlia sulla sessualità del genitore. Ora si sono impegnati a seguire un percorso con un esperto. Il padre è già partito per le vacanze con la figlia, ma sull’isola della discordia potrà trascorrere sola una settimana. La seconda che gli è concessa per l’affidamento condiviso la passerà, invece, nei comunque più rassicuranti lidi ferraresi, a casa dalla sorella. La bimba manterrà la residenza a casa della madre.
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