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Il fallimento della coppia č male sociale PDF Stampa E-mail
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Ernesto EmanueleL'AVVENIRE da Milano Antonella Mariani
Presenti pure i papà «orfani» dei figli per testimoniare che il fallimento di coppia è male sociale - Emanuele: più rispetto

In piazza, dopodomani, ci saranno anche loro: i separati, che credono nella famiglia anche se, o forse proprio perché, hanno assistito al fallimento del proprio matrimonio. Separati risposati oppure "fedeli" al vincolo, credenti oppure non credenti: Sono l'associazione Papà separati, che conta alcune migliaia di aderenti in tutta Italia.

Presidente Emanuele, anche i separati in piazza San Giovanni. Per dire cosa?

Noi aderiamo al Family Day come Papà separati, associazione laica e Famiglie separate cristiane (aderenti al Forum). Ma, grazie a un lavoro paziente svolto negli anni, abbiamo portato su queste posizioni anche molte delle associazioni laiche di separati, che credono nella famiglia con la F maiuscola, formata da un padre e da una madre e da figli e uniti dal vincolo del matrimonio.

La famiglia separata, dunque, reclama più attenzione per la famiglia e scende in piazza. Perché?

Perché, più di chi vive la dimensione dell'unità familiare, noi abbiamo vissuto in prima persona le conseguenze che la separazione e l'instabilità familiare lascia nei figli, con conseguenze in termini di rendimento scolastico, di un equilibrato sviluppo psico-affettivo, fino alle conseguenze estreme della depressione, della droga, dell'alcolismo, delle devianze giovanili. In 30 anni, dall'approvazione cioè della legge sul divorzio, si sono separate 2 milioni di coppie, con circa 1,5 milioni di bambini coinvolti. Una cifra enorme. Conosciamo i costi personali e sociali della crisi coniugale, valutiamo appieno, per contro, l'importanza educativa di entrambi e genitori e per tutto questo vogliamo che la famiglia in Italia sia incoraggiata e difesa.

Il Family Day chiederà alle istituzioni politiche familiari più incisive. Se dovesse fare una richiesta, cosa metterebbe in cima alla lista?

Più famiglia, lo slogan della manifestazione di sabato, per noi significa avere il coraggio, nelle scelte sociali e politiche, di non dare per scontato che l'unica soluzione possibile alla fatica del matrimonio e del fare famiglia sia la separazione e di lì a poco il divorzio. Più famiglia per noi significa andare controcorrente e chiedere che le tappe dei percorsi che potrebbero portare alla separazione guardino con favore all'unità familiare: nella realizzazione di strumenti legislativi e di assistenza adatti adeguatamente ridisegnati; nel chiedere ai giudici che si superi il pregiudizio nei confronti dei padri, che sembrano essere la categoria maggiormente sotto accusa. Più famiglia significa dare spazio alle associazioni che promuovono la responsabilità educativa di entrambi i genitori perché riteniamo che nella famiglia, unita o separata, sempre e comunque si educa in due.

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