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Ritengo che il tipo di pressione psicologica attuata su mio figlio sia da considerare violenza PDF Stampa E-mail
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  Buongiorno Prof.ssa Giovanna, mi presento come xxxxx e sono un sostenitore- colaboratore dell’associazione Papà separati e del Dr. Alessandro Ciardiello. Le scrivo perché trovo la Sua iniziativa molto interessante, ma soprattutto perché ritengo che il miglior modo per dare un aiuto alle persone che si trovano ad affrontare questa nuova dimensione del vivere la separazione dal coniuge e dai figli, sia quella di far tesoro delle esperienze altrui. Per quanto riguarda la mia vicenda non vi è stato un vero e proprio abuso nei confronti del minore, ritengo che comunque il tipo di pressione psicologica e mentale attuata su mio figlio sia da considerare una violenza e come tale un abuso, in certe situazioni ancor più grave di violenze fisiche.

Parlo della complicità di mio figlio che, all’età di 7 anni, ha dovuto accettare per aiutare la madre a nascondere la relazione con un altro uomo; in pratica il bambino, è stato complice della madre e del suo compagno nel tenere segreta la relazione sia al sottoscritto che ai nonni materni; sempre per lo stesso motivo molte persone che frequentavano la mia famiglia come la baby-sitter,  alla quale mio figlio era molto affezionato, furono allontanate facendo credere al bambino che avevano fatto del male alla madre; una ulteriore violenza psicologica su mio figlio fu quella di cercare di sostituirmi con la figura del nuovo compagno. Sono sicuro che Lei, come psicologa e come donna, comprenderà perfettamente quale effetto è stato creato nella mente infantile di mio figlio che oggi ha 11 anni; temo molto le conseguenze  psicologiche e anche fisiche nella crescita di mio figlio. Lo strumento della diffamazione (sfruttamento della prostituzione) è stato usato  come sempre avviene all’interno dell’ambito familiare e lavorativo, non è mancata  la conseguente querela da parte mia. Non è mancato nemmeno il tentato suicidio da parte di mia moglie che per oltre un anno mi è stato nascosto con la complicità di amici e parenti della ex coniuge. Mi sono rivolto ad xxxxxxx nel Gennaio del 2007 poiché mio figlio è stato costretto a dormire sul pavimento di un albergo di Parigi per due notti, sui vestiti della madre e del suo compagno; non mi sembra che ciò si possa chiamare amore materno. A parte l’umiliazione subita da mio figlio e il disagio fisico, la cosa peggiore è che, dopo avermi confessato l’accaduto, è stato costretto dalla madre a ritrattare la versione dei fatti, i vestiti sono diventati un materasso. Quello che le sto raccontando è del tutto documentato dal sottoscritto e portato all’attenzione del tribunale di xxxxxx  che dopo oltre un anno non ha mai chiesto l’ascolto delle numerose testimonianze da me presentate. È stata chiesta invece una CTU psicologica che è stata una farsa, nulla di quello che ho denunciato è stato verificato, ho fatto 3 sedute con un giovane psicologo ed un test di MMPI 2 dal quale risulta la mia piena idoneità mentale per un affido condiviso, proposto dallo stesso CTU in un pomeriggio a settimana e due week-end al mese, una vera e propria presa in giro. I problemi mostrati in CTU da mio figlio sono stati totalmente ignorati nell’analisi presentata al tribunale dallo stesso CTU. Oggi sono in attesa del giudizio del collegio che avverrà l’8 gennaio p.v.
I’ abuso più frequente in una separazione è quello psicologico, molto più doloroso di quello fisico; le istituzioni, i tribunali e anche gli addetti ai lavori (CTU) completano l’opera.
Le auguro buon lavoro e spero che questo mio breve racconto possa servirLe per aiutare i nostri figli in un futuro che vedo ancora lontano da raggiungere.
Distinti saluti, xxxx

_________________________________________

Carissimo la ringrazio per la stima e la fiducia e spero tanto che le mie parole le  siano di aiuto e di conforto per quanto sarà possibile.Per la mia esperienza anche di c.t.u e di c.t.p conosco bene come vadano queste  cose come, conosco bene purtroppo anche xxxxxx. Ho  fondato  l'associazione Atlante,proprio per combattere tutte le innumerevoli  nefandezze che vengono ordite,sopra la testa dei poveri minori.La battaglia è appena iniziata.e sicuramente il percorso è irto di  difficoltà, ma la causa è sicuramente giusta, e non potrà non essere ascoltata. Visto che abita in toscana  forse non le mancherà occasione di capitare a Firenze: potrà così venirmi a trovare e raccontarmi meglio  tutta la sua vicenda. Le sarei infatti molto grata se volesse farmi  pervenire tutta la documentazione del caso.Questo mi permetterà di aiutare  meglio Lei e tanti altri che come Lei hanno il diritto di trovare  riconoscimento e giustizia.In attesa di un suo cortese riscontro La saluto molto cordialmente. Mi faccia comunque sapere se avrà ricevuto la mia risposta A presto gls

 

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