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Convivenza? per i giovani è prematrimoniale.
ROMA - La famiglia e il matrimonio rimangono, nel nostro Paese, un
caposaldo della società, ma a farsi spazio sono progressivamente forme
familiari alternative alla coppia sposata. È quanto afferma l'Istituto
di ricerca sulle popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Cnr,
che in proposito ha condotto a Lucca una ricerca su un campione di
studenti, che frequentano l'ultimo anno delle scuole medie e gli ultimi
due delle superiori e i loro genitori. "Alla domanda sul tipo di unione
preferito genitori e figli hanno risposto in maniera molto differente",
spiega Adele Menniti dell'Irpps-Cnr, autrice dello studio.
Dalla ricerca emerge che la convivenza ha, nelle giovani generazioni
lucchesi, un appeal significativo, ma è considerata la forma di unione
migliore per i propri figli solo da un gruppo minoritario di genitori
(15%), che nell'80% dei casi desidera per i propri figli il matrimonio,
preferito, invece, solo dal 30% dei giovani". Nello specifico la
convivenza sembra essere apprezzata dai genitori più scolarizzati e
soprattutto da chi ha vissuto l'esperienza della rottura del
matrimonio, i separati e i divorziati. Mentre per i giovani molto
spesso rappresenta un periodo di prova, al fine di valutare la solidità
del rapporto, prima di decidersi al grande passo. Al contrario, è stata
indicata come forma stabile e alternativa al matrimonio da un gruppo
limitato di giovani, seppur più numeroso rispetto a quello dei
genitori. "Gli orientamenti verso il tipo di unione mutano leggermente
quando si considera il genere degli intervistati" sottolinea la
ricercatrice del Cnr.
I padri desiderano molto più frequentemente per i loro figli/e il matrimonio (89% contro il 77% delle madri), le mamme appaiono più aperte a forme di famiglie 'alternative' come l'unione libera, la convivenza prematrimoniale e il vivere da soli. E' comunque chiaro, aggiunge l'autrice della ricerca, Adele Menniti, "che il matrimonio costituisce il traguardo del rapporto di coppia, sia per i giovani che per i genitori". Mentre però i genitori non vedono per i loro figli alcuna fase intermedia fra il vivere con loro e l'istituzionalizzazione dell'unione, i giovani rendono questo passaggio meno brusco. Dalle ricerche emergono due tendenze, conclude Menniti, "la prima è che si fa strada nel nostro Paese un modello di convivenza prematrimoniale. La seconda è che cresce l'interesse verso l'unione non legalizzata come alternativa al matrimonio. Lo confermano sia i nostri studi sia quelli dell'Istat che, fra l'altro, rilevano come tra chi vive in unione libera sia in aumento la quota di chi non prevede di sposarsi". (Gim/Dire) dal Sito diregiovani
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