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Il numero delle famiglie separate in Friuli Venezia Giulia è maggiore del già alto dato nazionale.
Quello delle famiglie separate è un fenomeno in continua e preoccupante crescita ormai da diversi anni nel nostro Paese.
Sono state spese moltissime parole e si è tanto dibattuto circa le motivazioni che inducono due persone a rompere un legame tanto forte quanto il matrimonio, ma pare che il vero orizzonte entro cui esplorare questa realtà sia quantomai sfaccettato e composito.
I modelli antichi di famiglia sembrano definitivamente cedere a nuove concezioni “allargate” della stessa, in cui i coniugi, constatato il fallimento del loro rapporto, hanno tutto il diritto di decidere se e quando dar vita a nuove unioni. Queste considerazioni, ormai note ed universalmente riconosciute, meritano tuttavia un’attenzione particolare quando il rapporto che lega i due soggetti non è più unicamente quello di marito e moglie, ma anche di padre e madre.
La questione è di ovvia importanza, ma non per questo sempre debitamente considerata: accanto ai sacrosanti diritti di uomo e di donna, se ne vanno a determinare altri, sicuramente più delicati e troppo spesso inespressi: quelli dei figli.
Nel Friuli Venezia Giulia i figli di genitori separati hanno in media 10 anni, come dimostra chiaramente lo studio compiuto dall’Università di Udine, con la collaborazione dell’assessorato alle politiche sociali provinciale e con l’associazione “Padri Separati”.
Il lavoro ha valutato un campione di 1685 studenti delle quinte superiori dell’intera Provincia e ne è derivato che ben il 10,9% è figlio di genitori separati, affidati per il 75% dei casi alla madre, contro il 93% nazionale. Non solo; secondo le indagini Istat (riferite al 2003) inoltre, nella Regione sono attive 2.165 cause di separazione e 1.156 di divorzio.
Dati che parlano chiaramente dei mutamenti sociali che nel giro di pochi decenni sono riusciti a far variare profondamente il volto della nostra nazione; cambiamenti culturali che sottenderebbero altrettanti cambiamenti valoriali quali l’indebolimento dell’importanza della fedeltà di coppia e del valore del sacrificio contro ad una sempre più sentita vena competitiva ed ad una spiccata esigenza di “gratificazione”, la quale spesso motiverebbe anche la scelta stessa di mettere al mondo un figlio.
In questo certamente poco confortante panorama, in cui le esigenze egoistiche di ognuno sembrano prevalere, spicca tuttavia la figura del figlio separato, che si dimostra nella maggior parte dei casi, un bambino chiamato a responsabilizzarsi più velocemente rispetto agli altri, e che risponde al dolore dato dalla separazione dei genitori con grande maturità.
Infatti, la consapevolezza che tale strada potrebbe rivelarsi positiva in quanto l’unica in grado di permettere la felicità dei genitori responsabilizza grandemente i ragazzi.
Ciò nonostante è impossibile che non si manifestino anche emozioni molto forti quali rabbia, angoscia e senso d’abbandono, accompagnati, tuttavia, da sentimenti liberatori, provocati direttamente dalla separazione.
Dallo studio emerge anche la lucida visione dei ragazzi in merito a che ciò che più allontana due persone che stanno insieme, ossia un continuo e progressivo deterioramento dei rapporti di coppia che tuttavia, pur rappresentando un fallimento come coniugi, non equivale ad un fallimento come genitori, basti pensare che proprio il sentimento di protezione da parte dei genitori stessi è ritenuto il più importante.
Non sempre le separazioni avvengono in un clima disteso e sereno, troppo spesso i minori finiscono per essere vittime delle contese e dei giochi dettati dal rancore degli adulti, ma ciò che dovrebbe far riflettere è che i ragazzi stessi riconoscono di essere stati coinvolti se non addirittura usati da almeno uno dei genitori.
L’accettazione della separazione avviene quasi sempre in una fase successiva alla stessa; i tempi sono strettamente collegati all’età del figlio al momento del fatto dato che richiedono prima di tutto la capacità di ritrovare e di ristabilire un personale equilibrio interiore, equilibrio che tuttavia non sempre riesce a far affrontare completamente il trauma, lasciandolo irrisolto e mai definitivamente accettato, e facendo così sentire il figlio per sempre segnato.
Questo è il panorama entro il quale si delineano sempre più istituzioni volte a tutelare i diritti di padri e madri separati, entro cui si susseguono nuove e dibattute leggi atte a regolare aspetti tanto delicati della vita di molte persone, in cui si sprecano discussioni e tavole rotonde ed entro cui speriamo vivamente non venga mai meno la consapevolezza che mettere al mondo e crescere un figlio è la più grande responsabilità privata ed al contempo la più grande responsabilità sociale che un individuo possa decidere di assumere.
Si ringrazia: Associazione Papà Separati Onlus nazionale - FVG; Il Dr. Massimiliano Fanni Cannelles dirigente ASL 4 e direttore della rivista Socialnews;
Il progetto di ricerca è stato finanziato dal MIUR ed è stato condotto dal Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Udine
I numeri
Ecco alcuni tra i dati più interessanti tratti dall’indagine sulle famiglie separate nel Friuli Venezia Giulia:
Il 42,9% dei ragazzi intervistati dichiara che la separazione dei genitori è stata un evento molto doloroso.
Il 44% pensa che la separazione dei genitori sia stata l’unica strada possibile per la felicità degli stessi.
Il 26, 8% dei ragazzi sostiene di essersi sentito abbandonato dopo la separazione.
Il 19% dice di aver provato dei sentimenti di rabbia e di angoscia.
Il 19% dichiara di essersi sentito liberato dalla separazione.
Il 21, 7% riconosce di essere stato coinvolto nella separazione.
Il 20% dice di essere stato usato da almeno uno dei genitori.
Il 21% accetta la separazione solo dopo aver ritrovato un proprio equilibrio interiore.
Il 10% afferma che non accetterà mai l’evento.
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