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Malagiustizia a Taranto. Si incatena al tribunale. PDF Stampa E-mail
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Rivoglio i miei figli. Papà separato si incatena al Tribunale dei Minori di Taranto.

Taranto, 12 settembre 2007 - Oggi, Sergio Nardelli, papà separato, si incatena ai cancelli del Tribunale dei Minori di Taranto, pronto a trascorrere notti e giorni per protesta contro gli impedimenti alla frequentazione dei figli.

Il caso venuto alla ribalta sulle cronache italiane grazie ad una intervista trasmessa su Italia1 nel 2006 è l'ennesima storia di mala giustizia: da 4 anni nonostante Sergio Nardelli non abbia commesso alcunché gli è permesso di stare con la propria figlia per sole 10 ore la settimana.

"Mi hanno accusato falsamente di violenza sessuale su mia figlia, dichiara Sergio Nardelli, e per questo motivo ingiustamente ho fatto 60 giorni di carcere nell'ala pedofili. Mi hanno così portato via i figli, la casa e tutto ciò che avevo. Sono stato colpito fisicamente, psicologicamente ed economicamente. Mi hanno rovinato la vita."

Una serie infinita di infondate accuse dunque fanno da sfondo alla storia di Sergio Nardelli che dopo anni di soprusi e violenze di ogni genere subite prima dalla moglie e poi dai vari Tribunali, che con i loro tempi comodi rendono le attese infinite, chiede che sia fatta giustizia fino in fondo. Sono infatti quattro anni che Sergio Nardelli aspetta la sentenza civile scritta che legittima la sua innocenza e che gli può permettere finalmente di riavere i suoi figli, la sua casa e di lasciarsi alle spalle questa brutta vicenda personale.



Per ulteriori informazioni
Sergio Nardelli cell. 349-5006301

Sergio chiede a tutti di mandare - a partire dal 12 settembre 2007 - una email al seguente indirizzo: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

killer di giustizia. free Sergio Nardelli.

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Qui non c'è un giudice a poter ricevere una faccina di commento, ma un intero sistema che è malato.

Pertanto la faccina l'assegnamo alla storia emblematica di questo padre che la giustizia ignora.

Con molta crudeltà, ovviamente: Innocenza.

La motivazione: "Nonostante tutto l'amico Sergio crede ancora nella giustizia. Ma in quale giustizia crede noi non possiamo sapere. Anzi, noi, non crediamo che sia quella terrena bensì quella Divina. Perchè sperare che questo sistema si acorga dei suoi errori e ponga rimedio, non ci crediamo oramai da tempo, specie se coinvolto è la figura paterna" .

 

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