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Coppie separate e divorziate: "Le autoritŕ.Nulla a favore dei figli" PDF Stampa E-mail
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 È la critica che arriva dall'Associazione Genitori Non Affidatari (AGNA) che a dieci anni dall'entrata in vigore della Convenzione sui diritti del fanciullo alza la voce: "In Ticino e, più in generale, in Svizzera questa convenzione non ha portato a nulla a favore dei figli".

LUGANO - Sono passati esattamente dieci da quando la Svizzera ratificò  la Convenzione sui diritti del fanciullo. "E in questi dieci anni le nostre autorità non hanno fatti nulla per garantire i diritti del fanciullo specialmente nei casi di separazione e divorzio". È un bilancio amaro quello che arriva dall'Associazione  Genitori Non Affidatari (AGNA),che a dieci anni dall'entrata in vigore della Convenzione sui diritti del fanciullo fa il punto della situazione, soprattutto per quanto riguarda i bambini dei genitori divorziati o separati.

Le leggi in materia parlano chiaro: "Entrambi i genitori hanno una responsabilità comune per quanto riguarda l’educazione del fanciullo ed il provvedere al suo sviluppo". E ancora: "Gli Stati provvedono alla creazione di istituzioni, istituti e servizi incaricati di vigilare sul benessere del fanciullo".

Ma la realtà dei fatti è ben diversa, stando a quanto denuncia l'Associazione  Genitori Non Affidatari. In Ticino, le istituzioni incaricate a vigilare sul benessere del fanciullo sono le Commissioni tutorie regionali (CTR), le Preture e il Tribunale di appello. Ma cosa hanno cambiato questi enti nella loro prassi o nella loro giurisprudenza dopo l’entrata in vigore della convenzione? La risposta secondo  i membri dell'AGNA non è che una: "Non hanno fatto assolutamente nula".

"La convenzione sui diritti del fanciullo è stata firmata solo per abbellire l’immagine internazionale della Svizzera (verso gli altri stati)" afferma criticamente l'AGNA.

Le storie di cui i membri dell'Agna sono a conoscenza, sono storie tristi dove il più delle volte a soffrire di più sono proprio i bambini. "Se ancora oggi quando un genitore, di solito l’affidatario, crea tensione per non far vedere il figlio all’altro genitore, la prassi di molte autorità è limitare il diritto di visita a scapito del figlio.  In pratica il risultato è che “più di due volte al mese non lo vede” , grazie all’inazione di Preture e Commissioni tutorie regionali nel difendere i diritti del figlio. Per non parlare dei casi dove il genitore affidatario, grazie ad autorità inadempienti riesce a far sospendere la relazione del figlio con l’altro genitore. L’affidatario non obbedisce all’ordine dell’autorità e non vi è sanzione, quindi agisce ripetutamente ed impunemente a scapito del figlio. Per non parlare delle CTR che non fanno nulla quando dei genitori non riescono nemmeno a raggiungere telefonicamente i loro figli, per spingere concretamente il genitore affidatario (che cambia numero telefonico, non lo pubblica e non lo comunica all’altro genitore, che magari vive lontano) a far rispettare i diritti del minore"(Agi).

 

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