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| Una denuncia di falsi abusi per strapparmi mia figlia. Uno sfogo. |
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Figlia desiderata, voluta, cercata, è ben presto diventata, a causa di incompatibilità e disaccordi tra noi genitori, di cui non mi ero reso conto prima, figlia di separati mai sposati. In quel periodo mia figlia aveva circa un anno, e nei due anni e mezzo seguenti me ne sono occupato in prevalenza io, portandola alle visite mediche di controllo, ad eseguire le vaccinazioni obbligatorie, in gita quasi tutte le domeniche, tenendola a casa con me quasi tutte le sere e portandola alla madre al mattino, prima di recarmi al lavoro.
Tutto ciò grazie a orari abbastanza flessibili e a mia madre, insegnante di conservatorio, con molto tempo libero da dedicare alla bambina. L'8 febbraio 2001, dopo le appropriate delicate e approfondite indagini, il tribunale per i minorenni decretava l'affidamento a me, prevedendo i giusti momenti di incontro e permanenza di Marina con la madre. A fine febbraio, il 28 per l'esattezza, ho ricevuto una telefonata dalla scuola materna, con la quale mi avvertivano che mia figlia presentava i primi sintomi della varicella. E' stata l'ultima volta che ho avuto la gioia di andare a prendere la bimba( tutti i nomi sono stati sostituiti) a scuola: l' ho portata dalla madre, che aveva insistito per averla assolutamente con se, rimanendo d'accordo che sareiandato a riprenderla dopo il lavoro. E' ovvio che il decreto di affidamento è stato immediatamente revocato e sostituito da un altro, che prevedeva il temporaneo domicilio della bambina presso l'abitazione della madre e il divieto assoluto di visita per il padre, nonché l'inizio di un interminabile iter burocratico fatto di incontri, colloqui, indagini, accertamenti, interrogatori, visite mediche, perizie, con evidente danno psicologico per l'unica vera vittima innocente di tutta questa assurda e surreale vicenda: Marina. Dopo circa dodici mesi di tutte queste "delizie" giuridiche, e dopo una accurata e approfondita perizia psicologica effettuata su mia figlia, veniva riscontrato che non solo erano assenti, per fortuna, tutti i segni traumatici, fisici e psicologici, che abitualmente si rinvengono in un bambino abusato, ma si evidenziavano palesemente atteggiamenti, racconti e "vissuti" suggeriti dall'ambiente materno, altamente ostile nei miei confronti, e in cui la bambina aveva continuato a vivere fino ad allora, sfuggendo così alla necessaria condizione di neutralità indispensabile per una corretta valutazione dei fatti e dei racconti. A detta della madre, infatti, la bambina sarebbe stata vittima di rapporti orali, anali, vaginali e masturbazione ripetuti costantemente da settembre 2000 a febbraio 2001. In data 11 febbraio 2002 il procedimento penale a mio carico veniva definitivamente archiviato perché il reato di cui all'accusa non era stato commesso.
E' stata una gran vittoria, lo ammetto: un grandissimo e pesantissimo macigno era stato tolto dalla mia testa...ma ora? Che ne sarà di mia figlia? Quando potrò rivederla? Quando potrò riabbracciarla? Chiedo solo il dovere di essere padre tutti i giorni; chiedo solo che mia figlia veda riconosciuto il suo sacrosanto diritto di avere due genitori. Mi manca, mi manca tantissimo...Mi manca la più assoluta normalità: mi manca il momento della sveglia per andare a scuola, mi manca la passeggiata al giardino, mi mancano i segni dei suoi pennarelli sui muri di casa, mi mancano le sue figurine attaccate sui mobili, mi mancano le sue patatine sparse in macchina, mi mancano le sue scarpette da allacciare, mi mancano i capricci per le caramelle, mi manca il suo sorriso, mi manca il suo bicchiere da Ogni giorno che passa, da quell'ormai lontano 28 febbraio 2001, mi sembra che tutto diventi sempre più assurdo, surreale, incredibile, impossibile... Ora è il tribunale per i minorenni che deve valutare, verificare, analizzare, periziare, decidere... Decidono che posso rivedere mia figlia, ma tra il dire e il fare...passano ancora mesi prima che ciò possa verificarsi.
Evviva! Il 29 marzo potrò rivedere, dopo "solo" tredici mesi di assurda follia, la mia bambina...Si, però...in luogo neutro, alla presenza di una psicologa dei servizi sociali, per un'ora solamente...Chiedo di videoregistrare l'incontro con mia figlia. Dopo attimi di sorpresa e sconcerto di psicologa e assistente sociale per tale inusitata e imprevista
La bambina, dopo i primi due/tre minuti di naturale disagio (non mi vedeva da più di un anno e aveva la mente "imbottita" dalle cattiverie che la madre tuttora dice di me) è tornata la bambina allegra e sorridente che ricordavo, Poche ore prima del secondo incontro mi veniva comunicato che non avrei più potuto registrare senza espressa autorizzazione scritta del responsabile dei servizi. Due giorni dopo consegnavo a mano la mia richiesta di autorizzazione al responsabile in persona, e per conoscenza al tribunale dei minori e agli altri operatori. Non avendo ricevuto alcuna risposta in merito, a distanza di una settimana consegnavo a mano un sollecito.
Lunedì 15 aprile venivo messo a conoscenza di un decreto del tribunale dei minori, recante data 04 aprile 2002, in cui si delegava al servizio sociale ogni decisione riguardante la mia richiesta di videoregistrazione, e al fine
Questa è l'ennesima beffa! Mia figlia passa sei giorni e 23 ore con la madre e la nonna che, è evidente, la condizionano e la "istruiscono", e a me viene concessa una sola ora settimanale, in luogo neutro e alla presenza di Episodi di "ordinaria follia" ce ne sarebbero a volontà...follia di un "sistema" che si vanta di proteggere mia figlia, follia di un "sistema" che non considera minimamente il minuzioso lavoro svolto da stimati professionisti operanti presso il tribunale penale, follia di un "sistema" che non considera minimamente l'esperienza e le opinioni di una matura maestra di scuola materna, che vede xxxxxx quasi tutti i giorni, e meglio di chiunque altro può, in questa situazione, conoscerla e capirla..."Ma si limiti a fare la maestra! Non è mica un operatore dei servizi,lei..." Le relazioni dei servizi nei miei confronti sono negative, viene scritto da loro stessi, perché io manifesto sfiducia nel loro operato e nelle loro capacità professionali. Mi è stato detto che xxxxxx, prima, quando viveva con me, era affettuosa e mi correva in braccio perché si sentiva "obbligata", mentre adesso, se dice che non vuole vedermi, lo fa perché si sente protetta dalla madre e tutelata dagli operatori. Ho un grosso difetto, lo ammetto: non riesco a fingere di apprezzare persone che mi sono ostili in modo così manifesto...non riesco a subire passivamente la prepotenza dei pregiudizi...non riesco a pensare quanto male dovrà ancora patire mia figlia a causa della "burocratizzazione" dei sentimenti...non riesco a trattenermi se mi viene da dire alla giovane assistente sociale: "Impari a diventare madre e vedersi strappare i figli, poi ne riparliamo..." Questo mio è uno sfogo, solo un lungo e tormentato sfogo...forse totalmente inutile...E se la giustizia non è di questo mondo, non mi resta che pregare, confidando nella giustizia Divina. _____________________________________
Caro Massimo Io credo che anche in questo mondo si possa e si debba ottenere giustizia. A volte tarda ad arrivare e siamo spesso messi a dura prova, ma non bisogna abbattersi; bisogna solo trovare le strade adeguate ad
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