Posto all'asilo e meno tasse, la separazione oggi č simulata PDF Stampa E-mail
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matrimonioggi.jpgSi va dal giudice ma poi ancora si vive insieme, soprattutto al nord

Roma, 2 set. (Apcom) - Bollette del gas e della luce meno care, parcheggi garantiti o gratuiti, sgravi sui libri di scuola dei figli e tasse universitarie più agevolate, assegni familiari, esenzioni fiscali sulle vendite o le compere di immobili, niente Ici sulla super villa al mare dichiarata come prima casa, gratuito pratrocinio da parte dello Stato, posti migliori in alcune graduatorie di lavoro o negli asili comunali.

Sembra che ultimamente la separazione, in Italia, convenga, soprattutto dopo la norma varata dal governo che elimina il pagamento delle tasse sulla prima casa di proprietà.
Nella Penisola, è noto, le politiche di sostegno alle famiglie non sono all'altezza di quelle degli altri paesi occidentali, europei in particolare, e sono sempre di più le coppie sposate che decidono la separazione (non il divorzio, che costa di più ed è più complicato da ottenere) per ottenere qualche agevolazione fiscale, soprattutto in anni di crisi economica.
Il 'trucco', perfettamente legale, è semplice: avviare una separazione per poter poi dichiarare un reddito minore, più conveniente ancora di quanto previsto dalla cosiddetta "separazione dei beni", che già nel matrimonio prevede redditi singoli.
"C'è un'infinità di vantaggi fiscali nel non cumulare i redditi e negli ultimi anni c'è stato un forte incremento di separazioni proprio per questo motivo", spiega l'avvocato Ettore Gassani, presidente dell'Associazione matrimonialisti italiani (Ami): "Il fenomeno, in realtà, è antico, esiste da sempre e tantissimi sono i casi di persone separate sulla carta ma che vivono sotto lo stesso tetto d'amore e d'accordo".
Il costume è esteso soprattutto al centro nord, terra più ricca, ma anche meno attaccata ai valori tradizionali del matrimonio: "Secondo i nostri studi - prosegue Gassani - ogni anno almeno il 5% delle separazioni consumate nelle regioni settentrionali è simulato, anche perchè la separazione consensuale ha costi limitatissimi e in alcuni tribunali non serve neppure avere un avvocato".
Cè anche, però, chi in barba ad ogni scrupolo morale sfrutta il matrimonio in senso opposto, per avere vantaggi anche economici. È il caso di extra-comunitari che sposano donne italiane (pure molto anziane) per ottenere sotto pagamento la cittadinanza italiana, o di giovani signorine che stregano uomini molto più anziani e più ricchi di loro per intascarne un giorno gli averi: negli ultimi 10 anni in Italia ci sono state circa 300 mila nozze miste, delle quali circa il 10% tra giovani e anziani.
"I matrimoni e le separazioni - conclude Gassani - non sono più un'isola felice, ma sepre più strumenti per fare il comodo proprio".

 

Commenti
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Alex   |2008-09-03 15:14:18
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jjfp   |2008-09-04 09:30:41
in barba a chi soffre veramente per una separazione!!!!!
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