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«In due anni me l’hanno fatta vedere 8 ore» PDF Stampa E-mail
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figlia.jpgSalvatore C., 48 anni, chiede di poter trascorrere del tempo con la sua bimba: «E’ un’ingiustizia»

MILANO 20/06/2008 - Cronacaqui.it - «Mia figlia sta crescendo senza di me. Per lei ormai sono quasi un estraneo, che può parlarle solo una volta al mese». Salvatore C., 48 anni, ha deciso di raccontare la sua storia ad un giornale, dopo due anni di sofferenza, perché è convinto che solo urlando il suo dolore qualcosa si possa smuovere. Una storia che inizia con una brutta separazione (come sempre in questi casi) e che finisce nella sala d’aspetto di una comunità per minorenni.

«UNO STILLICIDIO»
«Il mio angelo si chiama Beatrice, ha 6 anni e i miei stessi occhi - racconta oggi Salvatore - all’inizio, dopo la separazione da sua madre, riuscivo a vederla una volta ogni due settimane. Beatrice aveva appena 10 mesi». I primi due anni le cose sono andare più o meno bene: Salvatore e la moglie tentavano di far andare le cose per il bene della piccola. «Poi, però - spiega l’uomo, che lavora come tecnico informatico all’università Bicocca - questi incontri si sono diradati fino a diventare uno ogni quattro settimane».

“Incontri protetti”, li chiamano gli assistenti sociali. Perché a sorvegliare i bambini, durante la visita di un’ora con il padre, ci sono sempre loro. «E’ stato il troppo amore che Beatrice aveva nei miei confronti a fare, paradossalmente, il danno - racconta Salvatore - una sera la bambina era con me e a un certo punti si è messa a dire mentre era al telefono con la madre che voleva restare con me, il padre».

«VOGLIO STARE CON LEI»
Secondo Salvatore, da allora i rapporti con la ex moglie sono di nuovo precipitati. Adesso può vederla solo una volta al mese, alla comunità “La grande casa” di Sesto san Giovanni. Anche lui, come molti dei padri separati, è convinto che gli assistenti sociali abbiano “condizionato” la piccola. «Soffro al pensiero che mia figlia sta diventando grande senza avere un padre accanto».

Una sofferenza che salvatore ha riversato in un sito internet che porta il nome di sua figlia. E che racchiude, tappa dopo tappa, il calvario di una padre solo. [CONTINUA...]

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