ONPA - Osservatorio Nazionale Permanente sui provvedimenti in materia di Affidamento condiviso Comunicato Stampa ADIANTUM, tramite il neonato Osservatorio Nazionale Permanente, valuta negativamente i recenti dati, pubblicati dall’ISTAT, che attribuirebbero ai provvedimenti di affidamento condiviso le dimensioni di un vero e proprio “boom”.
Fabio Nestola, Responsabile Nazionale Dati dell’Osservatorio, afferma che “ad una crescita percentuale di affidamento condiviso dei figli non corrispondono misure troppo diverse da quelle erogate con il vecchio ordinamento.
In troppi tribunali l’affidamento condiviso è solo un’etichetta da incollare al precedente orientamento, cambia solo la dicitura: i figli non più ‘affidati’ ma ‘collocati’ presso un solo genitore, che per l’effetto ottiene l’assegnazione della casa coniugale ed il versamento di un contributo al mantenimento. Esattamente il contrario di ciò che il Legislatore intendeva riformare. In buona sostanza, le rilevazioni statistiche riflettono una facciata luminosa dietro la quale si nasconde un panorama reale ancora grigio. Associazioni di genitori che hanno promosso e sostenuto la riforma, ma anche magistrati, avvocati, psicologi, pedagogisti e decine di parlamentari, convergono sulla necessità di aggiornare la normativa fino ad oggi impoverita da una disapplicazione avvilente”. “Siamo ben lontani”, osserva Tiziana Arsenti, Coordinatrice Nazionale dell’Osservatorio, “da una concreta applicazione del condiviso in Italia. Il vero ‘boom’ a cui stiamo assistendo è quello relativo alle centinaia di provvedimenti, difformi dal dettato della legge 54, che il nostro Osservatorio sta ricevendo da tutto il Paese, a conferma che i dati sciorinati in questi giorni dall’ISTAT nascondo una realtà del tutto diversa. Le dimensioni del problema, oggi, appaiono allarmanti”. Più duro il Presidente di Papà Separati Palermo, che aggiunge “a ben guardare le attuali modalità applicative della legge, il mandato del Parlamento è stato tradito proprio da chi doveva garantirne la corretta applicazione. L’affidamento condiviso è stato svuotato dal significato che il Legislatore gli aveva attribuito, e l’estremo arbitrio con cui la Magistratura continua ad applicare la giurisprudenza precedente è sotto gli occhi di tutti”.“Se ancora oggi”, sostiene Andrea Carta, Presidente di Papà Separati Novara, “un genitore deve minacciare di darsi fuoco di fronte ad un tribunale per ottenere ascolto da parte di quelle istituzioni che negano ostinatamente il suo diritto alla genitorialità, è evidente che questo stato di cose non funziona. Magistratura e Servizi Sociali spesso intervengono in modo sproporzionato commettendo errori sulla pelle dei bambini”Per Vittorio Apolloni, Presidente del Centro Documentazione Falsi Abusi su minori, «L’ISTAT non dà indicazioni sulla gran mole di false accuse che sempre di più accompagnano i procedimenti giudiziali di separazione. E’ necessaria, invece, una radicale riforma del sistema dei servizi sociali e una revisione delle procedure di colloquio e perizia sui bambini vittime di presunti abusi. In 22.986 casi i genitori si accusano a vicenda, usando i figli come mezzo di rivalsa sull'altro. E la metà delle denunce di violenza sui bambini si rivela poi infondata, senza alcuna conseguenza sostanziale per l’accusatore”.“Purtroppo”, conclude Antonello De Leonardis, Presidente foggiano di Genitori Separati, “ ciò che manca è quel cambiamento culturale che il Legislatore auspicava dovesse avvenire nei tribunali d’Italia con la novella legge 54 del 2006. In questi due anni di oblio, invece, migliaia di bambini hanno continuato a subire la violenza dell’allontanamento dal genitore escluso, mentre l’ISTAT pretende di dare ai cittadini l’illusione che tutto sia stato risolto. È doloroso ammettere che dalla entrata in vigore della legge 54, alla sua concreta applicazione da parte della magistratura, intercorra un lasso di tempo che miete ancora vittime. www.adiantum.it
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