Rapisce il bimbo, lui si impicca PDF Stampa E-mail
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TRAGEDIA L'allarme è stato dato dal padre intorno alle 13,30. Si era barricato in casa, pompieri e polizia per entrare nell'appartamento.

Il tragico gesto di Daniele De Nicola, 31 anni, che domenica chiese aiuto attraverso questo giornale - di Giacomo Niccolini. Corriere di Livorno

LIVORNO 19 - novembre 2007 - Un gesto disperato. Estremo. Definitivo. Lo hanno trovato ieri intorno alle 14 impiccato con una corda ad un tubo dell'acqua nel suo appartamento di via Chiellini, ancora da ristrutturare.

Si chiamava Daniele De Nicola, 31 anni, e soltanto domenica scorsa si era rivolto a questo giornale per lanciare un accorato appello: "Mia moglie ha rapito mio figlio ed è sparita. Aiutatemi a ritrovarli". Un dolore troppo forte per poter essere sopportato, che ha trovato il suo esito in cappio improvvisato dettato dall'angoscia di andare avanti. Aveva da poco acquistato il bilocale al piano terra al numero civico 42 e quasi tutte le sere intorno alle 19 arrivava munito di attrezzi e vernici. Stava ristrutturando casa. In attesa del ritorno della sua famiglia, scomparsa da giovedì, probabilmente in Spagna, quando la moglie cubana, Daymara e il figlio Daniel di due anni, hanno fatto perdere le loro tracce. Il caso era passato anche all'Interpool che però non è riuscita a battere sul tempo il dolore di De Nicola. Dolore che lo ha portato al folle gesto. Come tutte le sere, il giovane, due giorni fa intorno all'ora di cena, è entrato nell'appartamento. Si è chiuso a chiave. Ieri la terribile scoperta. Il padre preoccupato per lo strano silenzio del figlio, prova in tutti i modi a mettersi in contatto con lui durante la mattinata. Alle 13,30 non resiste più e si reca sul posto. Il portone è serrato. Al cellulare non risponde nessuno. Dall'esterno dell'edificio si sente soltanto lo squillo. Ma tutto tace. La preoccupazione aumenta e il padre di Daniele chiama il 113. Sul posto arriva una pattuglia della polizia che tenta di sfondare la porta. Ci si avvale anche di un piccone, fornito da alcuni operai al lavoro nello stabile, per creare un varco. Ma niente. Il portone è blindato e la chiave è nella toppa. Non c'è possibilità di entrare. Così, in via Chiellini, arriva anche un mezzo dei vigili del fuoco. Sono loro a tagliare via le sbarre di protezione della finestra del piano terra. A quel punto è facile introdursi dentro. E davanti agli occhi dei pompieri uno spettacolo terribile. Il padre che fuori grida. Vuole vedere. Poi il malore. I vicini di casa e alcuni passanti sono costretti a chiamare un'autoambulanza per soccorrere il genitore. Arriva subito un mezzo della Misericordia di Antignano a prestare aiuto al padre di Daniele. Lo trasportano in ospedale dove la situazione si normalizza. Sono le 14 del pomeriggio e una piccola folla curiosi si assiepa in strada. Dopo circa venti minuti un altro mezzo della Misericordia si preoccupa di prelevare il corpo dall’appartamento. "Era un ragazzo tranquillo" - dicono i condomini – "Veniva qui da poco, doveva ancora abitare il bilocale che aveva appena comprato". Si dice che Daniele avesse già tentato il suicidio di recente. Ieri purtroppo il tentativo si è trasformato in cronaca nera. La sua situazione sentimentale lo stava lentamente distruggendo. Da poco si era anche rivolto alla trasmissione "Chi l'ha visto" per avere notizie della moglie Daymara e del piccolo Daniel, spariti entrambi da una settimana, forse in Spagna. Si rifugiava in questo appartamento per non pensare. Lavorava alla ristrutturazione del suo immobile, a volte anche per tutta la notte. Il medico intervenuto per gli accertamenti del caso ha sottolineato come la morte per soffocamento sia sopraggiunta nella notte tra mercoledì e giovedì. Solo ieri il ritrovamento intorno all'ora di pranzo. Domenica scorsa Daniele era qui, nella redazione di questo giornale. Aveva gli occhiali scuri. Nascondeva i suoi occhi, i suoi specchi dell’anima. Parlò poco, ringraziò e fornì tutti i suoi recapiti. La speranza era quella di riabbracciare i suoi cari. Una speranza che il dolore ha sopraffatto. Una speranza che ieri si è spenta definitivamente in quella casa che lui aveva comprato per tutti e tre, qualche mese fa.
 

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