|
COPPIE IN CRISI - I comuni creano un nuovo servizio. Avvocati e mediatori familiari uniti per evitare scontri tra i coniugi soprattutto quando ci sono figli di mezzo
Modena 2008 - di Arianna De Micheli - espresso-repubblica - Nel 2006 erano 1564. Crescono anche le separazioni: 2748 nel 2007 «Le relazioni - sostiene Francesca Maletti, assessore alle politiche sociali - si accorciano sempre di più.
Da quattro anni a questa parte, nella nostra città i matrimoni civili superano le unioni religiose, le convivenze sono in aumento, comunque durano poco». Ma più che le parole sono i dati a non lasciare dubbi: nel 2007 a Modena e provincia le separazioni sono state 2748 fra definite e sopravvenute - di cui 2233 consensuali e 515 giudiziali - mentre i divorzi hanno raggiunto quota 2015, di cui 1610 consensuali e 405 giudiziali. Cifre superiori a quelle del 2006 e del 2005.
E’ il mordi e fuggi matrimoniale che trasforma le nozze d’argento, d’oro o di diamante in traguardi irraggiungibili. Tanto che arrivare alla crisi dei famigerati sette anni sembra già un record. A volte capita che ci si illuda: nel 2006, ad esempio, la coppia si è mostrata abbastanza solida tanto che rispetto al 2005 le separazioni sono state 500 in meno (2005 contro 2523). Ma il trend positivo è durato assai poco: lo scorso anno le separazioni sono state 2748 fra definite e sopravvenute. Per quanto i divorzi, nel 2007 si è registrata un’impennata: dai 1564 del 2006 a 2015.
«Il sistema giudiziario non è idoneo a risolvere il problema - afferma Giuseppe Picchioni, presidente dell’ordine degli avvocati di Modena - ed è proprio in campo civile che la mancanza di funzionalità della giustizia è più evidente. Inoltre, quando tra i coniugi esiste una forte conflittualità, l’affido condiviso dei figli resta solo qualcosa di scritto».
Amore trasformato in odio feroce, figli strumentalizzati per colpire il partner dritto al cuore e al portafoglio, convivenze naufragate dopo la prima difficoltà e una giustizia quasi inerme.
Che fare? Semplice: affiancare alle famiglie in disarmo figure professionali diverse che però si conoscano e siano in grado di agire insieme per il benessere dei propri assistiti. Avvocati, operatori sociali e mediatori familiari: per la prima volta uniti in un percorso di formazione - “Il linguaggio degli affetti, il linguaggio dei diritti” - patrocinato dalla Regione e fortemente voluto dal Centro per le famiglie dei Comuni di Modena, di Carpi, Formigine, Fiorano, Sassuolo, Maranello, dell’Unione Comuni modenesi Area Nord, dell’unione Terre di Castelli e dall’Ordine degli avvocati di Modena.
Centodieci tra operatori sociali dei servizi pubblici, avvocati e mediatori familiari che, 22 per volta, prenderanno parte alle cinque edizioni di questo percorso modulato in quattro incontri di quattro ore ciascuno. Primo incontro - teorico e pratico - questo pomeriggio alla casa delle culture di Modena.
Non sono pochi i nuclei familiari a gridare aiuto e come sempre sono i dati a dimostrarlo: lo scorso anno ben 84 famiglie hanno bussato alla porta del centro loro dedicato dal Comune della nostra città. 44 hanno attivato il servizio di mediazione, 25 il sevizio di consulenza. Cifre che poco si discostano da quelle degli anni precedenti e che regalano a Modena il secondo posto - la medaglia d’oro va a Ferrara - per numero di famiglie trattate e colloqui svolti. Anche l’età delle madri e dei padri che, rivolgendosi ai servizi, tentano il tutto e per tutto per recuperare un certo equilibrio resta costante: si tratta di persone di 35-45 anni, coniugate o separate legalmente, che perlopiù svolgono un’attività di tipo impiegatizio e che spesso hanno figli la cui età va dai sei ai dieci anni. Per queste famiglie è fondamentale poter contare su un’assistenza puntuale e costante da parte di figure professionali diverse ma che, come sottolinea l’assessore Maletti, «siano in grado di usare un linguaggio comune», senza quindi pestarsi i piedi a vicenda con il rischio concreto di fare solo ulteriori danni.
Ed è questa la ragion d’essere di un percorso formativo comune. «Gli avvocati che hanno aderito - rivela Picchioni tra il serio e il faceto - sono quasi tutti giovani. Evidentemente i vecchi, quelli come me con tanti anni di esperienza sulle spalle, sono diventati... un po’ sclerotici».
|