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Casa, arrivano i "condomini per separati" |
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Quando la coppia scoppia uno dei problemi più grossi da risolvere è quello della casa che riguarda soprattutto l'uomo.
Bolzano 1 Ago 2008 di Antonella Mattioli - dal sito di altoadige.repubblica.it - Le case-albergo attualmente sono riservate a lavoratori italiani ed extracomunitari, studenti, portatori di handicap; in futuro il programma dell’Ipes dovrà destinarle anche a persone separate. Lo prevede l’emendamento, presentato dal consigliere di An Mauro Minniti e approvato in commissione legislativa, nell’ambito dell’esame della nuova legge provinciale sulla casa. A favore anche Unterberger (Svp) e Kury (Verdi); astenuti Ladurner e Pardeller.
L'emendamento dovrà ora superare l'esame dell'aula, ma ci sono ottime possibilità che diventi legge in quanto la sistemazione abitativa in particolare per l'uomo dopo la separazione, sta diventando in Alto Adige un problema sociale. Che produce la categoria dei cosiddetti nuovi poveri.
Situazioni più volte denunciate da Elio Cirimbelli, direttore del Centro Associazione separati e divorziati, nella speranza di smuovere le acque.
L'Associazione ha fatto da precursore: dal 2004 gestisce una piccola struttura creata per venire incontro alle esigenze di chi assieme a moglie e figli, perde anche la casa.
«Sono due alloggi messi a disposizione dall'Ipes - spiega Cirimbelli - dai quali sono state ricavate cinque unità: ovvero cinque stanze dove i padri possono portare anche i figli; con cucina e soggiorno comune. Il canone d'affitto è di circa 200 euro al mese e non possono rimanere per più di due anni. Servirebbero altri posti proprio perché aumenta il numero degli uomini che si trovano in grossa difficoltà. Se come ormai pare certo l'emendamento approvato in commissione diventerà legge, sarà la prima volta a livello nazionale in cui il legislatore prevede nelle case-albergo alloggi per i separati. Spero solo che ci si ricordi di inserire la possibilità per il genitore di ospitare anche i figli».
Le cifre. La vera dimensione del fenomeno viene offerta dalle cifre che danno separazioni e divorzi in continuo aumento. In Alto Adige le prime sono salite dalle 624 del 2001 alle 721 del 2007; i secondi da 330 a 469. La crisi della coppia ha contribuito ad aumentare il numero delle famiglie monogenitoriali e così se le madri con figli nel 1971 erano 7.948, nel 2007 sono quasi triplicate arrivando a 20.926; i padri con figli erano 2.576 e un anno fa 6.788.
Quando la coppia scoppia uno dei problemi più grossi da risolvere è quello della casa che riguarda soprattutto l'uomo.
In caso di separazione l'alloggio viene assegnato preferibilmente alla moglie (nel 54,4% dei casi); al marito solo nel 22%. «Inutile negarlo - dice Cirimbelli - soprattutto in Alto Adige, dove le case costano un patrimonio, i più penalizzati sono gli uomini».
I nuovi poveri. «Per vivere bene dopo una separazione - ammette - bisognerebbe essere ricchi, altrimenti è dura».
Facciamo un esempio concreto e prendiamo una famiglia in cui marito e moglie lavorino entrambi: 1.300 euro al mese lui e altrettanti lei. Assieme riescono a pagare la rata mensile del mutuo di 600 euro. Quando si separano la rata viene divisa a metà ma l'appartamento rimane alla donna, cui va anche un assegno di 500 euro per il mantenimento dei figli.
«L'uomo - spiega Cirimbelli - si ritrova a dover pagare un nuovo affitto e a vivere con 500 euro al mese».
Non ce la fa ovviamente e ciascuno si arrangia come può. «C'è quello che per dividere le spese va a vivere con altri padri divorziati; più frequentemente si è costretti a tornare dai genitori o a chiedere ospitalità a qualche conoscente: ci si accontenta anche di una branda in cantina. Situazioni pesanti di cui molti si vergognano, per questo capita che i figli li incontrino al bar».
(01 agosto 2008)
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