Separarsi costa troppo PDF Stampa E-mail
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   INCHIESTA DELLA SETTIMANA - CONIUGI CONTRO 
I divorzi a Reggio Emilia aumentano, con conseguenze affettive e... economiche 
 
di Sabrina Rosati dal sito reporter.it

Oggi l'unica cosa che ancora può valere “per sempre” è il diamante. Perché aumentano i casi in cui tutte le promesse di matrimonio diventano altrettanto labili e disattese, come può succedere in qualsiasi altro rapporto di coppia. E allora, oltre alle conseguenze psicologiche e affettive a cui la separazione può portare, bisogna fare i conti anche con una serie effetti economici e materiali, che certamente non aiutano le difficoltà relazionali fra gli ex coniugi.

Costi personali, economici e materiali che toccano un numero sempre maggiore di persone. Dai dati statistici dell'Osservatorio permanente sulla famiglie del Comune di Reggio Emilia risulta infatti che tra il 1986 e il 2004 è aumentato il numero delle persone separate o divorziate. soprattutto nelle generazioni dei giovani adulti. Due sono i dati interessanti. Da un lato, la tipologia delle persone separate, giovani adulti appunto, nel pieno della loro vita professionale e familiare: il numero dei separatati o divorziati all'interno delle classi di età comprese fra i 35 e i 49 anni è quintuplicato, con un età media degli sposi alla separazione pari a 39,6 anni per l'uomo e 35,7 per la donna. Dall'altro la precocità della separazione rispetto ai tempi del matrimonio: la separazione infatti tende ad investire rapporti coniugali nati da poco che spesso comprendono bambini piccoli. Tra il 1983 e il 2003, il 74% dei matrimoni celebrati ha avuto una durata media inferiore ai dieci anni, mentre il 43,1% si è prolungato per meno di 5 anni. La separazione e le conseguenze che questa comporta incidono quindi sulla parte giovane della nostra società, dalle persone alle coppie ai bambini. Senza considerare che i dati dell'Osservatorio riguardano solo i matrimoni, poiché la mancata registrazione delle coppie di fatto non permette di tener conto di eventuali separazioni in questo ambito.
Ma se queste percentuali possono far dire a qualcuno che dietro alle unioni di oggi ci sia una scarsa consapevolezza di cosa comporti il matrimonio o la convivenza, è altamente probabile che molte persone non sappiano nemmeno cosa comporti separarsi dall'altro. Perché se sposarsi non è solo una passeggiata in bianco verso l'altare, separarsi non è solo una firma su un foglio, in attesa dei tre anni per un eventuale divorzio.

 


“VALUTARE BENE LE CONSEGUENZE”
L'AVVOCATO ANDREA DAVOLI SPIEGA QUANTI SIANO I “CONTRO”DI UNA SEPARAZIONE

Naturale e giusto. La prima cosa a cui si pensa quando si parla di separazione sono i problemi affettivi e psicologici, che questa può causare sulla coppia, e quando ci sono, sopratutto sui bambini. Perché la separazione è prima di tutto la rottura o il cambiamento di sentimenti e di rapporti affettivi. Ma oltre a questi costi, la separazione (coniugale e non) comporta una serie di conseguenze economiche, materiali e logistiche che incidono fortemente sulla vita delle persone nonché sulle relazioni post della coppia stessa. Separarsi non significa solo sopravvivere alla mancanza di un affetto o riprendere la propria vita indipendentemente da una persona. Separarsi significa anche continuare a fare i conti con la presenza di quella stessa persona, madre o padre dei tuoi figli o ad esempio proprietaria della casa.
Da questo punto di vista la separazione comporta prima di tutto mettere in mezzo gli avvocati. A maggior ragione oggi, dopo che dal 1° gennaio 2006, l'assistenza di un legale è obbligatoria sia per le domande di separazione consensuale (quando cioè i coniugi sono già d'accordo su come regolare i loro rapporti) sia per la separazione giudiziale. Ma un avvocato ha un costo che varia secondo la complessità della causa: difficilmente inferiore ai 1000 euro (quando le separazioni sono consensuali, quindi più semplici), può arrivare anche ai 15.000 euro quando le separazioni si trascinano per anni.
Ma i costi diretti dell'avvocato sono forse il male minore. I problemi economici e materiali nascono soprattutto dalle questioni legate all'affidamento dei figli, all'utilizzo della casa, all'assegno di mantenimento. “Molto spesso le persone non si rendono conto che la vita post separazione cambia significativamente - spiega l'Avvocato Andrea Davoli dello studio legale Mescoli e Davoli -. Il film 'Caso Mai' esprime questo concetto alla perfezione. Ad un certo punto il sacerdote afferma che la separazione raddoppia tutto. Ed è vero. La separazione tende a raddoppiare le ore di lavoro perché ci si ritrova soli a mantenersi sé o i figli, i costi per il mutuo o l'affitto, per il cibo o le vacanze”. In caso di figli, ad esempio, la casa in cui la coppia ha abitato (anche se di proprietà comune o dell'altro coniuge) spetta generalmente al genitore a cui sono affidati i figli. Di conseguenza il genitore non affidatario deve andarsene, trovare un altra casa, pagare un affitto o un'altra rata di mutuo (magari dovendo pure continuare a pagare il mutuo con l'ex coniuge) o scegliere di ritornare nella casa dei propri genitori (soluzione che oggi viene sempre più adottata). Senza considerare che in presenza di uno o più bambini, raddoppia lo spazio necessario perchè la legge impone che il bambino abbia un proprio spazio sia a casa della madre sia a casa del padre. E se non ci sono figli, uno dei due deve comunque cambiare casa o pensare di dividere o vendere la casa con l'accordo dell'altro. Gli stessi problemi si ripetono per la macchina o per altri beni.
E qui siamo solo all'inizio perché i problemi più seri derivano generalmente dal mantenimento dei figli e dell'altro coniuge. Infatti, quando uno dei due coniugi non ha i mezzi sufficienti per mantenere il tenore di vita che aveva durante il matrimonio, l'altro deve contribuire al mantenimento dell'ex coniuge e naturalmente dei figli. “Generalmente chi gode dell'assegno di mantenimento è l'ex moglie - spiega l'Avv. Davoli - spesso affidataria dei figli. Ci sono casi in cui le mogli tendono ad approfittare della situazione, soprattutto quando i mariti sono benestanti. Ma ci sono anche casi in cui le mogli rinunciano al mantenimento perché vogliono rimarcare la propria indipendenza dall'ex marito”.
A tutto questo vanno poi aggiunte eventuali varie. Per arruolare l'investigatore privato nel caso ci siano dubbi di infedeltà. O per il consulto con lo psicologo. “Il passaggio con lo psicologo non è obbligatorio - spiega l'avvocato Davoli - ma negli ultimi tempi si tende sempre più spesso a richiedere un consulto”. Senza considerare i costi organizzativi legati alla doppia vacanza con il figlio o ai giorni e agli orari in cui si possono vedere o no i bambini. E, nel caso di separazioni ben poco consensuali, le telefonate fiume per le interminabili discussioni. Le situazioni poi si complicano ulteriormente quando c'è il nuovo compagno o la nuova compagna, e da queste relazioni magari nascono altri nuovi figli. (sr)

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