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Bolzano, case-albergo per i padri separati PDF Stampa E-mail
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stor_13534498_01230.jpg L'ispiratore del provvedimento: "Sono i nuovi poveri". Critica l'avvocato Bernardini de Pace: "Troppo vittimismo"

MILANO 2 agosto 2008 - Dal sito di repubblica.it - Le separazioni coniugali, si sa, costano care. Soprattutto alle coppie con figli, costrette ad affrontare un improvviso aumento delle spese con conseguente impoverimento generale della famiglia. A precipitare nel disagio economico, sempre più spesso, però, sono i padri. Rimasti soli, costretti a lasciare la casa alla moglie e ai figli più piccoli, oltre a versare il dovuto assegno di mantenimento.

Ad ascoltare il loro grido di dolore ci ha pensato adesso il Consiglio provinciale di Bolzano, che ha approvato un progetto, certamente destinato a sollevare un mare di polemiche, che prevede la realizzazione di case-albergo su misura per i padri separati. Fino ad oggi questo tipo di appartamenti era destinato solo a immigrati e handicappati. Esultano così le associazioni che raggruppano i papà separati.

Racconta Elio Cirimbelli, combattivo presidente dello storico Centro Asdi, Assistenza separati e divorziati di Bolzano (ispiratore del provvedimento): «Inutile negarlo, i più penalizzati dalle separazioni coniugali sono quasi sempre gli uomini. Sono loro i nuovi poveri. La nuova emergenza sociale». E fa un esempio concreto: «In una famiglia in cui marito e moglie lavorano entrambi, con 1.300 euro al mese lui e altrettanti lei, insieme riescono a pagare la rata mensile del mutuo di 600 euro. Quando si separano la rata viene divisa a metà, 300 euro a testa, ma l´appartamento rimane alla donna, cui va anche un assegno di 500 euro per il mantenimento dei figli. Senza casa, con soli 500 euro al mese, il padre non riesce più a vivere. A malapena affitta un monolocale. Ecco perché è giusto che le istituzioni si occupino finalmente di lui. Anche per il bene dei figli».

Il laboratorio Bolzano (un piccolo rifugio privato per i papà separati, cinque stanze con bagno, era stato aperto quattro anni fa proprio dal Centro Asdi) può diventare un modello per la famiglia italiana in difficoltà? Non ne è per nulla convinta Annamaria Bernardini de Pace, nota matrimonialista milanese, specializzata in separazioni eccellenti: «Smettiamola con tutto questo vittimismo dei padri separati. Non se ne può più. A soffrire, in egual misura, sono i padri e le madri. Giusto quindi realizzare case per aiutare i genitori che si separano, siano essi maschi o femmine. Sono cittadini alla pari. Non capisco perché si debba pensare solo ai padri e non alle madri. Si facciano case-albergo per famiglie separate. Conosco molte madri che si trovano in condizioni economiche tremende, dopo la separazione, perché gli ex mariti non danno i soldi pur avendoli. I separati devono avere pari diritti, pari doveri, pari disagi e pari opportunità».

Di diversa opinione il sociologo Enrico Finzi, grande conoscitore del tema della famiglia, secondo cui «la costituzione di case protette per i padri è assolutamente avanzata, perché sono proprio i padri a trovarsi troppo spesso in difficoltà»: «è ovvio che ci sono dei casi in cui saranno le madri e non i padri a dover essere accolte. Nessuno vuole fare del femminismo all'incontrario. Quello che è importante capire è che bisogna creare nuove condizioni non tanto a favore dei padri o delle madri, ma dei figli. Se troppo spesso si è favorita la madre, aiutare il padre serve invece a tutelare i minori. Il nuovo diritto di famiglia ha un valore etico. Indica un principio: è vero che nella società secolarizzata abbiamo introdotto e difeso il divorzio, come un diritto. Ma è anche vero che nessuno ha stabilito il divorzio dei genitori dai propri figli. Ci si separa, insomma, dal partner, mai dai figli».

Sul sito dell´associazione onlus "Papà separati" (www.papaseparati.it) che promuove la consapevolezza della paternità nella separazione, è possibile leggere tantissime storie di padri che faticano come matti a vedere i loro figli. Ma è possibile, attraverso il blog, ottenere solidarietà, consigli pratici, legali, psicologici, tecnici, ottenere aiuti nelle emergenze. Come anche nel sito www.padriseparati.it , dove dilagano le lettere dei padri contro i giudici "madre-centrici". Padri che vogliono poter vedere il figlio come minimo il 50 per cento del tempo. «Altro che un pomeriggio alla settimana ed un week-end alterno».

(2 agosto 2008)

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Una persona ha lasciato un commento
 1. E' facile parlare quando si è ricchi
Morello, User
L'avv. Bernardini come al solito è bastian contrario. Comunque è vero che la separazioni generano povertà sia tra gli uomini che tra le donne.
Ci dispiace solo che ogni volta l'avv. esordisca col dire che" i padri sono piagnoni", e non fa un mea culpa di categoria.
Non ci possiamo ricostitutire una vita, siamo sull'orlo di un esaurimento nervoso, i figli ci vengono negati nonostanti i provvedimenti dei giudici.

Gli avvocati e i giudici si rammentino e ne facciano tesoro anche se loro non sono d0accordo, che la separazione genera povertà!
Non è possibile mantenere lo stesso tenore di vita! E' impossibile!

L'unico sistema sarebbe quello di confinare il padre in un ospizio o casa albergo per potergli regalare un angolo per ospitare di tanto in tanto i propri figli.

Gli avvocati e i magistrati hanno la fortuna di non conoscere la povertà o di vivere come il Sig. Sergio Nardelli di Taranto
 Posted 03/08/2008 ; 12:54:54
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