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Famiglie con debiti, centinaia di richieste. | Famiglie con debiti, centinaia di richieste. |
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"La separazione diventa sempre più privilegio di pochi". di Bruno Viani dal sito del secoloXIX - FAMIGLIE schiacciate dai debiti, travolte dall’emergenza quotidiana e impossibilitate ad andare avanti. L’ennesimo grido d’allarme parte dal convegno dei centri vicariali d’ascolto della Caritas e degli enti cattolici impegnati sul terreno della solidarietà (”Famiglia in debito”, ieri al Quadrivium): la crisi della famiglia viene da lontano. E, denuncia con clamore il responsabile del Tribunale ecclesiale, monsignor Paolo Rigon, le difficoltà economiche sono spesso collegate alla fine di una storia. Ne sono talvolta causa e, ancora più spesso, conseguenza. «A Genova assistiamo a un grave impoverimento economico e finanziario, ma anche psicologico e morale - dice - un matrimonio su due si conclude con la seprazione o il divorsio. E questo ha anche conseguenze economiche importanti: lanecessità di una nuova casa per il coniuge separato, la decurtazione dello stipendio per pagare l’assegno di mantenimento». Con un paradosso che suona strano, nella bocca di un sacerdote: «Il rischio è che anche la separazione diventi sempre più privilegio di pochi. Non sono certo io a osannare il divorzio, ma sottolineo una realtà troppo generalizzata che genera povertà di ogni tipo nelle famiglie». Povertà economica ma anche «problematiche psicologiche nella crescita dei figli e, in ultima analisi, infelicità». Famiglie che si indebitano. «Nel 2007 le richieste di aiuto che ci sono pervenute sono state 731 - dice Alberto Montani, responsabile laico del fondo Antiusura della Curia afidato a monsignor Marco Granara - il 31 per cento più dell’anno precedente. Gli interventi hanno avuto un importo di un milione e 278 mila euro, in prevalenza prestiti bancari che abbiamo garantito, ma anche elargizioni a fondo perduto». C’è un indebitamento contratto razionalmente, come quello per acquistare la casa dove il mutuo è spesso una necessità (57 per cento del totale dei debiti delle famiglie). E ci sono situazioni non volute, come quelle create dai mutui a tasso variabile cresciuti esponenzialmente negli anni. «C’è una forte corresponsabilità del sistema bancario - denuncia Montani - che ha consigliato mutui a tasso variabile quando i tassi di mercato erano ai minimi storici. Risultato: un mutuo contratto qualche anno fa è aumentato del 40 per cento, mettendo in crisi tantissime famiglie. E solo negli ultimi mesi del 2007 le insolvenze sono aumentate del venti per cento...».
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