| (ANSA) - ROMA, 9 MAG - Complici i crescenti disagi familiari e ambientali, in Italia sono circa 1,5 milioni i bambini che soffrono delle varie forme di mal di testa, dall'emicrania alle cefalee tensive, ovvero il 30% dei piccoli italiani, una quota praticamente raddoppiata rispetto a 10 anni fa quando a soffrirne erano il 15-18% dei piccoli. |
Un aumento da non sottovalutare, dichiara Davide Moscato, neuropsichiatra, direttore del centro cefalee infantili del San Carlo di Nancy, Roma, infatti un bambino che soffre di mal di testa, oltre a tutti i disagi che cio' comporta in una fase della vita delicata come quella dello sviluppo, sara' spesso un adulto col mal di testa. I bambini oggi si trovano sempre piu' spesso di fronte a problemi familiari, assistono ai litigi fino anche alla separazione dei genitori, vivono forti tensioni anche fuori le mura domestiche; inoltre si trovano spesso ad interagire in ambienti fortemente competitivi e sono costretti a correre da una parte all'altra, dividendosi tra scuola e impegni pomeridiani, perche' entrambi i genitori lavorano e non possono dedicare loro il giusto tempo . Tutto cio', avverte Moscato, crea delle condizioni di disagio che sono una miccia esplosiva quando il bambino e' predisposto geneticamente a soffrire di mal di testa. Uno stress dopo l'altro, precisa Moscato, e, se il bambino e' incline a soffrirne, compariranno gli attacchi. Tenere a bada le situazioni esterne che scatenano condizioni di ansia nel bambino, offrire al piccolo gli strumenti adatti per riacquistare fiducia e serenita' e quindi per vivere serenamente anche una situazione triste come il divorzio di mamma e papa', suggerisce Moscato, sono i primi passi da compiere e la prima 'terapia' da seguire per bloccare l'innestarsi di una malattia che altrimenti e' destinata a peggiorare nel tempo. Purtroppo i dati dimostrano che negli ultimi anni il problema del mal di testa nei piccoli e' aumentato, conclude Moscato, ma bastano pochi semplici gesti per tenerlo sotto controllo e ''davvero e' piu' importante, come non smetto mai di dire ai genitori dei miei piccoli pazienti, regalare loro un po' del proprio tempo e prendere foglio e matita per disegnare insieme, piuttosto che spendere centinaia di euro per l'ultimo gioco di grido''. (ANSA).
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