Padri separati, la triste lettera di una compagna... PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 24
ScarsoOttimo 

                                nuovafamiglia.jpgMi domando come certi giudici si permettano di interferire nelle vite delle persone, ..... non rendendosi conto del dolore che provocano e dei danni irreparabili che fanno a padri, figli, e al ramo parentale paterno!

Savona 23 gennaio 209 Spett.le redazione, savonanotizie.it   sono la compagna di un padre separato che da anni lotta per costruire con sua figlia il normale rapporto che tra un padre e un figlio dovrebbe esserci. Rapporto ostacolato dalla sua ex-moglie che possessivamente vuole la figlia solo per sé e dallo Stato che nonostante abbia approvato la legge sull’affido condiviso, poi di fatto, se andiamo a vedere la realtà nei tribunali italiani viene applicato poco e male.

Sono inorridita e schifata dal comportamento dello Stato Italiano, che considera me e il mio compagno una famiglia di serie b, noi non abbiamo diritti, non abbiamo tutele, invece la sua ex-moglie che ha sfasciato una famiglia con una figlia che all’epoca dei fatti, aveva solo 18 mesi, e che nel giro di poco tempo ha ricostruito una nuova famiglia, (facendo un’altra figlia con il suo giovane amante) oggi è tutelata, innanzitutto perché ha la possibilità di vedere la bambina per molti più giorni rispetto al mio compagno (padre naturale della bambina), e in secondo luogo riceve un assegno di mantenimento, nonostante lei sia un’imprenditrice e nonostante abbia un reddito decisamente superiore a quello del mio compagno che è disoccupato.

Loro sono tutelati dallo Stato mentre noi no! Al mio compagno e padre della bambina sono sempre andate solo le briciole del tempo che la bambina potrebbe passare con noi e con tutti i suoi parenti!

Ieri il mio compagno a fronte dell’udienza presidenziale per il divorzio ha ricevuto notizia dal suo avvocato, (che lo ha seguito nella causa di separazione prima e di divorzio poi) che il giudice gli ha tolto il suo unico pernottamento infrasettimanale (giorno in cui tutte le settimane la bambina è con noi).

Mi domando come certi giudici si permettano di interferire nelle vite delle persone giocando ad essere Dio, in un gioco crudele in cui a caso muovono i pezzi, non rendendosi conto del dolore che provocano e dei danni irreparabili che fanno a padri, figli, e al ramo parentale paterno!

Come possiamo continuare a considerare l’Italia uno Stato democratico se permette queste ingiustizie, se non fa nulla per risparmiare queste terribili sofferenze a persone che non hanno fatto niente, la loro unica colpa è quella di appartenere a una famiglia che viene considerata di serie b solo perché è la nuova famiglia di un padre separato, che sta cercando con sforzi enormi, di rifarsi una vita!

Ma secondo voi un padre separato (molte volte non è stato nemmeno lui a chiedere la separazione) non ha diritto a rifarsi una famiglia e a ricominciare a vivere? Deve pagare per forza il dazio di perdere i propri figli per questo?

Io sono stanca di vedere solo giudici e politici che non fanno niente e che permettono a queste ingiustizie di continuare! Quindi chiedo a chiunque possa fare qualcosa di muoversi! Non possiamo continuare a distruggere le persone in questo modo! La nostra costituzione che è tra le più belle del mondo dice che tutte le persone sono uguali, la realtà è diversa aprite gli occhi perché nella realtà non siamo tutti uguali se si permette a chi sfascia le famiglie di vivere beato e sereno e a chi vuole rifarsi una vita e costruire un rapporto con i propri figli di non poterlo fare!

Mi domando chi ripagherà il mio compagno del tempo che non ha passato con sua figlia e chi ripagherà sua figlia del tempo che non ha passato con suo padre!

Un ultimo appello lo rivolgo ai politici, che facciamo qualcosa per questi uomini che si trovano a lottare per il diritto a continuare ad avere i propri figli anche dopo la separazione, perché la fine di un matrimonio non significa smettere di essere genitori questo non dimentichiamocelo!>>


Sonia
La compagna di un padre separato
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo   
Commenti
Cerca RSS
sgobba.antonio@tiscali.it   |2009-01-25 21:29:51


Ciao,
io ho il medesimo problema del Signore.
Sono separato da 4 anni,
oramai prossimo al divorzio, ho una compagna con cui vivo oramai da quasi 3 anni
che a sua volta ha 2 figli che son diventati anche miei figli. Ho 2 figli con la
mia ex-moglie, affidati a lei dal tribunale di Roma e premetto che i miei figli
da quando 3 anni fà li ho presentati alla mia "nuova famiglia" si sono
perfettamente integrati, tanto da essere, con mia grande felicità, agli occhi di
tutti un bell'esempio di famiglia allargata, i 4 ragazzi in armonia e felici
insieme e che "tutti" riconoscevano la nuova famiglia
"allargata" come propria.
Per via di terrorismo ed azioni di disturbo
della mia ex-moglie con i miei figli nei miei confronti, ho chiesto in novembre
2006 al tribunale di Roma di rivedere i termni dell'affidamento, richiedendo il
CONDIVISO.
Premetto che ad oggi, 25 gennaio 2009, il tribunale di Roma non si è
ancora espresso, ma cosa ancora peggiore è che, nonostante il Tribunale di Roma
abbia riconosciuto quanto da me esposto nel mio ricorso, tant'è che si è
proceduto con una CTU, a maggio è stata presentata dalla Consulente del
tribunale la relazione di CTU, palesemente manipolata, riconosciuta come tale
dai miei legali, dalla mia CTP e dal giudice stesso che ha disposto ulteriori
accertamenti da parte dei Servizi Sociali,si è giunti lo scorso 20 gennaio
all'udienza in tribunale. Premetto che la CTU è stata presentata in tribunale in
maggio 2008 (e da quella data i miei figli, chissà per quale caso, non sono più
venuti a casa mia, la madre ha trincerato la situazione come volontà dei bambini
che la CTU ha "consigliato" di non forzare). In settembre 2008 ho
presentato al tribunale un istanza che denunciava tale nuova situazione, oltre
al fatto che, per questi continui problemi familiari ho avuto un grande
constrasto con il mio datore di lavoro fino a perdere il lavoro e non essere più
in condizioni di versare l'assegno di mantenimento. Con mia grande contentezza
il giudice ha accolto la mia istanza, disponendo nuovi accertamenti da parte dei
Servizi Sociali, ritenendo la relazione peritale della CTU non del tutto
soddisfacente (premetto altresì che la psicologa CTU non ha voluto in sede di
perizia che i CTP presenziassero ai colloqui con i bambini, che lei avrebbe
filmato e consegnato in DVD agli stessi, bene è stato consegnato il solo DVD
della mia figlia maggiore, mentre quello del colloqui del mio figlio minore è
stranamente andato "cancellato" e quindi omesso come prova
peritale).
Per non farla lunga, il 20 gennaio c'è stata, finalmente, quella che
dovrebbe essere l'ultima udienza per l'affido condiviso, bene in tale occasione
si è dimostrato, per l'ennesima volta, l'assoluta impreparazione dei giudici dei
tribunali ordinari in termini di gestione del diritto dei minori: non solo il
giudice (una donna, sostituta tra l'altro del presidente assegnatario del
procedimento, anche se ha poi sempre seguito lei il ricorso) ha parlato solo
della mia figlia più grande, che "rifiuta" la mia famiglia allargata
(quando le perizie dimostrano il contrario), ma ha completamente ignorato il mio
figlio minore (che adora la mia compagna ed i figli di questa, tanto da
considerare il figlio più grande della mia compagna - e futura moglie- come il
"fratellone" dicendo che il piccolo "fa quello che fa la
sorella". Non solo, la giudice mi ha insultato pensantemente in quanto il
sottoscritto essendo senza lavoro da giugno 2008 da ottobre 2008 non è più in
grado di versare gli alimenti ai bambini (premetto che sono un ex-manager, con
livelli retributivi e contrattuali elevati, quindi in questo periodo di crisi
piuttosto in difficoltà per ricollocarmi sul mercato del lavoro, benché le
opportunità "all'estero" non manchino), dicevo insultandomi a tal punto
di dire "... non sò che professionalità ha lei e neanche mi interessa
saperlo, ma il mantenimento dei figli, anche se la sua ex-moglie è milionaria,
lei dei corrisponderlo, ha opportunità all'estero, vada a lavorare all'estero,
tanto i bambini non li vede lo stesso..." e pure "... non vuole andare
all'estero a lavorare per star vicino ai bambini... allora vada a fare lo
scaricatore di porto, di frutta ai mercati generali, in barba alla
professionalità..." ed ancora "... lei come padre non ha diritti... qui
si parla dei diritti dei figli ad avere un rapporto con padre e madre...",
ma alla mia risposta che sto lottando proprio per avere questa (il giudice) mi
risponde con queste offese.
Ora io dico, dov'è la giustizia, dov'è la tutela del
diritto di padre, dov'è l'applicazione delle più banali leggi anche
costituzionali, specie quando si è in presenza di una palese dimostrazione di
quella che negli altri stati del mondo hanno riconosciuto come "Sindrome da
Alienazione Parentale", tale da irrigidire notevolmente i provvedimenti ai
genitori rei di tale situazione?
Che dire... noi padri serviamo solo da bancomat
per le madri, finché abbiamo i soldi per farlo e finché non hanno finito di
spremerci come limoni, poi queste insieme ad avvocati conniventi e giudici
impreparati in materia e con spiccata "maternalità", siamo le vittime
sacrificali... ma fino a quando?
Scusate è uno sfogo, ma davvero sono esausto...
lotto da anni e mi vedo sbattere porte in faccia dalla giustizia, quando poi
dall'altra parte vedo il volticino dolce di mio figlio che quando gli cheido di
venire da me si trincera dietro bugie per non "far torto a mamma" o
peggio ancora, quando gli chiedo un semplice bacio, prima di darmelo si guarda
intorno se c'è la sorella, la madre o la nonna in giro... tutto ciò per il
tribunale non è nulla, allora mi chiedo, cosa valutano i tribunali ITALIANI,
quando hanno a che fare con questi casi?
Scusatemi era solo un sfogo di un
padre.
Antonio
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 
< Prec.   Pros. >