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L’ avvocato apre bottega e dŕ pareri a 50 euro l’ora PDF Stampa E-mail
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Lo studio in una vetrina di via Principe Amedeo. Consulenze low cost per coppie in crisi e creditori.

di ALESSANDRA ROLLE
TORINO - Più di un anno fa la notizia di una «bottega speciale», aperta lungo le mura del Barbarossa a Genova, richiamava in maniera trasversale l'attenzione della stampa, dai quotidiani ai mensili femminili.

Al posto di un etto di bresaola o di un paio di scarpe da calcetto «Il Negozio Giuridico» lanciava sul mercato consulenze legali al minuto, per capire, in tempi brevi e con spese contenute, se per esempio un divorzio avrebbe potuto essere - se non solidale - almeno equo.

Contemporaneamente anche a Torino c'era chi, forte di precedenti esperienze professionali, all'idea di un parere legale «take-away», come molti hanno definito il caso genovese, stava già pensando da tempo. Ma Nicoletta Birocci, l'avvocato con quasi 40 anni d'attività alle spalle che pochi giorni fa ha inaugurato in via Principe Amedeo 28 «Il Parere», tiene a precisare che «no, quel termine lasciamolo ai fast food, qui parliamo di uno staff di avvocati qualificati che vende consulenze professionali a basso costo».

Lo scarto sostanziale tra l'impresa torinese e quella genovese è il rivoluzionario decreto Bersani sulle liberalizzazioni che, se per l'avvocato ligure non ha significato un aiuto perché non ancora in vigore, ha invece permesso a Nicoletta Birocci di cavalcare l'onda di un mercato più dinamico. «Certo, il decreto ora permette la pubblicità personale e nuovi modi per avvicinare la clientela, mentre prima il sistema era più rigido», continua, «ma, attenzione, non vuol dire che i pareri legali dati all'infuori dei circuiti classici siano per questo di qualità minore o scadente».

L'idea di uno studio legale su strada, anche quando insolito perché posizionato magari tra un negozio d'antiquariato e una macelleria, non deve infatti trarre in inganno. «Il nostro vuol essere un colloquio professionale per il cliente e al tempo stesso un'iniziativa, se si vuole, provocatoria», spiega Birocci, «per smitizzare quel ruolo un po' rigido e reverenziale che si è aggiudicato la figura dell'avvocato nell'immaginario collettivo».

In effetti è facile, soprattutto per i non addetti ai lavori, associare termini come «diritto», «legge» o peggio «causa» a qualcosa da temere o dal significato quantomeno criptico.
«Il Parere», lontano dai prezzi e dalla formalità degli studi legali, nasce invece come un luogo facilmente raggiungibile, dove magari si capita per caso passeggiando o guardando le vetrine. Chiunque può avere una prima risposta al problema pagando un fisso di 50 euro l'ora, mentre di norma la somma richiesta per un primo approccio è di 150-200 euro.

«Moltissimi, se non tutti», racconta Nicoletta, «si fermano a leggere l'insegna e altri entrano per chiarirsi le idee. Desideriamo che il messaggio arrivi a più gente possibile anche se, come per tutte le novità, per ora c'è ancora una certa inibizione».

Questo, malgrado Nicoletta Birocci abbia fatto tremare generazioni di mariti in causa di divorzio perché attenta sin dagli Anni 70 alle condizioni della donna, non ha tuttavia impedito le prime timide consultazioni.

Tra queste il problema di scioglimento di una società, una lettera di diffida indirizzata a un debitore in ritardo con i pagamenti, una consulenza di separazione e una fattura da contestare a una delle più famose compagnie telefoniche.

«Non vogliamo», continua, «rappresentare il primo passo verso una causa, ma verso un chiarimento che la possa anzi evitare».
Un aiuto per capire meglio la propria situazione insomma, «anche dal punto di vista psicologico», conclude Nicoletta. Per evitare i danni più dolenti, quelli morali, il negozio giuridico torinese ha infatti aggiunto una novità: accanto all'équipe legale si affianca anche uno staff di psicologi, affinché il benessere sia tale da convalidare il detto comico «E non litigare con nessuno, disse la mamma al figlio che partiva per la seconda guerra mondiale».

Dal sito della Stampa.it

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