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| Le parole non potranno mai descrivere il dolore di un genitore per non poter essere piů presente. |
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Le scrivo con la speranza che possa darmi una mano per riuscire a gestire anche la mia vicenda.
E' da un anno che "assisto" alla mia separazione giudiziale, secondo i canoni ben conosciuti. Prima mai avrei potuto immaginare tanta superficialità da parte delle istituzioni in questo ambito. Secondo me è responsabilità anche delle persone che stando nella mia stessa situazione che non danno quanto dovrebbero per la loro "causa": se ci toccano lo stipendio siamo pronti a bloccare strade e ferrovie. Invece lasciamo che per questioni familiari ci puniscano ingiustamente , togliendoci prima tutto per poi dover faticosamente risalire la china , come sta capitando a me: le conseguenze vengono deliberatamente scaricate sul papà dai giudici "assuefatti" alla consuetudine.
A
seguito di tanta avversità da parte di organi preposti a giudicare in
funzione della tutela della dignità della persona e degli interessi dei
minori, i figli il nostro bene più prezioso, si dovrebbero scatenare
naturalmente problemi di "ordine pubblico", l' azione della solidarietà
di chi si trova invischiato in queste vicende.
Bisognerebbe combattere molto più incisivamente questo incredibile malcostume che si è creato sulla sorte di persone che come me credevano di vivere la propria vita in una società "grossomodo" libera e moderna , che pensava di dover rispondere solo delle proprie azioni davanti a chiunque. Ma, per me, non è più così. Parlo del mio caso : un genitore manda una letterina all' altro tramite un avvocato "voglio la separazione perché non andiamo (più) d' accordo, ti sto solo sopportando (adesso...) io e te non siamo più marito e moglie, tanto i figli e la casa vanno alla madre , io ho i miei genitori che si prenderanno cura dei bambini , sai che hanno molte conoscenze..". Non aggiungo altro, solo che sono sempre stato un padre modello , un uomo sincero e comprensivo. Potrei comprendere anche la mia ex-moglie per quello che sta combinando da un anno a questa parte "forte dei suoi diritti", ma a questo dovrebbe corrispondere la possibilità , la libertà della persona, di poter avere "voce in capitolo". Invece non è così e le parole non potranno mai descrivere il dolore di un genitore per non poter dare il proprio contributo alla crescita equilibrata dei propri figli, nonostante tutto ed essendoci tutti i presupposti possibili e dimostrabili. Queste sono situazioni che se non le vivi non le potrai mai comprendere. Io arrivo a pensare che queste che chiamiamo cause di separazione , altro non sono che speculazioni economiche create dal sistema "giustizia-stato" sulla sorte dei malcapitati e dei propi figli visti non come persone , ma come mera proprietà "inerte" a carico del genitore che la consuetudine della follia umana ha delegato ad essere il primo titolare. E poi arrivo a pensare un' altra cosa: avete mai parlato con un prete delle vostre preoccupazioni per il disagio voluto verso i vostri figli? Saranno capitati tutti a me, ma certe risposte "generiche" mi lasciano esterrefatto , non è che sotto sotto i figli di persone che hanno la sventura di intraprendere una causa di separazione siano esseri già "immondi" per la Chiesa? E questo contribuisce... Grazie per la risposta che vorrà darmi.
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Carissimo, da tempo siamo spettatori inermi della superficialità ,
vero cancro della nostra epoca, è la maschera abituale che mettiamo sul
nostro viso,l'abito consueto e frettoloso che indossiamo tutti i giorni
, forse per difenderci dalla sofferenza e dal grigiore . Ci vuole molta
forza e coraggio per guardare le cose nella loro vera luce: meglio
correre e dimenticare di avere visto e compreso.Fa molto meno male al
cuore e ci permette di andare avanti, nella speranza che non ci sia
nulla che valga la pena di essere preso sul serio; meglio andare
avanti senza soffermarsi troppo. Per molti chi lo fa è perduto e
richia di perdere chissà cosa ,chissà dove, chissà perchè. E
nell'incertezza continua, nulla diventa così importante, perchè valga
la pena di combattere e di lottare., magari per il bene più prezioso..
Bisognerebbe ricominciare ad insegnare qual è il bene più prezioso ,
per poterlo riconoscere, saperlo apprezzare e ad in nome di questo
investire le proprie energie.Lei lo sta facendo e se continuerà come
credo a combattere per i suoi figli, loro riceveranno un grande
esempio che sarà il primo seme per quella società migliore a cui Lei
aspira . C' è sempre un prezzo molto alto da pagare, soprattutto se la
posta in gioco è altrettanto altà...Sono con Lei e la seguirò, anche da
lontano. Per la Chiesa , quella in cui credo, non ci sono mai esseri
"immondi", ma solo creature fragili che hanno bisogno di essere
guidate! Ma non è facile trovare una buona guida. Cerchi di esserlo Lei
per i suoi figli e avrà fatto sicuramente la cosa più importante della
sua vita. Cordialmente Giovanna Lo Sapio
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