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Cronaca di una di un raporto genitoriale alienato(PAS). PDF Stampa E-mail
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buonasera dottoressa,
le allego il diario dell'allontanamento tra me  mio figlio xxxxxx. Allontanamento che è iniziato a luglio e che ancora non si è concluso. Ho inutilmente sporto denunce e chiesto aiuto ai tribunali, ma ancora nessun esito.
spero vorrà essere così cortese da leggerlo ed aiutarmi, se fosse possibile, in qualche modo.
a disposizione per ulteriori chiarimenti.
cordialità

 Riepilogo dei fatti inerenti al distacco tra xxxxxx xxxxx e suo figlio xxxxxxx


Premesso che, da quando il giudice ha stabilito le condizioni di visita, non ho potuto avere mio figlio  con me per un intero week end nemmeno una volta, solo sabati o domeniche e sempre in funzione degli “impegni” che La mia ex-moglie organizza al bambino, descrivo gli ultimi gravi avvenimenti.

3 luglio 2008

La sera del 3 luglio 2008, vigilia della partenza di Xxxxxxxxx per il torneo italiano di scacchi under 16, Xxxxxxxxx mi chiama (dal telefono di la mia ex-moglie xxxx, xxxxxx) per dirmi che ha perso il cellulare e con esso la sim. Proprio alla vigilia della sua partenza, che caso. Sarà accompagnato dalla mamma in tale trasferta ma visto che La mia ex-moglie non mi risponde mai, né in fonia né via sms, ma solo mediante mail che indirizza in copia al suo avvocato Brizio, decido, per paura di non poter sentire mio figlio per settimane, di comprare un altro cellulare. Gli compro un cellulare al mattino seguente e, insieme a lui ci rechiamo in un negozio TIM per fargli avere una nuova sim. E’ il venerdì che prelude alla sua partenza. Passiamo la giornata in piscina, ci si diverte come al solito, e mi promette senza problemi che almeno un sms al giorno mi arrivi per tenermi informato.
A differenza di quanto dichiarato da La mia ex-moglie a Xxxxxxxxx e da lui riportato a me, partono per Merano, dove si svolgono i campionati italiani di scacchi  al sabato
mattino (il 5 luglio), se lo avessi saputo avrei passato tutto il giorno fino a sera con Xxxxxxxxx invece di riaccompagnarlo al pomeriggio ma, le informazioni sono state date ad “arte”, era forse il preludio alla campagna di allontanamento che La mia ex-moglie stava preparando.
Aspetto un sms di xxxxxxx.

5 luglio 2008


L’sms arriva alle 13.41 del 5 luglio “Sono arrivato” recita, rispondo che sono contento, gli faccio un “in bocca al lupo” e gli dico che ci sentiamo nei prossimi giorni.
La domenica non lo sento, né per iscritto né in fonia, al lunedì lo chiamo. E’ già un po’ distaccato nel parlare, ma penso che sia lo stress del torneo, mi dice che va tutto bene e che deve andare che i suoi compagni lo aspettano.

7-8 luglio 2008


Ricevo un sms il 7 luglio alle 18.07 dove mi scrive “vinto”, un sms martedì 8 luglio alle 19.11, e poi silenzio. Non più risposte ai miei sms. Non riuscendo ad avere notizie di mio figlio, ma essendo venuto a sapere che un accompagnatore federale di scacchi, il signor Dxxxxx è presente a Merano, lo contatto per avere informazioni su Xxxxxxxxx. Il signor Dxxxxx è gentilissimo e ci sentiamo in varie occasioni. Mi riporta anche di aver detto a Xxxxxxxxx di chiamarmi, ma senza esito.

12-14 luglio 2008

Il 12 luglio, sabato, ricevo finalmente un sms di Xxxxxxxxx dove mi comunica di essere arrivato decimo, cerco di chiamarlo ma non risponde. Chiamo mia suocera, le chiedo se lo ha sentito e mi dice che “si l’ho sentito e sta bene”, dopo innumerevoli tentativi riesco a parlargli, è sempre di fretta mi dice che la mamma lo sta chiamando per andare a cena e che poi ci sentiremo.
Riesco a risentire mio figlio il 14 luglio alle 21.17, mi dice di essere al Milan J. C., e che rimarrà lì tutta la settimana.
Gli mando un sms il giorno dopo ma senza risposta, e non riesco più a parlar con lui sino a sabato


19 luglio 2008

ore 19.39 in cui, in una telefonata di 2 minuti appena, mi dice che si trova a Lido di Jesolo e che, con la
mamma, starà lì sino a mercoledì 23 luglio. Ci accordiamo perché mi avvisi una volta rientrato a casa.
La mia ex-moglie con una sua mail del 26 maggio, aveva scritto che Xxxxxxxxx sarebbe stato fuori Verbania sino al 27 luglio essendo peraltro cambiati i piani e rientrati prima penso che questa sia l’occasione di vedere per qualche ora mio figlio che non vedo da ben 21 giorni. Siccome la mia ex(sostituita parola), in maniera del tutto unilaterale, ha deciso che avrebbe tenuto con sé Xxxxxxxxx dal 4 al 27 luglio, ed inoltre dal 22 al 31 agosto 2008 in totale fa 32 giorni, penso che vederlo il sabato 26 luglio possa essere un’occasione, decido che gliene parlo appena rientra a Verbania.

21-22-23-24 luglio 2008

Chiamo Xxxxxxxxx nei giorni seguenti al suo rientro e riesco a parlare con lui il 21 luglio alle 20.56 per 1 minuto e 12 secondi, il 22 luglio alle 21.02 per 1 minuto e 50 secondi. La conversazione con mio figlio diventa sempre più scarna, lo trovo sfuggente e la cosa inizia a PREOCCUPARMI. Non è mai stato così, e non capisco cosa stia accadendo. Provo a chiamare la mia ex(sostituita parola),  ma come sempre suona libero e non mi risponde.
Dopo ancora innumerevoli tentativi, il 23 luglio alle 21.32 mio figlio  mi risponde al telefono. Mi dice di essere arrivato nel pomeriggio a Verbania, ed io a quel punto, gli propongo di vederci sabato ma soprattutto poi martedi 29 luglio perché ho i biglietti, presi volutamente come sorpresa, per un triangolare di calcio Milan Juventus Inter che sarebbero stati il mio regalo di rientro sapendo quanto ci tenesse. La sua reazione di sufficienza e poco dopo rifiuto mi ha lasciato perplesso, inoltre la mancanza di motivazioni al voler venire e dato quindi l’insieme dell’atteggiamento irriverente lo richiamo duramente, ricordandogli che sono suo padre e che e’ importante il rispetto e che, come da lui promesso, avrebbe anche dovuto avvisarmi di essere rientrato per tranquillizzarmi del viaggio e ciò non era avvenuto. A questo punto, quello che era un atteggiamento irriverente diventa arrogante, mi riaggancia il telefono. Tento di richiamarlo per un po’ e quando finalmente mi risponde mi dice: che sabato non mi vuole vedere, perché “ha qualcosa da fare”, e che ha deciso che la settimana di ferie che avevamo concordato, dal 2 al 9 di agosto non verrà con me. A questo punto, esterrefatto, gli chiedo del perché di questa decisione, non mi risponde, tace e dopo un po’ riaggancia il telefono e lo spegne.

Sono molto turbato da questo cambio di comportamento. Avevamo scelto insieme sia il periodo, dove mi aveva
detto di non aver altri impegni, che il posto, il camping Isolino, che avevamo visitato insieme e per il quale avevo optato anche per farlo sentire comunque a casa come prima vacanza da soli e poter eventualmente anche passare del tempo insieme ai suoi compagni-amici. Decido di riprovare a parlargli ancora.
Il 24 luglio, riesco dopo vari tentativi finalmente a parlare nuovamente con Xxxxxxxxx. E’ molto distaccato, mi risponde a monosillabi, poi senza alcun filo logico mi chiede notizie di suoi soldi che gli hanno detto avrei prelevato dal suo conto (cosa assurda, non ho la firma sul suo conto in Posta ma ce l’ha la mia ex(sostituita parola),) per mandarlo ai campionati di scacchi in Turchia nel 2007….anche se mi pare una conversazione non da Xxxxxxxxx e non da un bambino gli spiego che in Turchia ci e’ andato con soldi che ho anticipato io per mandare lui e sua madre in tale occasione. Ribatte allora che comunque sabato è impegnato e che al camping non verrà. Cerco di farmi dare una motivazione per la decisione di non venire al camping, l’unica cosa che riesce a dirmi è “non mi vengono le parole” e poi riaggancia e spegne il cellulare.
Sono estremamente preoccupato, capisco che al telefono non riesce ad esprimersi ed allora decido che, nonostante il suo rifiuto, andrò a trovarlo sabato per parlare a quattr’occhi, ho bisogno di capire…il suo atteggiamento e’ troppo diverso da quando l’avevo salutato solo i primi di luglio e dopo tre settimane lontani non a causa di una mia scelta non capisco questa trasformazione.

26 luglio 2008

Sabato 26 luglio, alle 8.45, sono sotto casa di Xxxxxxxxx. Incontro la signora che pulisce le scale della palazzina che mi anticipa che dormono tutti, aspetto che qualcuno tiri su le tapparelle per non disturbare. Alle 9.15 il caso vuole che proprio Xxxxxxxxx tiri su la tapparella che dà sulla sala e lo vedo. Nel momento in cui ciò accade, mi sarei aspettato un’espressione sorpresa ma gioiosa, come sarebbe naturale, invece sembra preoccupato e mi dice dal balcone “papà te l’ho detto che non posso venire…vai a casa”.
Mi sento rifiutato da mio figlio, che non vuole parlarmi apparentemente e non capisco perché! Gli chiedo di scendere un attimo, voglio solo abbracciarlo un attimo dopo 21 giorni che non lo vedo e poi vado. Mi dice che non può, che deve svegliare la mamma perché deve fare colazione con lei e poi andare al cimitero. Mi sembra tutto così inverosimile!
 Insisto, gli chiedo solo 10 minuti, ha un’espressione estremamente triste, sta rannicchiato per terra ad accarezzare il cane e quando gli chiedo perché non può scendere scappa in casa dicendo che deve far colazione.
Sembra che gli abbiano proibito di aver rapporti con me, lo chiamo ad alta voce, esce per un attimo dicendo “appena mi libero ti chiamo…vai a casa papà”.
Non mi rassegno, chiamo un amico di famiglia, S.F, gli chiedo di raggiungermi per aiutarmi a convincere Xxxxxxxxx. Appena arriva citofoniamo ed è ancora Xxxxxxxxx ad uscire sul balcone, Xxxxxxxxx riconosce subito l’amico e gli sorride immediatamente ma viene subito richiamato in casa. Nel giro di pochi istanti l’amico riceve una telefonata da sua moglie xxx, l’ha chiamata La mia ex-moglie intimandogli di non immischiarsi che avrebbe chiamato i carabinieri.
A questo punto, sono molto preoccupato per Xxxxxxxxx, temo uno stato di limitazione della sua libertà, e mi pare incapace di sottrarsi alle imposizioni di La mia ex-moglie e decido di chiamare i carabinieri: sono circa le ore 10.46 del 26 luglio. Arriva una volante dei carabinieri con due agenti, la volante è targata CC xxxxxx
I due agenti, dopo aver registrato le mie generalità, suonano il campanello dell’appartamento della mia ex(sostituita parola),. Uno resta con me, l’altro entra in casa. All’uscita da casa di La mia ex-moglie il carabiniere mi riferisce che ha potuto parlare solo un attimo con Xxxxxxxxx perché la mia ex(sostituita parola), al telefono con il proprio legale, gli ha detto che non hanno il diritto di porre domande al minore.
Il carabiniere e’ pertanto riuscito solo a parlare brevemente con Xxxxxxxxx. Alla domanda del carabiniere a Xxxxxxxxx se volesse andare con papà, la risposta è stata “no, devo studiare la lezione di scacchi e poi aspetto il mio maestro di scacchi”.
Alla domanda se papà l’avesse mai maltrattato la risposta e’ stata “NO”
Alla domanda quando sentirai papà la risposta e’ stata “Il numero ce l’ho lo chiamerò io”.

Mi ha inoltre riferito il carabiniere che La mia ex-moglie ha mostrato dei documenti da cui si evince che Xxxxxxxxx è seguito da uno psicologo, vorrei sottolineare che, in regime di AFFIDAMENTO CONGIUNTO, una decisione così importante come mettere un bambino in cura avrebbe quanto meno dovuto essere preso congiuntamente, per cui vorrei che immediatamente La mia ex-moglie fosse richiamata su questo punto, e poi non vorrei che lo psicologo fosse xxxxxxxxxxxxxxx, citato da La mia ex-moglie tra i suoi testimoni a favore, dove un lavoro di psicologo da parte di un testimone di parte mi pare non solo pericolosamente coercitivo nei riguardi del bambino ma anche deontologicamente poco corretto.(con lo psicologo nel 2003 durante il periodo di cura La mia ex-moglie ha ammesso, non davanti a testimoni però, di aver avuto una “storia “ che ha definito di “transfert” e “contro-transfert” che avviene spesso in terapia).

27 luglio 2008
Non riesco ad avere nessuna notizia di Xxxxxxxxx.

28 luglio 2008
Non riesco ad avere nessuna notizia di Xxxxxxxxx.


29 luglio 2008

In data 29 luglio, sono 3 giorni che non riesco ad avere notizie di Xxxxxxxxx. Non riesco a sentire Xxxxxxxxx dal 26 luglio, e dopo aver tentato inutilmente di chiamare lui, di inviargli sms (il telefono è sempre irraggiungibile), aver provato sul telefono fisso di casa dove non mi risponde nessuno, aver provato sul cellulare di La mia ex-moglie ma senza risposta, aver provato a chiamare e scrivere sms anche ad Axxxxxxx (figlio di primo letto di Ex moglie, ad oggi 22-enne), aver provato a chiamare la madre di Ex moglie, prima sul  telefono fisso e poi sul cellulare ma senza risposta, finalmente riesco ad avere notizie di Xxxxxxxxx mediante la signora xxxxxx madre di un ex-compagno di classe di Xxxxxxxxx.
La signora in data 29 luglio alle 17.29 mi invia un sms con il seguente testo: “Sono in piscina alla Selva. Tuo figlio è arrivato ora con il cugino Se riesco ad avvicinarlo te lo dico”.
Alle ore 18:12 la sig.ra mi fa squillare il cellulare ed immediatamente la richiamo, mi riferisce di aver parlato con Xxxxxxxxx velocemente, proprio su spunto fornito da Xxxxxxxxx che si è avvicinato a lei per salutarla e iniziare così a giocare con il figlio della sig.ra ed amico di Xxxxxxxxx, di avergli chiesto se è andato in vacanza ottenendo risposta positiva, ed alla sua domanda “Vai in vacanza anche con papà?” il bambino risponde con “Ancora non lo so”, affermazione strana, prima le ferie tra me e lui erano state concordate con il dovuto anticipo, condivise, poi rifiutate senza alcuna ragione, ed ora dichiara di non sapere, è un atteggiamento quanto meno anomalo. Alla successiva domanda “papà come sta, lo hai sentito?” Xxxxxxxxx si è velocemente girato e tuffato in acqua, è palese che non voglia o non possa parlare dell’argomento.
A termine del pomeriggio in piscina Xxxxxxxxx saluta la sig.ra e la mamma che vanno via. Alle ore 23:36 la sig.ra mi richiama, e mi inoltra un sms che ha appena ricevuto da La mia ex-moglie che recita così: “il presente messaggio vale come diffida a tutti gli effetti giuridici: non ti permettere di avvicinare mio figlio Xxxxxxxxx a nessun titolo. Paola”. Continua la campagna di La mia ex-moglie per isolare Xxxxxxxxx da qualunque persona abbia un contatto con me.

30 luglio 2008
Non riesco ad avere nessuna notizia di Xxxxxxxxx.

2 agosto 2008
Mi sono recato ancora una volta presso l’abitazione di Xxxxxxxxx, per chiedergli di iniziare le vacanze insieme. Appena suonato il campanello si è affacciata la Ex moglie, che non appena mi ha riconosciuto ha detto ad alta voce al figlio Xxxxxxxxx: “su Xxxxxxxxx, diglielo che non vai”. Ubbidiente, il bambino è uscito ed mi ha “non vengo!”, con tono stizzito, e poi è scappato in casa senza più uscire, nonostante i ripetuti richiami.


23 agosto 2008
Ho saputo da una conoscente che è morta la mia ex-suocera,  e non avendo notizie di mio figlio da settimane (gli ho mandati molti sms, tutti non consegnati ed una mail a cui non è seguita risposta) decido di andare al funerale. Quando Xxxxxxxxx mi vede è palesemente contento, esclama con un sorriso “Ciao pà!”, ma subito dopo si chiude e passa tutto il funerale con lo sguardo abbassato. Alla fine della funzione cerco di avvicinarlo e quando lo chiamo per salutarlo mi dice “non posso, devo andare” e si volta andando via quasi scappando.

11 settembre 2008
Grazie alla segnalazione di una mamma il cui figlio è compagno di classe di Xxxxxxxxx, vengo avvisato che il primo giorno di scuola media, per Xxxxxxxxx sarà l’11 settembre, alle ore 8, presso la scuola ----------, plesso di xxxxxxxxxx. Prendo un giorno di ferie, parto alle 5.30 da Torino ed alle 7.30 sono a scuola dove aspetto che Xxxxxxxxx arrivi. Alle 7.50 arriva accompagnato da Ex moglie, gli vado incontro per salutarlo, ma la stessa La mia ex-moglie ponendo una mano sulla spalla di Xxxxxxxxx lo spinge via, e subito “scappano” dentro la scuola, chiedendo alla professoressa dirigente scolastica del plesso, di non farmi avvicinare. Contestualmente Ex moglie, non so con quale motivazione, chiama una pattuglia della polizia che si presenta a scuola e che mi aspetterà sino a che non esco dall’aula dove i professori illustrano il programma scolastico dell’anno.
Esco dall’aula e vado incontro ai poliziotti che, comprendono la gravità della situazione, e dopo aver registrato le mie generalità mi salutano cordialmente. Io, a titolo di ulteriore chiarimento, informo i poliziotti che l’ispettore ------  ha già preso visione della situazione, contattando anche la psicologa che ha in cura Xxxxxxxxx, chiedendole di chiamarmi.
Fino a quel momento non ho ancora saputo come si chiamasse la dottoressa che segue mio figlio, malgrado il regime di affido condiviso deciso dal Tribunale di
In seguito parlo con la professoressa di mio figlio la informo della situazione, e le consegno copia del provvedimento provvisorio del G.I. che fissa il regime di affido condiviso e la modalità delle visite settimanali. Poco dopo, verso le 11.30, ricevo una telefonata dalla dottoressa xxxxxx la quale mi comunica che è la psicologa che ha in cura Xxxxxxxxx e che su indicazione della polizia mi ha contattato. Concordiamo un incontro per il 19 settembre, ore 16, presso il suo studio.

13 ottobre
Sono contattato via sms con una mamma di un compagno di scuola di Xxxxxxxxx, che mi scrive che, poiché Xxxxxxxxx è stato spostato dalla parrocchia di _______ alla parrocchia di _____-, farà la cresima il 16 novembre.


14 ottobre

Sono contattato dal signor xxxxxxx il quale mi comunica che in data 13 ottobre Xxxxxxxxx è stato intervistato sulla tv locale rete, dove ha raccontato del suo prossimo viaggio in Vietnam per il torneo mondiale di scacchi under 16. Ancora una volta un episodio del quale vengo a sapere per tramite di conoscenti ma che La mia ex-moglie si è ben guardata dall’informarmi.

13 novembre
Ricevo una mail da Xxxxxxxxx, scritta insieme alla sua psicologa dottoressa xxxxxxxxx che recita:
"ciao pà
sto andando dalla dottoressa grazia per risolvere i miei problemi e con lei ho deciso di scriverti questa mail.
Sono molto arrabbiato e vorrei che domenica non venissi alla mia cresima. Quando sarò pronto per sentirti ti chiamerò io.

Xxxxxxxxx"
Chiamo la dottoressa, la quale mi conferma che ha scritto con Xxxxxxxxx la mail, e che ritiene positivo il contatto via mail, primo passo per un riavvicinamento. Sono abbastanza scettico su fatto che sia un primo passo, rispondo a Xxxxxxxxx nel seguente modo:
“Ciao Xxxxxxxxx,
mi dispiace che sei arrabbiato, però sarebbe importante sapere perché sei arrabbiato. Ancora non me lo ha saputo dire nessuno e forse sei l’unico che può darmi questa risposta. Quando mesi fa ti ho chiesto come ti sentivi a proposito della separazione tra me e tua mamma, se eri arrabbiato, tu mi hai detto di essere dispiaciuto ma non arrabbiato. Fino a che abbiamo potuto vederci a giugno abbiamo passato bei cosa è successo dopo? Cosa stai vivendo in questi mesi che non abbiamo contatti?
Per quanto riguarda domenica, ho saputo per caso della tua Cresima, siccome è un giorno importante per te e lo è anche per me, in quanto sei mio figlio, verrò a vederti da lontano, come è stato al funerale della nonna, dove il tuo sguardo esprimeva contentezza di sapermi comunque lì. Non ti disturberò in alcun modo e non ti verrò nemmeno a salutare se è questo ciò che vuoi. Così facendo riusciamo a conciliare sia la tua esigenza di goderti il tuo giorno di festa sia il sapere per te che ci sono e per me di vederti in un giorno che non si ripeterà.

Spero che presto ti sentirai di parlarmi.
Ti voglio bene
Papà”
Ottengo solo come esito:
“Per favore, ti ho detto di non venire. Proprio perchè è la mia festa vorrei che rispettassi la mia scelta.
Xxxxxxxxx”.
Sono sempre più convinto che sia manipolato dalla mia ex-moglie.

A sostegno di quanto da me detto si può richiedere il verbale ai carabinieri e allegherei, via mail, il video che ho fatto con il telefonino a Xxxxxxxxx nei brevi attimi in cui si è affacciato in data 26 luglio.

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Carissimo ho letto la sua storia incredibile,ma la cosa più incredibile mi sembra sia lagata al non rispetto delle regole che prevede un affidamento condiviso.Credo che bisognerebbe mettere un pò d'ordine e a questo punto mi
chiedo dov'è il suo legale? Perchè non viene impedito alla madre  di prendere decisioni, come la nomina di uno psicologo che si prende cura di suo figlio prima che vi sia un giusto ed assennato accordo tra i due
genitori?
Contatti il suo avvocato e mi faccia sapere o eventualmente  mi permetta di parlargli .Se poi avesse bisogno di un bravo legale che si voglia occupare del suo caso ,vedremo cosa si pùò fare. questo credo sia il primo passo
importante poi valuteremo il resto. Non si faccia prendere dallo sconforto: suo figlio ha bisogno di lei e sicuramente non  l'ha dimenticata, è soltanto smarrito. In attesa di un suo cortese riscontro La saluto cordialmente
G.LoSapio

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