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Giustizia condizionata PDF Stampa E-mail
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L'accertamento della verità "sine die" non giova ai nostri figli.

 

Troppo spesso la giustizia non riesce ad andare fino in fondo: quando tutto sembra concluso, ecco che interviene qualcosa che riapre il caso e protrae l’accertamento della verità a data da destinarsi. Chi attende il riconoscimento della propria innocenza, non può far altro che aspettare impotente che chiarezza venga fatta.

 

Giustizia è davvero sinonimo di libertà? Probabilmente no: l'uomo è libero solo nel pensiero, ma questo non è sufficiente: la Giustizia, che opera nell'ambito del diritto positivo per rendere gli uomini liberi e uguali, deve intervenire e far sì che la libertà venga riconosciuta anche dalla Società.
Questa non è retorica strumentalizzata ai fini di un protagonismo personale: la realtà nella quale sono costretti a vivere coloro che vengono strappati ai propri cari contro il loro volere, impone maggiore impegno e perseveranza da parte di coloro che hanno il compito di dirimere di volta in volta le varie questioni. Le applicazioni delle norme? Non sono sufficienti. E’ necessario penetrare nel cuore delle singole vicende con spirito di umanità. Bisogna sforzarsi di capire se gli argomenti presentati hanno carattere strumentale e soprattutto, se sono finalizzati, per vendetta o per odio personale, alla mera distruzione della parte avversa.
Il riferimento di questa premessa è al diritto di famiglia, in particolare a quella branca delicata che si occupa delle separazioni e quindi all'affidamento dei figli, troppo spesso persi di vista nell'iter giudiziale.
L'affidamento condiviso, tanto invocato dalle varie Associazioni Umanitarie, non ha di certo risolto tutti i problemi: l'applicazione dello stesso, nella pratica è demandato alla discrezionalità del Giudice e poi, cosa grave, non stabilisce le pene per gli inadempienti. Un peso importante è dato anche dal tatticismo spesso usato per procrastinare la durata del processo attraverso elementi il più delle volte menzogneri e diffamanti. Elementi che richiedono mezzi e strumenti particolari per essere chiariti, data la materia delicata di cui essi sono oggetto: la Giustizia viene condizionata ed inevitabilmente impiega più tempo per arrivare alla conclusione. I figli vengono danneggiati, privati della presenza di uno dei genitori e le  deformazioni psicologiche che ne conseguono, perdurano per tutta la vita e ne fanno degli infelici.
Ogni giorno attraverso i media si viene a conoscenza di tragedie umane inammissibili: sottrazioni di minori, soppressione fisica di ex coniugi, sevizie psicologiche: il fine giustifica i mezzi e quindi, ogni mezzo è “lecito” pur di raggiungere lo scopo. E le sconvolgenti accuse di pedofilia? Parliamo di questo facendo riferimento ad uno dei casi realmente accaduti: dopo anni di scontri all’insegna del non rispetto, il CTU conclude le proprie indagini e sostiene la necessità di assicurare contatti tra padre e figlia per il benessere di quest'ultima. Tutto sembra definitivamente risolto, ma all’improvviso, come per magia, ecco che tutto viene rimesso in discussione a causa di una denunzia di pedofilia sulla base di dichiarazioni fatte dalla bambina stessa. Bambina, che a distanza di anni ricorda particolari terrificanti vissuti nella prima infanzia. Si tratta di dichiarazioni non verosimili in quanto palesemente in contrasto con quelle precedenti. Strano, davvero strano che i ricordi di una bimba emergano dopo tanto tempo sovvertendo tutte le espressioni di affettuosità pronunciate in passato. Strano, ma sufficiente per far sì che la Giustizia sia costretta a riaprire il caso, subendo così un palese condizionamento. L'analogia con i cosiddetti pentiti che vendono a rate le proprie informazioni pur di raggiungere talvolta fini abbietti appare evidente. Certamente la verità prima o poi, più poi che prima, verrà a galla: nel frattempo riprendono le ostilità tra gli ex coniugi a discapito del minore, che ancora una volta, è costretto a subire e a pagare lo scotto dell’inciviltà degli adulti.
Non si può far nulla se non auspicare ad un rapido interessamento della Giustizia che, senza condizionamenti di sorta, giunga all'accertamento della verità e punisca severamente chi, in spregio di ogni valore, magari sapientemente pilotato, si serve dei propri figli per raggiungere i suoi malsani e perversi obbiettivi.
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