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Rissa fra due famiglie, sette arrestati PDF Stampa E-mail
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Si sono picchiati per la divisione dei mobili di una coppia separata.

 CERTALDO. Due famiglie sono finite in carcere dopo una megarissa per una spartizione di mobili.

 Sette in tutto gli arrestati, quattro donne e tre uomini. I litigi duravano da mesi e sono stati scatenati dalla separazione dei figli dei due nuclei: i dissapori coniugali si sono estesi ai clan familiari interessando padri, madri e anche la nuova compagna dell’ex marito. Urla, offese, frasi assortite pesanti, il tutto farcito da una passionalità tipicamente siciliana, quale è l’origine delle due famiglie. Ma l’altra sera i fatti hanno travalicato le parole. E dagli insulti semplici siamo arrivati alle botte, ai graffi e ai calci.
 Con il trasferimento di tutti i litiganti da Certaldo all’ospedale di Castelfiorentino. Teatro della rissa l’abitazione di uno dei coniugi, dove i due gruppi si sono affrontati prima a parole e poi con le mani. Il “combattimento” è durato per alcune ore.
 La miccia si è accesa verso le 21 di venerdì sera: l’ex marito ha suonato all’abitazione della moglie, in via Marx a Certaldo, nel centro del paese. La donna ha aperto e i due, entrambi trentenni e separati da tempo, hanno cominciato a discutere. Oggetto del contendere: i mobili che avevano acquistato insieme e che ora erano rimasti nell’abitazione di via Marx, prima nido di entrambi e ora alloggio della donna.
 Nessuno dei due voleva mollare, il fair play è naufragato miseramente e la tensione è andata alle stelle. L’ex marito ha chiamato i suoi genitori e così ha fatto la donna che, tra l’altro, ha i genitori al piano di sotto. Come se non bastasse, è arrivata anche la nuova compagna dell’uomo che abita in provincia di Siena.
 L’ingresso del palazzo è diventato un’arena in piena regola: i due clan si sono affrontati a parole e senza risparmi. Decine e decine di certaldesi della zona hanno sentito le urla dei protagonisti.
 L’accordo sui mobili non è stato trovato. A un certo punto sembrava che la famiglia dell’uomo avesse deciso per il ritiro. Poi, invece, l’acceso confronto è ricominciato. Il tutto è andato avanti fino a quasi mezzanotte.
 A quell’ora la lite ha preso la piega peggiore e qualcuno ha cominciato ad alzare le mani. I sette se le sono date di santa ragione. A quel punto qualcuno ha chiamato i carabinieri che già altre volte erano intervenuti per sedare le liti tra le due famiglie. Forse abituati alla presenza dei militari, quando hanno visto gli uomini della stazione, hanno continuato imperterriti nel menare. I sette sono stati arrestati per rissa e poi portati all’ospedale per traumi e graffi. Hanno avuto referti tra gli otto e i 12 giorni. Ieri mattina sono stati processati a Firenze per direttissima. Il giudice ha disposto gli arresti domiciliari per tutti. Dovranno pagare una multa di 200 euro ciascuno. Con la speranza che faccia effetto.(01 aprile 2007)
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