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| Ancora troppo spesso i padri separati subiscono soprusi |
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"Va accolta con favore la sentenza della Corte d’Appello di Firenze che
ha condannato a un risarcimento di 1000 euro la mamma che aveva
impedito al marito di vedere regolarmente il figlio".
Scritto il 12/03/2008 alle ore 1:07 da Bruno Vespa. Dal blog di Grazia L’affido condiviso - cioè il diritto del minore di mantenere un rapporto continuo con entrambi i genitori - è regolato da una legge del 2006. Prima di allora, in caso di separazione, il bambino veniva affidato alla madre nell’84% dei casi, al padre nel 4%, a entrambi i genitori (quasi sempre alternati) nel 12%. Dopo il divorzio, la madre restava all’84%, il padre saliva al 6, l’affido alternato scendeva al 10%.
Ormai, il problema riguarda centinaia di migliaia di persone ogni anno: per circa 200 mila matrimoni celebrati nei 12 mesi (giugno e luglio i mesi preferiti), ci sono poco meno di 100 mila separazioni o divorzi. Di questi, circa la metà richiede al giudice un provvedimento sull’affidamento dei figli… Nel 2003 (gli ultimi dati risalgono ad allora) 62 mila minorenni si sono trovati al centro di una contesa familiare. E, sulla ferocia di queste contese, ciascuno di noi può offrire testimonianze inoppugnabili. Gli avvocati matrimonialisti ci raccontano che spesso la separazione di una coppia produce una guerra nucleare tra gli ex coniugi. Si assiste a ripicche, vendette e miserie di cui nessun conoscente li riterrebbe capaci. E i figli sono il terreno sadicamente prescelto per le rappresaglie più crudeli. A due anni dall’entrata in vigore della legge sull’affido condiviso, che fu salutata come una luce di civiltà nel buio di una guerra tremenda, dobbiamo ammettere che essa ha funzionato poco e male. I figli restano l’oggetto preferito del ricatto e i tempi della giustizia italiana incoraggiano alcuni coniugi affidatari a comportamenti illeciti e disumani, nella convinzione che nessuno avrà mai la forza e il tempo di perseguirli. Per questo, va accolta con favore la sentenza della Corte d’Appello di Firenze che ha condannato a un risarcimento di 1000 euro la mamma che aveva impedito al marito di vedere regolarmente il figlio. Non conta tanto la cifra (due terzi al ragazzo, uno al coniuge), ma il principio. Le norme vanno rispettate: se la signora continuerà a comportarsi male, la custodia del ragazzo (in affidamento condiviso) le verrà tolta. Da anni - e non solo per una sorta di campanilismo sessista - sono dalla parte dei padri separati, che troppo spesso si trovano a dover subire soprusi. Il caso di Firenze è emblematico: lo scontro, infatti, è avvenuto non tra genitori ignoranti, che hanno fatto prevalere l’istinto sulla ragione, ma tra due professionisti. Lei è una ricercatrice universitaria, lui è un avvocato. Purtroppo, sono questi i casi in cui una sorta di arroganza intellettuale delle parti produce un braccio di ferro devastante. Quel che sorprende è la totale indifferenza per le condizioni psicologiche del ragazzo. I figli vorrebbero che i genitori non si separassero mai. Mettono, fin quando possono, la testa sotto la sabbia per non vedere tradimenti e litigi: l’importante è che mamma e papà continuino a dormire insieme nel lettone. Quando il matrimonio si rompe perché i genitori rivendicano il diritto a una nuova vita (la media dei separati è ormai al di sotto dei 40 anni), i figli avrebbero bisogno di una cura estrema. I genitori dovrebbero fare l’impossibile per dimostrare che il fallimento di un patto stipulato anche nell’interesse dei figli non produrrà mai conseguenze negative sulla loro vita e sul loro equilibrio. I ragazzi entrano, al contrario, in una terra di nessuno esposta ai cecchinaggi più infami. Speriamo, perciò, che la sentenza di Firenze sia soltanto la prima di una lunga serie, in modo che tanti genitori capiscano che avere dei figli in affidamento, prima di essere un diritto è un pesantissimo dovere.
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3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."Una persona ha lasciato un commento Chiedo e mi chiedo se 1000 euro (subito appellati, che magari non verrano versati mai.., costituiscano sanzione efficace e commisurata al comportamento. Per me (aldilà dell'eccezionale valore simbolico) no.L'inasprimento della sanzioni con la previsione dell'inversione dell'affido non alla 33 esima sanzione,dovrebbe essere una priorità da perseguire. la vita mi ha insegnato che uno fa ciò che gli è consentito di fare. |
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