 | Affido condiviso dei minori: onlus Papà Separati a dibattito di Raffaella De Negri dal sito del "denaro" . Affido condiviso anche se c'è contenzioso tra ex coniugi: un'opportunità per la pari genitorialità. |
Lo sostiene l’associazione “Papà separati Onlus”, riunita a Napoli in occasione dell'entrata in vigore della nuova legge inerente l'affido condiviso dei figli minori nella separazione e nel divorzio anche in casi di separazioni conflittuali tra gli ex coniugi. Concordi nel ritenere necessario l’affido condiviso "per far scemare i contenziosi e garantire il diritto dei minori a conservare rapporti e affetti significativi con entrambi i genitori" sono psicologi, mediatori familiari, psichiatri e gli stessi operatori del diritto, riuniti nella sede della circoscrizione Vomero a Napoli su iniziativa dell'associazione Papà separati Onlus. "Il monopolio della genitorialità al quale si è assistito finora - afferma Federico Mantile, neuropsichiatra infantile e consulente tecnico del Tribunale dei minori di Napoli - si fonda sull'uso, spesso strumentale, dell'ovvio conflitto tra i coniugi che si separano. Ciò, oltre a creare danni e distorsioni gravi nell'equilibrato rapporto dei minori con il genitore non affidatario, ossia quasi sempre il padre, non è più prassi sostenibile alla luce dell'impianto della nuova legge approvata dal parlamento italiano". Per Maria Carolina Palma, psicologa, ex giudice laico del Tribunale dei minori di Palermo, e consulente dell'associazione siciliana Padri separati "con il nuovo istituto dell'affido condiviso dovrebbe finire l'angoscia dei genitori non affidatari di essere continuamente limitati nell'esercizio della loro genitorialità o addirittura di essere denunciati anche per un piccolo ritardo nella riconsegna dei figli e dovrebbe consentire un valido sostegno nel sanzionare la manipolazione dei figli a danno del genitore non affidatario o non convivente". Secondo Alessandro Ciardiello, presidente dell'Associazione Papà separati Onlus, la legge è un valido mezzo per evitare "il meccanismo, usato e abusato spesso, dalle madri separate, della sistematica squalifica dell'immagine paterna; una squalifica - aggiunge Ciardiello - che ha come unico obiettivo annientare o addirittura eliminare il padre". A giudizio dell'associazione napoletana una delle possibilità per appianare divergenze e dirimere contenziosi, è la mediazione familiare anch'essa promossa dalla nuova legge: "oltre alle strutture private - afferma Adriana Boiani, responsabile dei Poli cittadini per la Mediazione familiare del Comune di Napoli - in città esistono cinque centri pubblici, al Vomero, a Piscinola, a Chiaia, a via Santa Margherita a Fonseca e uno a Pozzuoli, convenzionato con la Asl Napoli 1 e il Comune. Strutture in cui lavorano 15 mediatori familiari grazie a un progetto recentemente rifinanziato dall'assessorato regionale alla Sanità". 22-03-2006
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