ANPS Marche è intervenuta al convegno al convegno "La relazione familiare difficile"
Ancona 22 Novembre - Il Dott. Mario Feroce, Coordinatore Regione Marche di “Papà Separati Onlus”, ha preso parte al convegno dal tema "La relazione familiare difficile. tra assenza e inesistenza dei diritti della persona", organizzato il 22 Novembre scorso da AIRT (Associazione Italiala Ricerche sulla Timidezza e fobie sociali) presso la Sala Consiliare del Comune di Ancona.
Nella sua relazione, il Delegato di ANPS/ADIANTUM ha trattato le "Considerazioni sull'affido condiviso", delineando come a più di due anni dalla sua entrata in vigore, la concreta applicazione della normativa sull’Affidamento Condiviso incontra, ancora oggi, forti resistenze culturali in molti tribunali ordinari e dei minori. Il primo periodo di osservanza della legge 54/2006, infatti, è stato caratterizzato da una vasta disomogeneità dei provvedimenti in cui l'affidamento condiviso è stato spesso negato ora per la reciproca conflittualità, ora per l’età dei figli o ancora per la distanza tra le rispettive abitazioni dei genitori. Ciò ha causato nei cittadini interessati la sensazione diffusa di una vera e propria perdita della certezza dei diritti. In molti tribunali della nostra Repubblica il giudice consente ancora l'omologazione di affidamenti esclusivi concordati tra le parti senza che vi siano indicate le ragioni di pregiudizio a carico del genitore da escludere, derivando da ciò una evidente violazione del diritto indisponibile del minore a un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori (comma uno dell'articolo 155 codice civile). In moltissimi altri casi, ha sostenuto Mario Feroce, la più vistosa forma di non applicazione della legge 54/2006 si è rinvenuta nell’applicazione puramente formale dell’Affidamento Condiviso, al quale, però vengono attribuiti contenuti pressoché identici a quelli di un affidamento esclusivo, soprattutto attraverso l’introduzione della figura del “genitore convivente” o “collocatario prevalente”, di origine esclusivamente giurisprudenziale. In questo modo, peraltro, si svuota di significato e di ambito applicativo la nuova normativa, si riproduce l’antico modello del “genitore affidatario e si mantiene elevato il livello del conflitto tra ex-coniugi, a danno dei figli. Ciò, evidentemente, è l’esatto contrario di ciò che si è proposta la riforma del 2006, introdotta per sostituire il modello mono - genitoriale con quello bi - genitoriale. "Sebbene quindi l’attività della Associazione si svolga prevalentemente sul piano del recepimento giuridico dei costumi genitoriali così come si stanno evolvendo", continua Feroce, "cerchiamo di cogliere, segnalare ed evidenziare anche gli aspetti psicologico/relazionali che sono conseguenti alle relazioni genitori-figli, soprattutto in caso di famiglie destrutturate. La violenza più frequente che i minori subiscono prima, durante e dopo una separazione è quella psicologica. Un genitore (o entrambi) “abusa” della propria posizione e maggiore forza per ottenere una posizione di potere da cui derivano benefici materiali (casa, soldi, affidamento). L’abuso può essere compiuto in modo studiato e sistematico, oppure in modo incontrollato ed impulsivo. Tale violenza ha un alto potenziale di distruttività nel minore che la riceve. La soluzione è quella che dia la possibilità (o l’obbligo) affinché ambedue i genitori possano costruire un reale rapporto con i figli. Situazioni in cui uno dei genitori, ad esempio, viene costretto a visitare la prole solo per un pomeriggio alla settimana, non possono che alimentare comportamenti devianti".
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