Accuse incrociate sui figli scomparsi PDF Stampa E-mail
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Le hanno tolto i bambini perchè, sulla base di una perizia psichiatrica, non risultava in grado di fare la mamma. Ora Anna (nome di fantasia) e il suo legale sono riusciti a riaprire il caso.

dall'Adige.it 11/10/2007- Il 5 dicembre del 2006 è una data che nella mente di Anna - questo è il nome, di fantasia a tutela della sua privacy, di una mamma di mezza età della Rotaliana - non potrà mai essere cancellata.

Quel giorno la sua vita è cambiata per sempre perché all'improvviso, e per ragioni a lei incomprensibili, ha perso in un colpo solo i due figli, il marito e la sua vita familiare. Insomma, la sua esistenza è stata stravolta. Ma cosa accadde di così grave la notte del 5 settembre 2006 nella casa di Anna? In verità non lo sappiamo e, forse, con assoluta certezza non lo sapremo mai. Quasi fosse un giallo, ci sono due diverse ricostruzioni di quella che fu comunque una notte di follia. Anna racconta si essersi svegliata al mattino e di aver trovato la casa vuota. Il marito non c'era e pure i due figli, di 4 e 10 anni, non erano nella loro stanza a giocare. In salotto non c'era un biglietto che spiegasse quell'improvvisa assenza, quel silenzio. Possiamo immaginare l'agitazione vissuta da Anna. La sua paura che qualcosa di terribile fosse accaduto alla sua famiglia è testimoniato dal comportamento della donna che, dopo qualche ora, si rivolse ai carabinieri sporgendo denuncia per la scomparsa dei suoi figli. I due bambini, si scoprì poi, non erano stati sequestrati da un'astronave aliena. Erano vivi e stavano bene in compagnia del padre. Ma perché questi era scomparso senza lasciare tracce? Ecco emergere la seconda versione su quello che accadde quel 5 dicembre dell'anno scorso. Anche l'uomo si rivolse alle forze dell'ordine, inorridito e spaventato per quello che era accaduto. Disse che nel pieno della notte la moglie si era alzata dal letto. Era andata in cucina dove aveva preso un coltello con il quale aveva cercato di colpire il coniuge. Per questo l'uomo prese in fretta e furia i bambini e lasciò la casa temendo che la madre potesse fare del male anche ai figli. È difficile stabilire cosa accadde quella notte. Sappiamo però che, di fatto, il Tribunale per i minorenni diede credito al racconto del marito e dispose l'affidamento temporaneo dei due figli ai nonni paterni. La decisione fu presa sulla base di una perizia psichiatrica condotta su Anna. La consulenza stabilì che la donna aveva seri problemi - si parlava di paranoia e manie di persecuzione - e dunque non era idonea a tenere i figli. E infatti Anna non poté vedere i suoi due bambini per tre mesi. Trascorso questo periodo le vennero concessi brevi incontri, ma solo in presenza di terzi. In sostanza, da allora Anna non ha più potuto fare la mamma. La partita giudiziaria, però, si è riaperta nei giorni scorsi davanti alla corte d'appello. L'avvocato Chiara Pontalti, che ha preso in mano il caso, ha presentato reclamo ottenendo che i giudici riaprissero l'istruttoria. La corte ha disposto due nuove perizie: una su Anna e l'altra sul marito. Insomma, si dovrà stabilire se la donna di notte vagasse sonnambula col coltello in mano, oppure se l'uomo abbia inventato tutto per sottrarre ad Anna i figli. Alla nuova perizia si è arrivati anche perché l'avvocato della donna ha contestato radicalmente l'esito della prima: secondo il legale lo psichiatra che visitò Anna non era super partes perché imparentato con il marito, inoltre i presunti disturbi di natura psichiatrica venivano contestati da una perizia della difesa secondo cui Anna ha semplicemente e da molti anni un'invalidità civile a causa del tremore ad un braccio, ma con la testa sarebbe a posto. Il caso dunque è stato riaperto anche se - in una vicenda in cui siamo di fronte alla parola del marito contro quella della moglie - rischia di essere necessario interrogare i bambini, che comunque vadano le cose, sono a pieno titolo vittime in questa triste vicenda.

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