Ricordato che "l'affidamento condiviso va inteso come la regola anche in caso di conflitto tra genitori o di loro distanza geografica mentre l'affidamento monogenitoriale deve rappresentare solamente un'eccezione", Gassani spiega che "anche nei casi in cui la legge 54/2006 viene formalmente applicata si registra purtroppo un ridottissimo contingentamento del tempo concesso ai padri per incontrare i propri figli. Tale atteggiamento giudiziario vanifica sostanzialmente lo spirito più autentico della norma teso al mantenimento di rapporti costanti e significativi tra genitori e figli in caso di separazioni e divorzi".
"L'auspicabile applicazione piena e corretta della Legge Paniz non andrebbe altresì intesa come una 'vittoria dei padri'; essa - continua l'avvocato - garantirebbe l'affermazione dei diritti dei figli a non vedersi privati ingiustamente del sostegno e della presenza di uno dei due genitori. Fatta la legge occorre quindi costruire la giusta cultura giudiziaria, così come accade in gran parte dei Paesi d'Europa".
Per i matrimonialisti "soltanto il rispetto di tale legge potrà arginare anche pericolosi fenomeni di violenza il cui numero è statisticamente in triste ascesa: in Italia il 30% dei fatti di sangue è legato a vicende familiari ed il più delle volte deriva dalla spinosa questione relativa all'affidamento dei figli contesi. Nel nostro Paese si registrano più vittime in famiglia che prodotte dalla malavita organizzata tutta. Occorre quindi una sensibilizzazione sociale tesa al rispetto della cultura delle bigenitorialità anche alla luce - conclude Gassani - dell'aumento, anno dopo anno, dei divorzi: nel 2006 erano 61.153 rispetto ai 47 mila del 2005".













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