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LA PROTESTA DI SERGIO NARDELLI PENSAVODIESSERSOLO
Ieri davanti al tribunale. L’uomo è stato in carcere per due mesi con l’accusa di pedofilia ma l’inchiesta fu archiviata S’incatena per vedere la figlia con più continuità La disperazione di un padre che non riesce a cancellare l’ombra della pedofilia. Sergio Nardelli, di 53 anni, pensionato dell'Ilva, ieri mattina si è incatenato davanti alla sede di palazzo di Giustizia per protestare contro un provvedimento dei magistrati che da oltre quattro anni non gli consente di vedere la figlia tredicenne per più di dieci ore la settimana. «Si separano i genitori, ma non si separano i figli dai genitori» ha dichiarato l'uomo, che è padre anche di un ragazzo di 22 anni. Nardelli è stato accusato di un reato infame, violenza sessuale nei confronti della figlia, ma l'inchiesta fu archiviata. Inoltre, è stato processato ed assolto dai reati di maltrattamenti e percosse nei confronti della moglie, dalla quale si è separato nel 2002. «Mi hanno accusato falsamente di violenza sessuale - ha dichiarato Sergio Nardelli - e per questo motivo ingiustamente ho fatto 60 giorni di carcere nell'ala pedofili. Sono stato colpito fisicamente, psicologicamente ed economicamente. Ora però mi devono restituire i miei figli». Il 53enne è supportato nella sua battaglia dall’associazione per la tutela dei Diritti dei Figli nella separazione denominata “Figli liberi”. Il 12 settembre scorso, Nardelli si incatenò davanti alla sede del Tribunale dei minori, nella città vecchia. «Speravo di riuscire con questa forte protesta a smuovere i giudici verso una rapida risoluzione del mio caso. Un magistrato mi tranquillizzò convincendomi a togliere le catene. Alla fine - conclude Nardelli - andai via dal tribunale certo che al più presto qualcuno mi avrebbe aiutato a risolvere la situazione. Ma non è stato così..». Da 5 anni, l’uomo vive in povertà in un ripostiglio di 7 metri quadrati con un letto ed una scrivania nell'attesa di una sentenza definitiva che gli restituisca il ruolo di padre e gli permetta di tornare a vivere dignitosamente. Nardelli si è dichiarato pronto a trascorrere, digiunando, notti e giorni davanti alle sedi giudiziarie «per protestare contro il tempo che passa invano senza - dice - che sia fatta giustizia per tutti i soprusi subiti a causa delle infondate e false accuse prima da parte della moglie e poi dai vari tribunali». «Indosserò sempre - conclude Nardelli - la maglia dei papà con la scritta Papà è con te». La storia di Sergio Nardelli - si legge in un comunicato dell’associazione “Figli liberi” - è «uno dei tanti casi di mala giustizia che portano i papà separati a non vedere i figli, a perdere la casa e a vivere in condizioni disagiate nell'attesa che la giustizia faccia il suo lento corso». Sergio si è già incatenato presso il Tdm di Taranto nei mesi scorsi. Di seguito una sua intervista.
Aggiornamento del feb. 2007. Sergio ci scrive: Sono stanchissimo.....é incredibile 500-600 SMS sul cellulare da tutta Italia....anche assistenti sociali dalla Sardegna....ma tutti questi papà,mamme e nonne dov'erano?...ma quanti siamo? Tutti questi SMS mi stanno scaricando le 3 batterie che ho del cellulare ma mi stanno dando una carica enorme. Tutti mi esprimono tanta solidarietà, tantissimi papà mi dicono che non vedono i figli da anni e mi ringraziano per la mia azione. Scrivi su tutti i forum....io sono solo un papà, non sono io che sono forte come mi scrivono.... SIAMO TUTTI NOI AD ESSSERE FORTI! La mia forza siete voi, la mia forza siamo noi! Mi state commuovendo tutti..... Io pensavodiessersolo, lo so che non sono solo! Tutta l'Italia DEVE sapere che siamo in tanti. Come vanno le cose davanti al tribunale? Ogni tanto viene il responsabile del Tribunale e cerca di convincermi a sospendere l'azione, comprende che non lo farò e mi chiede:- " vuoi parlare con qualcuno?" ed io rispondo:-" No!..io non voglio parlare con qualcuno, voglio che qualcuno mi ascolti!" Il ............... del Tribunale Dott .......... fà finta di non capire ed insiste:-" ma fammi un nome, con chi vuoi parlare?" Allora, vista la sua insistenza ho risposto:-" Voglio parlare con il Presidente......Giorgio Napolitano!" Sergio
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