Adesso c'è anche la prova scientifica: l'ex moglie infelice rischia l'infarto.Il divorzio fa male ma una vita coniugale sballata è peggio
Milano marzo 2009 – di Roselina Salemi – LaStampa.it - Abbiamo
fatto di tutto per essere uguali a lui: siamo andate nello spazio, abbiamo
guidato aziende, scalato montagne, conquistato ministeri. Ma niente da fare: il
cuore ci frega. E in fondo l’abbiamo sempre saputo.
Così
non è
neanche tanto sorprendente questa nuova ricerca sfornata dall’Università
di Salt Lake City, nello Utah e pubblicata dall’Independent che prova scientificamente
la fragilità femminile, che spiega certi teneri sentimentalismi,
certe incapacità di chiudere un matrimonio traballante. La moglie
infelice rischia l’infarto. E quando dice: “mi stai
spezzando il cuore” non si serve di un’abusata metafora. Può
essere vero, verissimo.
La ricerca, che ha riguardato
trecento coppie fra i 40 e i 70 anni, sposate da 20, ha tirato fuori,
intervista dopo intervista, strati di autentica sofferenza. Trasformati in una “sindrome metabolica”
che con il passare del tempo, combina un bel po’ di guai: sovrappeso, alto
livello di colesterolo e di zuccheri. Le infelici non solo sono infelici, ma
molto più deboli. Con i battibecchi continui, i rimproveri,
la rabbia repressa, hanno buone probabilità di sviluppare malattie
cardiache, diabete e infarto. Insomma, lo stesso risultato di una vita
sedentaria e un po’ deprimente.
A questo punto la
ricercatrice Nancy Henry, che ci auguriamo sposata felicemente,
ha cercato di capire le ragioni, (perchè le donne rischiano di più?)
ma qui le risposte si fanno vaghe, entriamo nei misteri della psicosomatica,
nell’eredità
antica per cui le mogli e le madri si caricano sulle spalle il peso di tutto, i
problemi familiari, i figli, i tradimenti o l’indifferenza del marito,
convinte di potercela fare, di poter andare avanti. E invece non è
così.
Il fallimento
Quando poi la coppia scoppia, (controllare il sito della Bbc) E' sempre lei a rimetterci. Il matrimonio senza speranza, che rappresenta il
fallimento di un progetto, o il brusco risveglio da un sogno diventa malattia. Anche
in questo caso le donne guadagnano una bella nomination per l’infarto,
mentre gli uomini si riprendono subito, come se fossero dotati di una speciale
immunità post-traumatica. Voltano pagina più
facilmente, trovano un’altra.
E, quanto a cuori spezzati e matrimoni infelici, trascinati nelle liti e nell’inganno,
non c’è
invidiata celebrity che venga risparmiata. Nèla seducente Whitney Houston,
a cui il movimentato menage ha regalato un passaporto per il rituale giro in rehab,
nè
l’ex
bambina prodigio Britney Spears, che solo dopo due anni di follie, e il
divorzio dal marito rapper Kevin Federline hanno rimesso in carreggiata, nè
la bella ed elegante Gwyneth Paltrow che, finita la love story con Brad Pitt ha
avuto il coraggio di confessare: “Mi ha spezzato il cuore”.
E c’è
sempre lady Diana, straordinario esempio di potere e di fragilità,
con le crisi, l’anoressia, la depressione provocata dal regale e
sconquassato matrimonio.
Il consiglio degli esperti, compreso il dottor Tim Smith di Salt Lake City,
banalmente, quello di non litigare, di non inasprire le vertenze quotidiane, di
farlo, se non altro, per la
salute. Non tutti, certo, approdano al buffo, autoironico
disaccordo di Sandra e Raimondo in Casa Vianello (un “che noia, che barba”,
concesso, dopo un lungo di matrimonio).
Non tutti, dopo essere rimasti separati per anni (Franco Interlenghi e
Antonella Lualdi), tornano insieme. Qualche volta “la Guerra dei Roses”.
Qualche volta, semplicemente, non resistiamo alla fine dell’amore,
sostiene Elettra Aldani (ha pubblicato in zona San Valentino, il saggio “Passione”
da Baldini Castoldi Dalai) che indaga su evoluzioni e involuzioni dei
sentimenti di coppia, raccogliendo storie di slanci, colpi di fulmine e
delusioni.
L’evidenza
Qualche volta bisognerebbe valutare quanto male fa accettare una situazione difficile:
spesso le donne rifiutano di arrendersi all’evidenza, fanno continui esercizi
di resistenza al dolore, come nella fiaba triste della topolina che sposò
il gatto raccontata“Malamore”
da Concita De Gregorio. In caso di naufragio matrimoniale, il divorzio rimane
una buona opzione. Un esplicito manuale di Laura Logli, “Grazie
che te ne sei andato” (Cairo Publishing) facilita il percorso quando la
decisione inevitabile. Ma grazie all’Università
dello Utah adesso sappiamo che, a scanso di equivoci, è meglio
fare un check-up di tanto in tanto.
Strano è da mezzo secolo che sento magnificare la"forza femminile" che l'uomo è debole e via discorrendo . Finalmente un pò di umiltà.
Se invece che magnificare la "conquista" del divorzio si cominciasse a ragionare, come facevano i buoni padri e le buone madri di un a volta,a dar più peso agli stessi specie se si tratta di decisioni centrali come il matrimonio? Questo però si può fare solo ritornando a dare importanza alla famiglia e di nuovo peso al papà visto che è quello che più facilmente se ne può andare. È da mezzo secolo che si è fatto di tutto per distruggere l'uomo(a cominciare dal chiamrlo come un animale" maschio" e la sua immagine. Spesso basta un pò di attenzione, qualche parola buona giornaliera, ma questo non può succedere se al contrario si fa un continuo lavaggio del cervello a magnificare il "femminile contro il "maschio" conculcando ed in pratica con sentenze e leggi praticando un "è giusto che le donne comandino perche sono migliori" e che tanto le leggi daranno loro ragione quindi dal divorzio la donna ci può solo guiadagnare.
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