| Blog dei Pomodori |
| Sedi Regionali in Italia |
| Blog Regionali |
| Contatti |
| Radio |
| Comunicazione Condiviso |
| WebTV |
| Installa FIREFOX |
| Referenti Reg. e prov. |
| Le pecche della legge 54 del 2006 |
|
|
|
|
L’affido condiviso, manca ancora il mediatoreFu salutata come manna dal cielo la legge 54/2006 sull’affidamento condiviso, approvata in fretta e furia a fine legislatura, in una gelida notte di febbraio del 2006. C’era, almeno, la speranza che con la nuova legge sarebbero cessate le separazioni conflittuali e devastanti per i figli e la possibilità di riaggiustare tante situazioni critiche. Un anno e mezzo dopo l’entrata in vigore della normativa l’uscita del libro «Mediazione familiare e affido condiviso, Come separarsi insieme» di Erminia Giannella, Maddalena Palumbo e Gabriella Vigliar è l’occasione per fare il punto della situazione. Tra le novità della legge sull’affidamento condiviso c’era la possibilità di integrare la via giudiziaria con l’istituto della mediazione familiare, che prevedeva nei casi più difficili il ricorso a una figura professionale che aiuti la coppia appunto a «separarsi insieme». A tutt’oggi la figura del mediatore, però, non è stata ancora «messa a fuoco». «Sostenevamo l’affido condiviso già prima che uscisse la legge - spiega Gabriella Vigliar, presidente dell’A.E.Me.F. - nel vecchio ordinamento c’erano troppe pecche. La legge 54 è uscita di fretta e c’è già la necessità di apportarle qualche revisione». Come dovrebbe cambiare? «Noi chiediamo la presenza obbligatoria del mediatore familiare. Un’altra cosa importante è la professionalità di questa figura». Mediatori, dunque, non ci si improvvisa: «Prima di tutto come requisito minimo è richiesto un master di tre anni in counselling professionale. Poi un anno di tirocinio sul conflitto di coppia - prosegue la Vigliar - Il compito del mediatore è quello di risanare la comunicazione interrotta, fare da traghettatore. E siccome deve saper stare nei conflitti è necessario che lui stesso abbia fatto un percorso di terapia individuale e un altro di terapia di coppia perchè il mediatore deve essere imparziale, neutrale, contenitivo, empatico e direttivo». Resta poi la questione della bigenitorialità. «Bisogna fare prevenzione e imparare a fare i genitori - conclude la Vigliar - sapere quali sono gli effetti dei traumi familiari sui bambini da 0 anni in su. È un problema culturale, di costume ecc. Insomma come esistono i corsi prematrimoniali dovrebbero esserci quelli per diventare genitori». Nat. Pog. mercoledì 19 settembre 2007
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!
Powered by !JoomlaComment 3.26
3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved." |
|||||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|
Si comunica a tutti gli iscritti che è attivo il servizio Segreteria al n. 0815564398 tutti i giorni lavorativi dalle 9:00 alle 12:00.