| Ecco il “divorzio alla torinese”: addio prima dei 3 anni del figlio |
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TORINO 18/11/2008 - Di Erica Di Blasi - Cronacaqui.it - Il 70% delle coppie che divorziano lo fa nei primi tra anni di vita del figlio. Un “trauma” per i più piccoli che vedono il loro nucleo familiare prendere due strade diverse. Senza contare che Torino è la città d’Italia dove si registra il maggior numero di divorzi: secondo l’Istat, nel 2005, ogni cento matrimoni celebrati sotto la Mole sono stati registrati 83 tra divorzi e separazioni. E sempre lo stesso anno, ogni 100mila abitanti, nel distretto della Corte d’Appello di Torino sono state ratificate oltre 231 pratiche di divorzio e oltre 353 di separazione. Cifre altissime, rispetto ad altre città come Milano (195 istanze di divorzio) o Roma (201).
Il pensiero del Comune di Torino e dell’associazione Genitorando è
andato, quindi, a loro, i più piccoli. L’iniziativa “I neonati sono
persone” è stata presentata ieri mattina, alla presenza dell’assessore
comunale alla Famiglia Marco Borgione, nella sala matrimoni di Palazzo
Civico. La si potrebbe definire “una scuola per genitori”.
L’associazione Genitorando ha avviato un progetto, patrocinato dal
Comune, per offrire a partire da dicembre 2008 e per sei mesi, a
chiunque ne vorrà fare richiesta, la possibilità di effettuare,
gratuitamente, un primo incontro per tracciare un vero e proprio
“bilancio di salute psicologico”. «Il “bilancio di salute” - ha
spiegato Paolo Crepet, psichiatra e direttore scientifico della Scuola
per genitori - è il risultato di una serie di incontri di un’ora, il
cui numero, ovviamente, varia a seconda dei casi e delle necessità. Gli
incontri sono condotti da psicologhe, con entrambi i genitori, e hanno
la finalità di scoprire e comprendere il percorso di crescita che rende
unico il loro figlio e di far emergere le eventuali difficoltà
fisiologiche dell’inizio del rapporto genitore - figlio».
«Un’esperienza che serve a riflettere - ha sottolineato Simona Sartori, presidente dell’associazione Genitorando - sullo sviluppo cognitivo, emotivo e affettivo nonché sul potenziale dinamico dell’evoluzione del bambino. E parte dei colloqui possono essere dedicati al rapporto di coppia che naturalmente cambia e si struttura diversamente, mutando gli equilibri, dopo la nascita del figlio». Erica Di Blasi
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