Discoteca, sport, pochi legami stabili. Quei 10 milioni di eterni ragazzi.
Non è che si rifiutano di crescere, semplicemente.
È che sono convinti nell’intimo di poter prolungare l’adolescenza fino
all’arrivo dei capelli bianchi. E anche oltre. Sono i nuovi
quarantenni. Potremmo chiamarli: second teen, se soltanto fossimo su
Second Life. Ma la verità è che non c’è bisogno di andarli a cercare
nella realtà virtuale di un pc.
I quarantenni adolescenti, quasi dieci
milioni di italiani, sono in mezzo a noi. Se vogliamo possiamo
aggrapparci al primo esempio che ci capita a tiro, per capire: il film
di Federico Moccia, «Scusa ma ti chiamo amore». In questo caso è un
quarantenne bello come Raoul Bova che perde la testa per una teenager
in carne ed ossa. Ma possiamo andare indietro di un paio d’anni per
sbirciare i quarantenni ben più cupi di Gianluca Tavarelli: «Non
prendere impegni stasera», un flash su una generazione ancora alla
ricerca di tutto.
Se invece ricordiamo appena qualche mese fa,
ecco un altro film che ha sbancato i botteghini: «Sms. Sotto mentite
spoglie ». Qui il regista Vincenzo Salemme segue genitori quarantenni
che è davvero difficile distinguere dai loro figli. Nelle mode. E,
soprattutto, nei modi. E’ infatti un sms mandato alla persona sbagliata
che fa nascere una storia d’amore, improvvisa e clandestina. Quale è la
differenza con un adolescente? Nessuna, nemmeno a guardare i numeri
dell’Istat. Cosa ci dicono? Che più di un quarantenne su due usa il
computer per mandare messaggi nelle chat, ad esempio. Per la
precisione: il 52,9% di quella fascia d’età che va dai 35 ai 44 anni
non esita ad ammettere di chattare con regolarità e uno su tre (il
29,1%) di usare i file sharing per scambiarsi musica e film. Non solo.
Cosa fanno nel tempo libero i quarantenni? Vanno al cinema, è ovvio (il
58,2%). Ma più di uno su quattro (25,9%) ammette, candidamente: vado in
discoteca. Già, quando non allo stadio (il 41,3% dei maschi e il 20,9%
delle donne).
E se invece rimane a casa a leggere?
Un quarantenne su due legge romanzi (52,6%), ma uno su quattro (24,5%)
li sceglie umoristici, mentre uno su tre (31,8%) consulta guide
turistiche e più di uno su dieci (11,7%) legge i fumetti, come quando
erano ragazzini. Vogliamo parlare di politica? No, risponde secco quasi
uno su tre (il 28,1% dice infatti di non parlarne proprio mai). Ma c’è
di più: uno su cinque (il 20,5%) non si informa proprio di nulla di
quanto avviene nel panorama politico, mentre quelli che si informano lo
fanno praticamente solo attraverso la televisione (il 91,5%), ovvero
quasi il doppio di quanti leggono i quotidiani (55%). C’è poco da
stupirsi. «In fondo la vita si è allungata tanto, oggi viviamo circa il
doppio dei nostri trisavoli ed è normale che succeda così», dice
Domenico de Masi, sociologo. E commenta, bonario: «Questa adolescenza
prolungata mi sembra un modo davvero poetico. Meglio, molto meglio i
giovani prolungati, dei vecchi precoci. E poi anche i soldi non
vogliono pensieri: ora che ne abbiamo di più ce li vogliamo godere».
Soprattutto in vacanza, viene da dire.
Sarebbe stato sufficiente andare l’estate scorsa
in quelle meravigliose isole a nord di Messina, le Eolie. Oppure
seguire il flusso delle isole greche e prendere posto ai confini con la
Turchia, a Patmos, il luogo dove si narra che San Giovanni abbia
scritto l’apocalisse. C’è stato uno strano passaparola che deve aver
percorso il nostro Paese in lungo e in largo ed alla fine ha fatto
raggruppare in queste isole la più alta percentuale di single italiani
quarantenni mai concentrata in uno stesso luogo. Che ripercorrevano le
loro estati dei vent’anni, con tanto di balli in discoteca fino
all’alba e subito dopo i cornetti al cioccolato. Chiedete a Dario
Cassini come funziona. Attore comico di teatro e cabaret è lui,
quarantenne, l’autore del libro: «E’ vent’anni che ho vent’anni»
(Mondadori), una quasi autobiografia scritta al grido di: «Aiuto, sono
un ragazzino di diciotto anni catturato nel corpo di un adulto di
trentanove». Lui che non esita a confessare di essere «semplicemente
terrorizzato dai rapporti stabili, salvo quello che ha personalmente
sviluppato con il suo televisore al plasma». E alla fine, sì, ci siamo
arrivati ancora una volta: sono i maschi quarantenni che, ben più delle
femmine, vogliono vivere come eterni ragazzini. In fuga dal matrimonio.
I numeri? I single maschi fino a 44 anni sono circa il doppio delle
donne: il 9% contro il 5,4%. E di questi sono ben tre su quattro (il
73,4%) che non si sono mai sposati, contro il 26,5% di separati e lo
0,1% di vedovi.
Alessandra Arachi
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