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Buongiorno.
Cerco di essere sintetico ed aderisco all'invito, sperando possa essere utile. Ovviamente cerco
Ho 45 anni (pari età di mia moglie), fidanzamento 85/92, matrimonio nel 91, due figli 12 e 13 anni (maschio femmina). Casa costituita da 2 appartamenti di proprietà dei miei genitori. Programmatore io, operara lei. Sentenza presidenziale di separazione agosto 07, con richiesta di CTU per affidamento.
Negli ultimi anni di matrimonio ho cominciato a vedere che esisteva una situazione che non riuscivo più a comprendere. Non riuscivo più a dare un senso a qauanto succedeva.
Crisi di panico continue di mia moglie, urla, richieste sempre più grandi di soldi fino al limite dello sfascio familiare. Uso dei figli per riccattare me e loro al fine di ottenere l'assenso a spese oltre le nostre possibilità. Il "migliore amico" (di 20 anni più di me e mia moglie) che si stava insinuando nelle questioni familiari e portava alla denigrazione di quanto facevo, oltre che ad interventi in casa (restauro di lampadari od altro). Altre amicizie "strane", continue telefonate e messaggi di cui alcuni espliciti e passati come "gioco". Da parte mia non percepivo come avessi delegato parte di me a lei e non riuscivo a vedere quanto io provavo al di là del concetto di "famiglia". Comunque mi fidavo, pur affacciandosi i dubbi. Quello che è stata la chiave di svolta e l'uso e, soprattutto, abuso dei figli e la consapevolezza che io ero parte del sistema. Con il passare del 2006 è aumentata la violenza, anche fisica da parte di mia moglie. Non riuscivo a dare una quadra alla situazione ed i miei figli soffrivano le scenate della madre: "mamma smettila, hai promesso di non alzare le mani!". Si tenga presente che ho fatto 10 anni karatè agonistico. Ho badato a che i bambini non si facessero male, ben sapendo che il fine era quello di provocare una mia reazione. Reazione che non c'è mai stata, fino al punto in cui mi ha denunciato autoprocurandosi dei "danni". Parte di questi fatti sono stati da me registrati in audio, ma non interessa a nessuno. Sono stato consigliato a sporgere querela. Tra le altre cose, suo fratello ha testimoniato a mio favore me l'ispettrice gli ha detto che io, in fondo "ero maestro di karatè", mentre a me ha detto che non "poteva farmi male". Io ho solo fatto presente l'abuso sui figli e su di me. Mi ha anche mandato un SMS nel quale mi accusava di "farla prostituire". Il "migliore amico" ha testimoniato contro di me, dicendo che picchiavo, la privavo dei soldi ed altro... Pari e patta con buona pace della salute dei figli e 10.000 auro in meno nelle mie tasche. Aggiungo quelche "fatto" (virgolette perchè registrato). In un caso, mentre stendevo i panni su uno stendibiancheria, mia moglie si è avventata su di me, io ho parato diversi attacchi senza conseguenze reciproche. I miei figli piangevano disperati. Mia figlia si mette in mezzo, riceve un'unghiata al collo. Mia moglie spazcca in decine di pezzi lo stendibiancheria di alluminio e, nel caos, colpisce mia figlia su una lente degli occhiali mentre cercava di fermare la madre. Io badavo a neutralizzare i colpi, con la calma dovuta a tanti allenamenti, pur portando dentro di me tutt'altro che "calma". Bene, a fronte, qualche minuoto dopo, delle proteste di mia figlia mia moglie le dice: "levati quando alzo le mani!". E via con la richiesta a mio figlio di chiamare i carabinieri per me. Ne potrei raccontare molte altre.
Ho raccontato tutto alla CTU, ho ammesso che anche io ero parte del sistema familiare pur cercando, per certi versi, di dare un senso alla situazione, se non altro per i figli. Ho cercato di portare quanto possibilie, su questo piano. Ho capito e coscientizzato in seguito, che mia moglie è una mitomane, che ha usato la mia sensibilità per i suoi fini, ha abusato dei figli e di me, lavorando per annullarmi insieme al "migliore amico" che rimane, a mio giudizio, suo strumento. Ho capito dopo che ha molti uomini che, tra l'altro, sono "innamorati" e, in qualche caso, sanno l'uno dell'altro.
Ha mandato una lettera all'azienda per la quale lavoro, sostenendo che una volta che avevo tenuto i figli in ufficio (azienda piccola, senza pericoli) erano stati ripresi da telecamere. L'INAIL mi ha chiesto il rimborso dei contributi per avere picchiato mia moglie, ed molto altre amenità poteri raccontare...
Per lunghi periodi ho potuto solo telefonare per pochi secondi, ogni giorno, ai figli. Lei gridava, insultando ed inventando cattiverie. Si metteva sul telefono parallelo, urlando, ed ero costretto a terminare la telefonata.
Mi ero rivolto ad una psicologa per un aiuto a metà 2006. Questa è stata minacciata ed insultata da mia moglie: "mi porti via i soldi". Ha dichiarato la cosa nella mia richiesta di separazione. Mia moglie sosteneva con i figli che era la mia amante e tramavo per cacciarla di casa.
Potrei raccontarne tante. Tra le varie, ha fatto un mese di mutua ad ottobre 2006, dormendo di giorno ed urlando la notte, arrivando davanti al mio viso con i pugni. Mi chiudevo per dormire, mentre si portava i figli a letto con lei. Ha accumulato prove di mie malefatte inesistenti. Ad esempio, lasciava soldi in giro e li faceva sparire accusandomi, gridava che la stavo picchiando quando i figli non vedevano (ed alla CTU mia figlia ha detto che picchiavo la mamma, ribadendolo anche con me, riportando il fatto che avessi fermato un calcio e la mamma fosse andata per terra)
La CTU mi ha messo in un angolo, non ho visto i figli per mesi, anche grazie al suo atteggiamento volto a confermare qualsiasi cosa dicesse mia moglie pur con evidenti incoerenze e contraddizioni, ed oggi vedo i figli di sabato, portandoli a vedere musei, mangiare pizze, cinema. Quando ho potuto stare con loro, il rapporto è sempre stato buono. Ma è fare il padre? Parliamo di PAS? Ci sono troppi che parlano, ma l'unica certezza è che pochi si sono interessati ai miei figli (mi escludo dal "giro"...). Perchè la CTU mi portava sempre a parlare su un piano di conflitto con mia moglie, cosa che non mi interessava? I figli confermavano parte delle sue bugue. O meglio, mia figlia. Mio figlio no. Per le insistenze della mia CPT, ha sottoposto i figli un test che mio figlio ha fatto in parte, raccontando esattamente quello che vedeva, mia figlia ha mostrato un'immaginazione un pò "eecessiva", a giudizio dell mia CTP (mia moglie non ce l'aveva).
Teornando alla psicologa, ho scelto un'altre figura per un percorso di analisi, iniziato a fine 2006. Questa sarebbe diventata la mia CTP. In realtà, quando è saltato fuori il nome della CTU e, forse, per le miacce ricevute, ha rinunciato "passandomi" alla sua "maestra". Questa ha un lungo curriculum, anche con il tribunale dei minori. All'inizio le avevo detto della capacità manipolatoria di mia moglie (come, del resto all'avvocato - altro gran curriculum...). "Ci sarò io".... Bene, oggi, ho poca possibilità di fare il padre, vivo con i miei fino a che una quota rilevante delle entrate viene destinata al percorso di analisi (che, peraltro, mi ha cambiato tantissimo - mi riconosco meglio...). Mia figlia impara a manipolare e vive dei suoi massimi voti a scuola, anche se con me parla e si confronta (quindi un legame c'è). Mio figlio è chiuso nel suo mondo di Play Station e disastro a scuola e nel rapporto con gli altri. Ho provato a cercare l'accordo con mia moglie per un supporto psicologico ma "quella gente lì"... ORa provo con il centro di ascolto a scuola. La CTP ha parlato di rischio psicosi o schizofrenia ma, magari, ho capito male il discorso.
Che fare? Alle volte penso che dovrei mettere qualche migliaio di km tra me e questo delirio. Tra l'altro non è finito. Concludo con una mia telefonata sul telefono fisso ai miei figli. Si inserisce lei: "cosa parli a tuo padre, lo vedrai da un vetro, andrà in galera!". "Voglio parlare con mio figlio", mentre lei continuava ad urlare di me ed altri in galera. "volgio parlare con mio figlio", con calma. "Che ne sai che sia tuo figlio?", con lui che sentiva al telefono. "Ciao XXXXXX, ciao. ci sentiamo domani. Non mi è possibile parlare".
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Carissimo, intanto vorrei capire che tipo di affido è stato stabilito dal giudice, qual è la sua residenza, il recapito del suo attuale legale, a cui potrebbe dire di contattarmi telefonicamente xxxxxxx. Le sarei, inoltre, molto grata se volesse inviarmi la storia del suo caso fin dall'inizio con elementi chiari forniti da corretta documentazione. Il tutto
sarà legato al segreto professionale, nel rispetto più totale della privacy.
In questo modo potrò aiutarLa maggiormente. La invito comunque a non fare colpi di testa e a chiedere al preside della scuola, di potersi recare al ricevimento degli insegnanti dei suoi figli; riuscirà ad avere così, con la massima serenità, notizie sui ragazzi. In questo modo, gli insegnanti potranno sempre fornire informazioni sul suo sano ed assiduo interessamento, la inviteranno ai colloqui tra genitori ed insegnanti, creando così un primo momento di tregua favorevole ad un accordo pacifico tra voi genitori. Il parere degli insegnanti sarà molto influente sull'opinione dei servizi sociali, deputati poi a riferire al giudice.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti. Mi faccia sapere.
Cordialmente Prof. Giovanna Lo Sapio
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