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dieci agosto Il pianto delle stelle per i bambini PDF Stampa E-mail
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dieci agosto Il pianto delle stelle per i bambini

di don GIANCARLO CONTE
Quotidiani e telegiornali tra la fine di Luglio e i primi giorni di Agosto ci hanno aggiornato sui drammi dei nostri bambini: morti, uccisi, feriti, azzannati, rapiti o scomparsi, soggetti a esperienze terribili, testimoni oculari di feroci delitti. Non è improprio definire "piccoli martiri" questi bimbi. Martire per noi cristiani è chi muore per la propria fede, ma possiamo chiamare così anche il piccolo che muore innocente a causa della stoltezza o pazzia, della cattiveria o insipienza di noi adulti.
Lo scenario è impressionante e senza fine: si va dal neonato di poche ore gettato nel canale e annegato, alla serie interminabile di bimbi azzannati dai cani: dai bambini morti in incidenti stradali ai piccoli che hanno assistito all'uccisione della mamma da parte del padre (separato) e salvatisi a stento dalla furia omicida che li voleva morti; dai bimbi rapiti da zingari o maniaci, o scomparsi misteriosamente, a quelli abusati in famiglia o da coloro che avrebbero dovuto educarli e proteggerli; dai figli di genitori prossimi alla separazione che assistono ai loro drammatici litigi, ai bimbi testimoni dell'uso di droga da parte degli sventurati genitori.
Non mancano i piccoli interrogati da psicologi o magistrati su fatti - veri o presunti, Dio solo per ora lo sa - circa i quali dovrebbero invece essere aiutati a dimenticare. Ultimissima la notizia di un bimbo di sette mesi che muore sfracellato nel torrente con la giovanissima madre suicida, sconvolta dalla tragica morte del marito.
Negli stessi giorni il racconto fatto al Pubblico Ministero dalla donna-belva di Erba in carcere a Como: "Ho sgozzato Youssef perché tentava di scappare e urlava". Come se un bambino di due anni potesse star fermo e zitto dopo aver visto massacrare mamma e nonna. Sembra il bis del racconto dell'assassinio di un anno fa: "Ho ucciso Tommy perché piangeva".
In America tre giorni fa muoiono due fratellini di uno e quattro anni, figli di ragazza madre ventisettenne. Nel giorno libero della baby-sitter, essa deve fare due turni al lavoro e per timore del licenziamento lascia i figli in auto otto ore, trovandoli morti. Storia di miseria infinita.
L'elenco - lungo e certo incompleto - fa inorridire. Perché? Perché? Perché non sappiamo più difendere i nostri bimbi e impediamo loro di vivere? Perché noi grandi non comprendiamo che i piccoli il Cielo ce li affida per condurli alla vita e alla gioia? Com'è ridotto questo mondo che corre che canta che ride che fa le guerre che si difende che compra che viaggia e che tra tutti i beni non sa salvare i tesori più grandi che sono i bambini?

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