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Famiglie separate e fatti di sangue. PDF Stampa E-mail
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divorcepic_int.jpgUna emergenza che Magistratura e Servizi Sociali non sono in grado di arginare.

 

"La violenza è sempre deprecabile e và condannata senza sconti, ma ci chiediamo: cosa spinge un genitore a concepire l'omicidio del proprio figlio e di se stesso ? .."

Con cadenza impressionante, vengono alla luce efferati fatti di sangue legati alla separazione. A ben vedere, bollare la natura di questi delitti con la provenienza geografica e culturale di chi li commette, distrae l'attenzione dal vero problema. Il binomio tra Magistratura e Servizi Sociali non funziona, e non consente di prevenire, come dovrebbe, le esplosioni di violenza che possono nascere dalle vicende di separazione gestite male.

Migliaia di false accuse (con relative  denunce) di abuso e violenza, allontanamenti forzati dei bambini dai propri genitori con prelievo coatto a scuola, abusi di posizione - vedi il caso dei bambini di Basiglio, sottratti senza alcun motivo per 60 gg ai propri genitori - e una sostanziale impunità degli operatori sociali coinvolti, sono il frutto di una cronica carenza di preparazione professionale che consente, a giovanissimi e inesperti operatori, di gestire un enorme potere sulle persone.

Non a caso il PM Gianluca Prisco, titolare del caso di San Donato Milanese - in cui il papà ha ucciso se stesso e il figlioletto all'interno dei locali dell'ASL - ha aperto una inchiesta per verificare eventuali errori e omissioni nella gestione e nel percorso psico-sociale di questa famiglia dal momento in cui la vicenda è finita per la prima volta nelle mani del tribunale. Infatti la piccola vittima, pur rapportandosi con il papà in maniera tranquilla e affettuosa, dal 2005 poteva vederlo soltanto una volta la settimana e in ambiente protetto, a causa di numerose denunce che la mamma del bambino aveva indirizzato al padre.

La violenza è sempre deprecabile e và condannata senza sconti, ma ci chiediamo: cosa spinge un genitore a concepire l'omicidio del proprio figlio e di se stesso ? Quale livello di disperazione ed esasperazione quest'uomo ha dovuto sopportare per distruggere tre vite (anche quella della mamma, che adesso chiede giustizia) ? Gli operatori sociali sono in grado di dare un concreto aiuto alle famiglie in difficoltà ? Qual'è il loro livello medio di competenza ?  Quali dovrebbero essere le professionalità da coinvolgere nelle vicende di separazione ? Quali gli errori da evitare ?   Il senatore Augusto Cortelloni, già diversi anni fa, ha scritto: "questa indimostrabile attitudine ad essere padri e madri, questa ibrida fattispecie giuridica è stata introdotta nella nuova normativa sulla base di un criterio quasi filosofico, impalpabile, per essere utilizzata in qualsiasi modo non solo dal Tribunale dei Minori ma anche da operatori sociali e psicoterapeuti. E’ lo stravolgimento del diritto. Le assistenti sociali e psicologhe ASL che fanno scattare la trappola non potranno mai essere punite per induzione alla calunnia, circonvenzione, maltrattamenti o quant’altro, non avendo alcun obbligo di video/fono registrare gli incontri con  minori e adulti, tenere una cartella clinica o anche un semplice brogliaccio di note, per cui il loro operato sfugge a qualsiasi controllo.  Come è possibile che ci sia l’abdicazione dello Stato a persone irresponsabili verso la legge ?" (Pedofilia e Satanismo, risorge l’Inquisizione - nov. 2000).  Un ripensamento e una riflessione della Istituzioni su ruoli, compiti e responsabilità degli operatori è doveroso. Non è più possibile rinviare la soluzione di un problema che ha assunto proporzioni da allarme sociale. Nuove professionalità e nuove competenze devono colmare un vuoto che è sotto gli occhi di tutti.  
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