Campagna di sensibilizzazione su affido familiare e bigenitorialitŕ PDF Stampa E-mail
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 Venerdi 25 Maggio 2007 si è svolto a Ragusa presso il Cineteatro Don Bosco- Corso Italia,477,l'incontro dibattito organizzato dalla Provincia Regionale di Ragusa su "Ogni Bambino ha diritto a una  Famiglia","Affido familiare,nuove dimensioni di genitorialità".

Relatrice

  • Prof.ssa Pavone,presidentessa della Consulta Femminile del Comune di Ragusa
presenti
  • l'Assessore ai Servizi Sociali dott.Paolo Santoro
  • il Presidente della provincia regionale di Ragusa dott.Ing.Franco Antoci
  • il Portavoce dell'Assessorato Regionale dott.Bepi Lima 

 

"Parte oggi la Campagna di Sensibilizzazione all' Istituto dell'Affidamento Familiare rivolto a tutte quelle famiglie che vogliono esprimere un gesto d'amore attraverso l'atto dell'Affido Familiare.E' questa una iniziativa dell'Assessorato Regionale alla Famiglia indirizzata alle varie amministrazioni provinciali e comunali Siciliane".

Così oggi ha aperto i lavori il Presidente della Provincia Regionale di Ragusa  Franco Antoci.

"In passato siamo stati abituati ad affidare questi bambini...questi ragazzi..che vivono una condizione di disagio familiare,a strutture sia pur ottime per quanto vogliamo,con standard condivisibili,ma certamente non equiparabili alla FAMIGLIA,che è il nucleo naturale degli affetti,organismo insostituibile,inimitabile..un valore che si fa realtà." " E queste nuove dimensioni di Famiglia,Famiglie allargate, questo nuovo senso di BIGENITORIALITA! ,è un vero gesto d'amore,è un aprirsi a una realtà sociale che ha bisogno di affetto."

L'Assessore Provinciale ai Servizi Sociali Paolo Santoro,ha poi evidenziato come il termine  per la chiusura dell' Istituto dell'Orfanotrofio posto per legge entro il 31 dicembre 2006,sia già trascorso,e come le strutture atte ad accogliere questi bambini disagiati siano poche e non ancora pronte (case famiglia,comunità a carattere familiare..ecc.). Promuovere la cultura dell'Affidamento Familiare attraverso una riflessione sulle nuove dimensioni di genitorialità che oggi si vanno affermando nel tessuto sociale,significa anche dare una mano alle famiglie in difficoltà,aiutarle nell'accogliere il bambino nel proprio ambito domestico da una parte,e aspettare che i genitori possano riaccoglierlo dall'altra.

La dr.ssa Pavone Presidentessa della Consulta Femminile del Comune di Ragusa (www.consultafemminileragusa.it) ,ha sottolineato poi come la tutela dei minori,nell’affido,si realizzi fondamentalmente in un contesto familiare, dove la presenza delle figure genitoriali è presupposto indispensabile  per capire la gioia di stare con il padre e la madre. I cambiamenti culturali e sociali e le ricerche di psicologia dell’età evolutiva ci hanno portati a una nuova e reale visione del bambino,inteso non più come un “oggetto di attenzione”,che non aveva voce in capitolo e di cui non se ne curavano le attitudini, per cui erano gli adulti che decidevano per loro nel bene e nel male,ma come un soggetto che segue un percorso di crescita che viene influenzato considerevolmente dalle opportunità che la vita gli offre. D’altra parte queste osservazioni hanno dato impulso a modifiche di carattere normativo che non appartengono solo al passato,ma che si stanno svolgendo anche adesso, vedi ad esempio la legge sull’affidamento condiviso dei figli nelle separazioni. L’entrata della donna nel mondo del lavoro,ha enfatizzato il ruolo materno a discapito di quello paterno,conferendole un ruolo privilegiato di genitore affidatario esclusivo nelle separazioni; eppure nel nuovo diritto di famiglia che si fa risalire al’75 non si parla più di patria potestà,bensì di potestà parentale,cioè esercitata da entrambi i genitori. L’avere posto la figura paterna in posizione periferica ha creato nel bambino una situazione di profondo disagio e un innegabile danno evolutivo in termini di struttura della personalità e di affettività.

Il Comune di Ragusa ha istituito un centro di Mediazione Familiare,gratuito, a cui possono rivolgersi tutti quei coniugi in crisi che decidono di separarsi. Noi abbiamo più volte chiesto di essere presenti, insieme ai coniugi, già all’udienza presidenziale,ma questo ancora non ci viene concesso.

Oggi c’è un calo delle famiglie che si propongono affidatarie. Accogliere temporaneamente un bambino che si trova in difficoltà nella sua famiglia d’origine ,tende a fare diminuire le richieste,perché si elabora più il momento del distacco e dell’abbandono, si pensa già che è un rapporto temporaneo,che dovrà finire,e non un rapporto che crea la possibilità di aiutare qualcuno, un rapporto che non si interrompe mai completamente,che prosegue nel tempo; dove i successi e le difficoltà di questo bambino fanno comunque parte di tutti gli aspetti sentimentali di una famiglia in cui sono presenti entrambi i ruoli genitoriali. 

Quindi prima di tutto interventi a sostegno della famiglia in difficoltà;il bambino ha bisogno sempre e comunque due figure genitoriali,e la regione Sicilia ha promosso questa azione di sensibilizzazione sulla tutela dei diritti dei minori in sostegno alla famiglia che ne è la cornice naturale.

Tutelare i minori significa tutelare la famiglia.

Termina l’incontro il Portavoce dell’Assessorato Regionale alla Famiglia dr.Bepi Lima che annuncia le nuove normative regionali sulle Adozioni Internazionali.

“Per le Adozioni Internazionali la Regione Sicilia ha avviato una iniziativa che prende il nome di Modello Sicilia,questa consente di avere una banca dati informatica in cui vengono raccolte tutte le domande,si segue l’iter di coloro i quali per legge si devono rivolgere agli enti organizzatori  che a loro volta sono gli interlocutori dei paesi stranieri presso cui si fa l’adozione, e quindi questa banca dati consente di seguire in tempo reale a che punto è la pratica,quali sono gli sviluppi e i tempi prevedibili favorendone l’iter.

“Per quanto riguarda Le Adozioni Nazionali,qui ci sono più difficoltà,perché l’adottabilità di un bambino viene dichiarata da Tribunale dei Minori,e il processo per arrivare alla dichiarazione di adottabilità è molto lungo in quanto molto spesso le famiglie di origine giustamente si oppongono al distacco,per cui fin quando non c’è un pronunciamento definitivo che segnala uno stato effettivo di abbandono e senza equivoci (non si può togliere un bambino che comunque ha una famiglia di origine sia pure in difficoltà) bisogna prima di tutto aiutare la famiglia e risolvere i problemi.

 

 

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