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Matrimoni e divorzi oggi vanno di pari passo PDF Stampa E-mail
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matrimoni_ravennate.jpgNel ravennate più riti civili nel primo caso, più separazioni consensuali nel secondo

09 dicembre 2008 - sabatoseraonline - Ci si sposa di più, ma aumentano di pari passo i divorzi. I dati sulle procedure matrimoniali nel ravennate negli ultimi sette anni confermano una rappresentazione delle famiglie ormai entrata a far parte del senso comune: instabile o dinamica a seconda dei «partiti».
Nel 2007, ad esempio, sono stati celebrati in provincia 1329 matrimoni, tra civili e religiosi, ma sono sopravvenute presso il tribunale di Ravenna ben 1145 richieste di separazione.

Il dato non è statisticamente significativo, in quanto le richieste di separazione giungono da parte di coppie che si sono sposate anni addietro in periodi diversi.
Tuttavia, il fatto che il numero di coppie che vogliono separarsi sia quasi pari a quelle che decidono di ufficializzare il vincolo è certo suggestivo, e per alcuni rappresenta un campanello d'allarme.
Per leggere correttamente i dati quantitativi riguardanti separazioni e divorzi bisogna poi tenere conto della differenza tra procedure sopravvenute e procedure definite: queste ultime si riferiscono a quelle sancite definitivamente dal tribunale, mentre le altre comprendono le domande pervenute.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il dato più utile non è tanto quello delle separazioni rese definitive, ma il numero delle domande che giungono in tribunale: «La quantità di procedure definite – spiega infatti Angela Casadio, dirigente del tribunale di Ravenna – è rappresentativa più del lavoro dell'ufficio che della situazione reale, mentre le domande pervenute fotografano la vita di coppia dei cittadini in un dato momento. C'è da dire però che questi dati non ci dicono nulla sulle coppie coinvolte: fattori culturalmente rilevanti come la loro età, ad esempio, oppure da quanto tempo erano sposati. Di solito la maggioranza dei matrimoni che si rompono duravano da non più di dieci o quindici anni, ma non ci sono statistiche esatte su questo».
In generale l'andamento delle separazioni negli ultimi anni risulta fluttuante, con una leggera crescita delle separazioni giudiziali (sopravvenute) rispetto a quelle consensuali: nel 2001 le giudiziali erano 190 contro 800 consensuali, nel 2007 sono state 238 contro 907 consensuali.
Il dato testimonia come il divorzio resti legato a una conflittualità personale spesso grave, nonostante la progressiva accettazione del modello di famiglia separata, oggi molto più comune.
Una variazione più costante si ha nel dato discreto relativo matrimoni: se nel 2004 il rito civile era ancora inferiore, seppur di poco, alla cerimonia cattolica, l'andamento sembra essersi ribaltato. Nel 2007 i matrimoni civili sono stati 685, quelli religiosi solo 644, e quest'anno, da gennaio a settembre, sono stati celebrati 611 matrimoni civili e solo 501 religiosi.
Anche qui, benché non si possa individuare una variazione esatta sul lungo periodo, si percepisce un cambiamento rispetto all'idea del matrimonio come sacramento, sostituita dai valori civili.
Nonostante il calo delle cerimonie religiose, non sembra però che il matrimonio sia in crisi: il leggero aumento annuale, attribuibile all'aumento fisiologico della popolazione, testimonia comunque la fiducia di molte coppie nel patto che suggella il legame d'amore davanti alla legge e alla società.

Tratto da sabato sera Bassa Romagna del 5 dicembre 2008  Lou Del Bello
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