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Un mediatore per fermare la sottrazione internazionale di minori PDF Stampa E-mail
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evelyne.jpgOltre a essere relatrice sui divorzi internazionali, l'on. Evelyne Gebhardt (PSE, DE) è mediatrice del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori. Si tratta di una funzione poco conosciuta, che costituisce una risorsa preziosa in caso di conflitto tra genitori.

   Europa.parlamento - Quando e perché il Parlamento europeo ha assunto l'iniziativa di nominare una mediatrice per i casi di     sottrazione internazionale di minori?

Il 18 febbraio 1987, Lord Plumb ha ricevuto a Strasburgo le "cinque madri di Algeri", insieme ad una madre britannica, che si battono da anni per il diritto dei loro figli a recarsi liberamente presso entrambi i genitori.

Le "madri di Algeri" sono madri a cui i tribunali francesi hanno concesso la custodia dei figli, che però sono stati successivamente sottratti dagli ex mariti che approfittando del diritto di visita li hanno portati in territorio algerino (conformemente al disposto del diritto algerino).
 
Strasburgo è stata una delle tappe della marcia da Parigi a Ginevra, che queste madri hanno organizzato tra il 10 febbraio e 4 marzo 1987. La loro intenzione era presentare, dinanzi alla commissione dei diritti dell'uomo dell'ONU a Ginevra, un progetto di raccomandazione sulla libera circolazione dei minori, nel quadro dell'elaborazione della convenzione dell'ONU sui diritti dell'infanzia.
 
Il 24 febbraio 1987, il Presidente del Parlamento europeo ha inviato una lettera a tutti gli Stati membri, informandoli della posizione assunta dal Parlamento nei confronti dell'iniziativa delle "madri di Algeri" e del suo sostegno personale a tale iniziativa. Un membro del gabinetto del Presidente è stato incaricato specificamente di seguire tali questioni.
 
Il 20 marzo 1987, il Presidente del PE mi ha nominata "mediatore europeo per i casi di sottrazione internazionale di figli di coppie di nazionalità mista al di là delle frontiere nazionali" ha dichiarato Evelyne Gebhardt. Tale nomina è manifesto della volontà del Parlamento di dare un seguito pratico alla visita delle madri di Algeri.
 
La missione di mediatore consiste nel riunire e coordinare, in collaborazione con la commissione per le petizioni, i casi di controversia tra genitori che rifiutano l'accesso ai loro figli.
 
In che cosa consiste il suo ruolo?
 
Il ruolo del mediatore consiste nel favorire il raggiungimento di un accordo volontario tra il genitore che ha sottratto il figlio e l'altro genitore, tenendo presente principalmente l'interesse del figlio o dei figli. Ogni minore ha diritto ad avere due genitori, perciò ciascuno dei genitori può sollecitare la procedura di mediazione.
 
La responsabilità del mediatore del Parlamento europeo per i minori vittime di sottrazioni transfrontaliere consiste nell'aiutare genitori e figli a trovare la soluzione migliore per il benessere del minore. È opportuno sottolineare che il ruolo fondamentale del mediatore è vigilare affinché sia rispettato il migliore interesse del minore. Al fine di risparmiare a genitori e figli, oltre che alle parti direttamente interessate, quali i nonni, le tensioni emotive e l'angoscia che derivano dai procedimenti giudiziari, il mediatore del PE fornisce informazioni e consigli sul metodo di risoluzione alternativa della controversia, vale a dire la mediazione.
 
L'accordo raggiunto dalle parti durante la procedura di mediazione può evitare uno spostamento inutile del minore e consente ai genitori di risolvere in modo attivo ed efficace tutte le questioni che riguardano la famiglia. È più rapido e meno costoso di un procedimento giudiziario. Una volta compreso, accettato e firmato dalle parti, l'accordo può essere presentato dinanzi a un giudice, il quale ne formalizza il contenuto in un'ordinanza giudiziaria che sarà riconosciuta e diventerà applicabile in altri paesi.
 
Per garantire l'efficacia e la professionalità della mediazione, il mediatore del PE per i minori vittime di una sottrazione transfrontaliera da parte di un genitore cerca di formare un team di mediatori qualificati per ciascun caso specifico. La regola che il mediatore si sforza di seguire è quella di garantire la seguente combinazione di mediatori: una donna - un uomo, un avvocato - un non avvocato (psicologo, sociologo, pedagogo, operatore dei servizi sociali, ecc.), che parlino entrambi le lingue delle parti coinvolte nella controversia.
 
Quale assistenza può fornire ai genitori vittime della sottrazione dei loro figli?
 
La responsabilità principale non è aiutare i genitori, ma i minori! Benché la sessione di mediazione sia richiesta dai genitori, è il minore che deve trarne beneficio. Durante la mediazione, si cercano le soluzioni migliori per l'intera famiglia, ma in particolare per il minore. Metto l'accento su questo aspetto della mediazione perché spesso i genitori litigano per i loro diritti dimenticandosi dei diritti del minore ad avere contatti con i due genitori e a intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con entrambi i genitori, salvo quando ciò sia contrario al suo interesse (articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea).
 
Con quali difficoltà si scontra per risolvere situazioni giuridiche complesse? Pensa che occorra una nuova legislazione in materia?
 
La Convenzione dell'Aia del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili dei rapimenti internazionali di bambini costituisce, a livello internazionale, il documento più importante e completo. La Convenzione cerca di tutelare il minore, sul piano internazionale, dagli effetti dannosi di uno spostamento o di un mancato ritorno illecito e intende definire procedure tese a garantire il ritorno immediato del minore nello Stato in cui risiede abitualmente. Se gli Stati firmatari applicheranno le sue disposizioni e rispetteranno lo spirito della Convenzione interpretandola correttamente, non vi saranno difficoltà.
 
Dal canto suo, l'Unione Europea dispone del regolamento Bruxelles II, che persegue anch'esso l'obiettivo di prevenire le sottrazioni di minori da parte dei genitori all'interno dell'Unione europea e che si basa sulle regole della Convenzione dell'Aia.
 
La normativa è buona, ma occorre applicarla correttamente, invitando tutti gli altri Stati ad aderirvi. Penso, per esempio, ai paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, che rappresentano una cultura, una tradizione, una mentalità, una concezione della posizione della donna e dei minori molto diverse dalle nostre. Gli accordi bilaterali tra Stati dovrebbero essere sostituiti da un regolamento uniforme e globale, per armonizzare e migliorare la cooperazione nell'interesse dei minori.
 
RIF. : 20090126STO47093
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