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Cresce la povertŕ per i mariti separati. Aiuti alimentari per 1,5 milione di persone PDF Stampa E-mail
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povert.jpg Il dato riguarda le famiglie delle fasce medio-basse, dove lo stipendio del marito non basta a coprire le spese per ex moglie e figli

ROMA 27 novembre 2008 –  Ilmessaggero.it - La separazione sta diventando sempre di più sinonimo di povertà. Costretti a mangiare nelle mense per i poveri o a dormire in macchina, quando va bene, tornano a casa dei genitori. Purtroppo non sono nemmeno casi unici. Cresce la soglia di povertà per i mariti separati che si trovano a dover mantenere moglie e figli.  

«Aumenta giorno dopo giorno il numero di mariti che, dopo la separazione, sono costretti a farsi carico da soli del mantenimento ei figli e della moglie e rimangono privi di risorse e costretti a rivolgersi a noi per non morire di fame». Lo ha detto il direttore generale della fondazione “Banco alimentare” Marco Lucchini, che si occupa di ridistribuire tra le associazioni caritatevoli le derrate alimentari in eccesso dei venditori.

«Il dato riguarda le famiglie delle fasce medio-basse, dove lo stipendio del marito non basta a coprire le spese per ex moglie e figli. Spesso questi papà tornano a vivere con i genitori per evitare ulteriori spese ma non sempre riescono a spuntare la fine del mese».

Un esempio raccontato dal direttore riguarda una famiglia siciliana, dove «l'uomo, un operaio di una fabbrica, si era separato dalla moglie e, per dimostrare al nuovo compagno della donna di non essergli da meno, aveva deciso di organizzare da solo la cerimonia per la cresima di uno dei due figli. Risultato: è finito nelle mani degli usurai ed è ricorso al nostro aiuto».

Questi nuovi poveri sono entrati a far parte dell'ormai milione e mezzo di persone che quest'anno si sono rivolte alle 8.563 associazioni comunitarie e d'accoglienza sparse in tutta Italia e supportate dal “
Banco Alimentare”.

«La realtà che noi aiutiamo - ha spiegato Lucchini - non comprende solo gli extracomunitari o chi vive per strada. Molti di quelli che si rivolgono alle associazioni a cui forniamo gli aiuti alimentari o alle mense per poveri, sono cittadini italiani che hanno perso il lavoro, anziani o disoccupati». «Solo nel Lazio quest'anno la richiesta di aiuti da parte di famiglie indigenti ha riguardato 110 mila e 600 persone, ben 12 mila in più rispetto all'anno scorso. Tra questi, la maggior parte riguarda famiglie monoreddito con minori o anziani a carico».

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