Donne separate, nasce un sindacato. PDF Stampa E-mail
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donna_50enne.jpg Unite per difendere i «diritti negati» A cominciare dagli alimenti degli ex.  Primo incontro per fondare il gruppo alla pizzeria Barbablù di Istrana: 56 partecipanti nella serata organizzata dalla forzista Loreta Baggio

La Tribuna di Treviso - Donne sull’orlo di una crisi di nervi, costrette a districarsi tra figli, lavoro e mariti che non pagano gli alimenti? Forse, ma non solo. Ora si organizzano e fanno fronte comune per difendersi da ex che non vogliono adempiere ai doveri e da «giudici e leggi che non ci tutelano». La nuova alleanza è stata firmata mercoledì scorso a Istrana.


A promuovere l’incontro davanti a una pizza è stata Loreta Baggio, fede azzurra, imprenditrice e console onorario di Serbia. Sollecitata da alcune amiche separate, ha organizzato la serata al «Barbablù». «Doveva essere un incontro per poche intime, una ventina di persone - riferisce - ma poi ci siamo trovate in una sessantina». E ciascuna ha raccontato la sua storia ascoltando i consigli di un avvocato, naturalmente donna. Figli da seguire, lavoro che va e viene e poi la lotta quotidiana per affermare i diritti garantiti da una sentenza di separazione. Il tam tam ha funzionato oltre ogni aspettativa e da tutta la Marca sono arrivate 56 donne separate. Per affermare con forza il diritto a essere rispettate. Separazioni e divorzi sono in aumento esponenziale. Anno dopo anno le sentenze si accumulano negli archivi del tribunale. E a rimetterci nella chiusura davanti al giudice di storie d’amore già finite tra le mura domestiche sono spesso loro: ex mogli, mamme a tempo pieno che hanno lasciato il lavoro per accudire ai figli e contando sulla spalla di coniugi divenuti ex. «Dichiarano redditi corrispondenti a zero - si sfoga l’esercito delle separate - e poi ti sfrecciano davanti a casa con auto che valgono centinaia di migliaia di euro, il costo di un appartamento. Una vergogna. Garantiscono nell’aula del tribunale di pagare assegni mensili, necessari al sostentamento di figli che sono anche loro. E poi alla scadenza siamo costrette a lottare per avere gli alimenti». I giudici? Lontanissimi, secondo le donne separate. «Non ci tutelano - si sono confessate mercoledì sera - Servono leggi, e non solo. Serve anche la sensibilità di chi le applica affinchè i buoni propositi si traducano in azioni concrete». Le separate hanno raccontato di odissee in uffici, «dove ti guardano con ironia», studi di periti «che ti riconoscono il diritto a lamentarti ma poi non ti danno gli strumenti per raggiungere quanto ti spetta», leggi «che salvaguardano la famiglia solo sulla carta»... E la lista continua ed è lunga. «I problemi ci sono - fa sintesi della serata Loreta Baggio - Le donne separate intervenute cercavano un punto di riferimento, una spalla a cui appoggiarsi, una platea a cui far sentire le proprie ragione e soprattutto la propria voce». E forse hanno trovato quanto cercavano. Al Barbablù è stata simbolicamente sottoscritta un’alleanza che ora muoverà i suoi passi rivolgendosi al mondo della politica, talvolta sordo, ma anche alla piazza, alla gente comune «che non conosce le nostre difficoltà quotidiane». Sono battagliere le donne separate, anche perchè sono allenate dalla vita a esserlo ogni giorno. «Ci ritroveremo a breve - annuncia Loreta Baggio - con proposte concrete. Esistono già associazioni di donne e non vogliamo essere un doppione». L’esercito delle ex, composto in prevalenza da donne che hanno superato la soglia dei fatidici «anta», vuole concretezza dalle istituzioni. Loreta Baggio pensa a convegni pubblici con personaggi femminili di rilievo che si facciano portavoce dei problemi e garantiscano risposte: avvocatesse, politiche, ministre,... e chiunque abbia voglia di schierarsi a fianco di mamme costrette ogni giorno a fare i conti della serva per arrivare a fine mese. «Trovare lavoro per chi si avvicina ai 50 anni - affermano le separate - non è impresa facile e spesso è un’arma a doppio taglio: gli ex mariti trovano tutti gli appigli, anche una misera entrata, per sentirsi esentati dal dovere di versare gli alimenti». E talvolta, dietro alla rabbia, c’è anche la violenza subita da uomini che tra le mure di casa si trasformano in belve, alzano le mani quando le loro ragioni sono rimaste senza argomenti validi.
Commenti
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sergio1942   |2009-04-08 19:14:33
iL PERICOLO molto consisitente è che la rabbia faccia tabula rasa della
ragione.
Di questi tempi sono molti i mariti che effettivamente non ce la
fanno.
Ci sono e molti, uomini viceversa costretti a vite da barboni da giudici
che assegnano rate impossibili da pagare.
Ci sono molte mogli che approfittando
di queste leggi sempre dalla parte di una parte sola alla faccia della pari
dignità, rendono impossibile la vita di migliaia di uomini.
La forzista Baggio
le sa queste cose? O cavalca al solito l'onda per voti?
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