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Il giudice ha evidenziato la foto la senza data di scatto, ma stampate dopo due mesi, firma sospetta PDF Stampa E-mail
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 Gent.ma dott.ssa, la vicenda che il Destino mi ha riservato è, mi creda, al limite dell'inerarrabile.
Mia moglie va via di casa. E deposita il ricorso per separazione. Adduce dei motivi al limite del ridicolo. Quale quello per cui io sarei stato un marito disaffettivo, o che avrei delle manie quale quella per cui avrei l'abitudine di toccarmi i capelli o di guardarmi allo specchio. Questo il tenore degli argomenti.
Argomenti che vengono però per la data di udienza presidenziale modificati in violenze su di lei e sul bambino. E provvede addirittura a presentare delle foto che ritraggono mio figlio pieno di ecchimosi (foto stampate a fine giugno per fatti che lei asserisce essere stati commessi alla fine di aprile), e una lettera  appellata quale "confessoria" , datata 7 maggio 2008 che allude a perdoni per atti di violenza,  e riporta il mio nome e cognome a mò di firma. Chiaramente la lettera è falsa, ed è stata realizzata (come ho scoperto con un perito) per composizione prelevando la mia firma da un fax che io ho inviato al suo legale il 30 maggio 2008, nelle normali corrispondenze intrattenute. Il suo intento era quello di condizionare il giudice che si apprestava ad emanare l'ordinanza. Il giudice ha messo in rilievo la circostanza di foto senza data di scatto, ma stampate dopo due mesi dai giorni in cui ella farebbe risalire i fatti, e di una firma sospetta. Io non ho visto mio figlio prima del 13 agosto del 2008 (l'ultima volta ill 30 aprile). Nel frattempo ho scoperto una sterminata quantità di denunce a mio carico per cose mai fatte, al limite del delirante. Per di più la signora non porta a sostegno dei suoi racconti neanche uno straccio di elemento. Addirittura in una successiva udienza, tenutasi il 16 dicembre, da me chiesta per riferire al giudice gli ostacoli che lei frappone tra me e mio figlio, il quale stravede per me (ha due anni e due mesi), ha presentato un'altra lettera confessoria. E sa da dove ha tratto la mia firma? E' assurdo. E non so se almeno per me può anche rappresentare la fortuna. Addirittura dal verbale che io ho firmato innanzi al giudice il 14 luglio 2008 (giorno udienza presidenziale), mentre lei asserisce che quella lettera io gliela avrei recapitata il 08.aprile 2008!. La perizia eseguita sulla prima lettera mi ha permesso di scoprire l'inganno cui è ricorsa, e forse lei pensava che poteva tranquillamente continuare impunemente.
Ma cosa è questa, incoscienza, azzardo, delirio di consapevolezza che  l'atuale legislazione ancora favorisce le madri? Qual è lo smisurato odio che prova nei miei confronti che così sfrontatamente la porta a compiere dei veri e propri atti criminali?
Mi chiederà, come io mille volte mi sono chiesto, cosa le avrò mai fatto. Mi creda niente. Non rientra nelle mie abitudini relazionarmi con le persone in modo aggressivo. Non l'ho mai tradita.
I motivi mi rimangono oscuri, giacchè quelli da lei narrati non sono veri.
Ho avuto modo di scoprire, andando a trovare un suo ex-fidanzato, di una serie di vessazioni che lei invece aveva subito da ragazza dalla madre. E qui credo stia il suo problema: il suo è un corpo prestato alla madre, la quale conosce di lei ogni cosa, la madre è a conoscenza di tutti gli accadimenti della figlia , ogni circostanza della usa esistenza, dalle più insignificanti questioni di lavoro (rapporto con colleghi, amicizie etc.) tale da sembrare che sia la madre ad "abitare" il corpo della figlia, come se fosse lei che ne vivesse e percepisse le esperienze.
Ma come faccio a dire al giudice: sa il problema è il patologico rapporto con sua madre!
In ogni caso ciò che mi fa piangere il cuore, nonostante io ora ho acquisito la necessaria consapevolezza che nulla debbo e posso temere, cosciente del fatto di non aver mai fatto nulla, è il futuro di mio figlio. Costretto oggi a vivere in una famiglia che ha tentato - e comunque ha fatto - tutte le nefandezze perpretate. Che "famiglia" è questa,che donna è questa, Medea dei nostri tempi,  disposta follemente a tutto, pur di perpretare nei miei confronti una così gratuità crudeltà. Quale mai sarà il fine che vogliono perseguire? E' evidente: sottrarmi il figlio e rovinarmi.
Sa, dottoressa, ciò che mi assilla spesso non è come io vedo me stesso in futuro, ma la collocazione spazio-temporale di mio figlio nel suo futuro. E' come se fosse lui, come oggi tanti bimbi nel mondo che soffrono terribilmente, "sotto le bombe" di un cieco disegno criminoso, senza senso.
Mi perdoni la confidenza, dott.ssa
Un abbraccio.
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Carissimo, purtroppo non è sempre  facile dare delle spiegazioni accettabili alle cattiverie di cui l'animo umano, riesce ad essere responsabile. Ma Lei mi sembra l'abbia già compreso il perchè..Diventa però difficile farlo comprendere a chi forse non ha mai sofferto tanto. I figli però crescono e da grandi riescono a capire tante cose,soprattutto se lei, nonostante tutto, riuscirà ad essere quel padre amoroso ed attento quale sembra essere. Per il resto si affidi ad un buon avvocato e a tutta la sua saggezza ed umanità. Il tempo le darà ragione l'importante è che Lei non si arrenda e conduca una vita onesta e corretta di cui suo figlio non potrà che esserne orgoglioso.Coraggio,sia tenace e paziente nei suoi buoni propositi e otterrà di sicuro dei buoni risultati. A presto. Cordialmente Giovanna Lo Sapio
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