Muovi il mouse per tornare al sito.

Navigator

Blog dei Pomodori
Sedi Regionali in Italia
Blog Regionali
Contatti
Radio
Comunicazione Condiviso
WebTV
Installa FIREFOX
Referenti Reg. e prov.

Cerca in Google

Google
Home arrow Blog Regionali arrow Home Lombardia arrow A Milano 3mila diciottenni figli del divorzio
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
A Milano 3mila diciottenni figli del divorzio PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 2
ScarsoOttimo 

milano.jpgUn maggiorenne su tre vive con i genitori divisi. «E' la prima ondata delle separazioni degli anni '90»

Milano 25 settembre 2008 - Corriere.it - Le regole del coprifuoco le fissa e difende mamma. Il papi è l'alternativa per il fine settimana. A parlare con i prof vanno un po' una e un po' l'altro, reciproci impegni permettendo. Due case come basi e due casse per i soldi. Capita che secondi padri e madri e sorelle-fratelli acquisiti allarghino la cerchia dei parenti.

 I figli del divorzio hanno l'età di Mario Balotelli (il calciatore) e Vanessa Ferrari (la ginnasta). Diciott'anni. Sono la generazione che ha visto il boom delle separazioni scoppiargli in famiglia, tra la cucina e il salotto, sono i primi testimoni della Milano dei single (anche) di ritorno. E sono tanti, quanti ne conta l'anagrafe di un piccolo comune: 2.645 maggiorenni sui 9.057 vivono con un solo genitore. Quasi uno su tre, il 29,2 per cento. E sono, a modo loro, «lo specchio d'una città che cambia, la prima ondata della crisi matrimoniale degli anni Novanta e Duemila», riflette l'assessore ai Servizi civici, Stefano Pillitteri.

Un'epoca da unioni dimezzate e separazioni raddoppiate. Ma anche di genitori- single e coppie a distanza. «Buonasera, avvocato. Può dire lei ai miei di smettere di litigare?». Ci sono ragazzi che sono cresciuti così, tra scenate in famiglia e colpi di telefono all'ora di cena, adolescenti che si sono fatti adulti a tappe forzate, uno sviluppo al microonde. Altri, i più fortunati, hanno visto la madre o il padre chiudere la porta senza troppi traumi. Telefonata del tipo avvocato, ci pensi lei sono arrivate anche a Cesare Rimini: «Se oggi i ragazzi del divorzio sono maturi o fragili è difficile dirlo, dipende dalle esperienze che hanno vissuto. Di certo sono stati costretti a maturare prima: diciamo che non è una grande soluzione nemmeno per la frutta...». Ora: Rimini dice che non bisogna tanto stupirsi dell'effetto quanto della causa. E cioè che se cresce il numero di separazioni e divorzi «è fatale che i figli minorenni vengano "collocati" presso uno dei due dei genitori e che anche una volta arrivati alla maggiore età restino in casa». Del resto, aggiunge, non sono ancora autosufficienti e non lo saranno a lungo, quasi mai l'indipendenza giuridica coincide con quella economica. Più spesso però, in caso di separazione-guerra, «i ragazzi vorrebbero andarsene e si sentono frustrati a rimanere col genitore».

Milano è ormai da un pezzo la capitale dei single, dell'happy hour e delle confezioni monouso al super. Il 60 per cento dei quarantenni è celibe. In più, ci sono gli addii: nel 2007 i divorzi registrati sono stati 2.074, una media di 5,6 al giorno. Nel 2006 erano 1.600, 1.438 nel 2005. «Storie di affitti, affidi, weekend e soldi», ha scritto Elena Marsi nel sottotitolo del libro I divorziati.
Doppie case, spese, baby-sitter e vacanze. «La rottura d'un nucleo familiare di quattro persone dà vita a due famiglie di tre», sintetizza Marino Maglietta, presidente dell'associazione «Crescere Insieme». Se la separazione è serena e consensuale, infatti, «i figlio finiscono per navigare da una sponda all'altra e ricevere da ciascuno dei genitori insegnamenti — sempre un po' diversi — che ognuno dà. E non è detto che sia un male», osserva Rimini. Insomma: meglio distanti e diversi che insieme e noiosi. D'altra parte, aggiunge lo psicoterapeuta Fulvio Scaparro, direttore scientifico di GeA-Genitori Ancora, «se il divorzio è stato bellicoso i ragazzi sono stati le prime vittime, spesso costretti a schierarsi con l'uno o l'altra, usati come "armi"». Il risultato? «Giovani tormentati, disillusi. E fragili».

Specie rara, la famiglia unita. Il tetto, gli studi dei ragazzi qui e poi gli stage all'estero. Un modello «auspicabile» che comincia a vacillare nei numeri, sorride l'avvocato Rimini. I figli del divorzio hanno diciott'anni è un futuro da decifrare. In compenso, hanno fatto epoca. La lora generazione è quella del bullismo a scuola, del sesso precoce, dell'allarme droga&alcol, dei video su Youtube e delle chiacchiere online su Msn-Messanger e Facebook. Non solo. Sono la prima, vera, generazione melting pot, multicolore e multirazziale. Dei 9mila e rotti diciottenni in città, 1.568 sono stranieri, triplicati dal 1999 a oggi. Gl'immigrati sono compagni di classe, palestra e giochi dei coetanei milanesi, «ma i processi d'integrazione sono stentati, c'è un clima ostile, diffidente, che può spingere a reazioni aggressive», dice Scaparro: «Se la politica non capisce che l'immigrazione può essere arricchimento e prova d'accoglienza, allora si creano le condizioni per problemi gravi, banlieue incluse».
Armando Stella
25 settembre 2008

Commenti
Cerca RSS
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 
< Prec.   Pros. >