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| Ami: stabilire limite etŕ figli per mantenimento |
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Roma, 25 set. (Apcom) - Di fronte alla sentenza della Corte di Cassazione che ha riconosciuto il diritto del figlio a essere mantenuto dai genitori anche dopo essersi licenziato volontariamente, l'Associazione matrimonialisti italiani sottolinea che sia urgente stabilire un limite di età per l'obbligo di mantenimento della prole, dato che oggi il 75% dei trentenni vive nella casa paterna. La sentenza di oggi della Cassazione è condivisibile, spiega il presidente dell'Ami, Gian Ettore Gassani, visto che il figlio in questione ha vent'anni, ma "restano però forti preoccupazioni da parte dell'Ami in ordine ad orientamenti giurisprudenziali che sanciscono, di fatto, il diritto dei figli ad essere mantenuti dai genitori o da uno di essi all'infinito, senza precisi limiti di età". Oggi, infatti, sottolinea l'associazione, il 75% dei trentenni continua a vivere stabilmente nella casa di mamma e papà. Una 'Italia di bamboccioni' e di "genitori pensionati obbligati a mantenerli a vita. Urgono - sottolinea Gassani - principi chiari e l'istituzione di limiti di età oltre i quali, salvo casi eccezionali, non può più essere riconosciuta ad un figlio ultramaggiorenne la pretesa di essere mantenuto". Secondo l'Ami solo in casi estremi i figli adulti dovrebbero ottenere il mantenimento, ma "la giurisprudenza ha esteso sine die il diritto dei figli ad essere mantenuti dai genitori", e "così facendo ha contribuito, pur senza volerlo, al dilagare del fenomeno tutto italiano dei 'bamboccioni'", che restano comodamente nella casa di famiglia a 30 e anche 40 anni. Nelle separazioni e nei divorzi - racconta il presidente dell'Ami - i giudici non fanno più distinzione in ordine al mantenimento in favore di figli maggiorenni o minorenni anzi, gli assegni di mantenimento per i maggiorenni sono in media di gran lunga superiori, dato che le spese per gli studiuniversitari o quelle necessarie per condurre una vita dignitosa sono maggiori rispetto alle esigenze di un bambino o di un adolescente. A fronte di questa fotografia non proprio gratificante per i trentenni "urge - conclude Gassani - trovare soluzioni condivise affinché vengano contemperati i diritti dei figli ad essere mantenuti e dei genitori ad essere esonerati da quest'onere infinito".
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