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La carica di rabbia dei padri separati: «Ora difendiamoci» PDF Stampa E-mail
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 Il 9 giugno sit-in di protesta a Milano

MILANO 06/06/2008 - Un business da 1,2 milioni di euro all’anno ruota attorno alle separazioni coniugali e agli affidi dei minori. Stanchi, stufi di tacere e stare a guardare, i “papà separati” e decine di genitori e nonni, protesteranno contro “l’affido facile”, il prossimo 9 giugno, davanti al Tribunale dei Minori di Milano, anche alla luce dell’ultimo caso di un libero professionista monzese, idoneo all’affido ma privato di sua figlia.

LA STORIA
Paolo e Daniela, rispettivamente papà e mamma di Margherita, da anni in lite per la separazione, stanchi e stressati, sono le ultime vittime di un sistema che non funziona. Inizialmente affidata alla madre, la bimba non riusciva a mantenere un buon rapporto con il papà, spingendo gli assistenti sociali ad intervenire per cercare di appianare la situazione. Gli operatori però, prima hanno impedito al genitore di vederla, poi hanno periziato la mamma, senza effettuare tutte i dovuti accertamenti, diagnosticandole una schizofrenia latente, permettendo poi senza coerenza che Margherita rimanesse con lei. Dopo due anni di tira e molla, il giudice minorile ha deciso di spedire la ragazzina in comunità familiare, dopo aver riconosciuto nuovamente il padre idoneo all’affidamento. Un vero disastro in cui le istituzioni fanno tutt’altro che bella figura, facendo del male gratuito ai i minori e le loro famiglie.

LA MOBILITAZIONE
L’associazione “Padri Separati Lombardia” a cui Paolo Marmo si è affiliato, non ci sta «Leggendo i dati Istat si percepisce da cosa probabilmente può dipendere questo decisionismo negativo che tende ad allontanare i minori dai propri cari - dichiara Umberto Vaghi, Vice Presidente dell’associazione - il giro d’affari che sta dietro porta a un perverso meccanismo che si autoalimenta a suon di almeno un milione di euro all’a nn o, escludendo il denaro pagato dalle amministrazioni pubbliche per sostenere economicamente le comunità».

Casi come quello di Paolo Marmo. Emblematico è stato quello dei fratellini di Basiglio, strappati alla famiglia per un semplice disegno poco chiaro, ora di nuovo a casa, dopo aver trascorso settimane lontano dai genitori, prima che il Tribunale si rendesse conto di aver commesso un grave errore. «I servizi sociali del nostro paese vanno riformati - conclude Vaghi - è un dovere che lo Stato deve sentire come prioritario».

Valentina Rigano

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